Baldur’s Gate – Dark Alliance

By |16/09/2004|Categories: Recensione|Tags: |

Dopo aver appassionato migliaia di giocatori e venduto un rimarchevole numero di copie su Pc, PS2, XBox e GC, il franchise di Baldur’s Gate sbarca sull’unico lido che ancora gli era stato precluso, il GameBoy Advance nella forma dell’action/rpg già visto sulle altre console, visto che il favoloso rpg puro visto su computer difficilmente poteva essere trasferito nella piccola console di casa Nintendo.

From PS2 to GBA
Questo “Baldur’s Gate – Dark Alliance” (BGDA) è la fedele conversione su GBA della versione originariamente uscita su PS2: la storia è la stessa, l’ambientazione è identica, i comprimari sono i medesimi, cambiano solo i protagonisti (o, per meglio dire, ne rimane solo uno). Chi abbia già giocato al titolo per le console maggiori non potrà non avvertire un fortissimo senso di deja-vù, per non dire di nostalgia: le ambientazioni sono state fedelmente ricostruite ed anche se risultano notevolmente ridimensionate in ampiezza, vi sentirete immediatamente a casa già dopo i primi istanti di gioco. Vi assicuro, e non scherzo, che potreste tranquillamente leggervi la rece della versione PS2 e sarebbe lo stesso. Ma immagino che nessuno di voi sarebbe troppo felice se il mio articolo finisse qui, quindi vediamo di riassumere in breve cosa vi aspetta.
BGDA è un action/rpg alla Diablo, che in sostanza significa che per la maggior parte del tempo sarete impegnati in estenuanti combattimenti contro orde di nemici; inizialmente potrete scegliere il vostro alter-ego tra tre classi di personaggi diverse, guerriero, arciere e mago. Purtroppo spariscono il nano e l’elfa della versione “maggiore” per lasciare spazio ad un anonimo umano che, a seconda della classe scelta, si limita a cambiare il colore (ma non la foggia) degli abiti.
A questo punto non vi resta che entrare nella tranquilla cittadina di Baldur’s Gate dove verrete malmenati e derubati: la vostra avventura avrà quindi inizio, allorquando vi troverete nella necessità di guadagnare qualche soldo, per poi potervi occupare della banda di criminali che vi ha assalito per scoprire che qualcosa di grosso bolle in pentola e solo voi potete sventare i progetti dei cattivoni di turno.
A seconda del personaggio prescelto dovrete affrontare il gioco in maniera differente (il guerriero è massiccio e picchia con tutte le armi, l’arciere è letale alla distanza, il mago è meglio non farlo scendere in mischia): inoltre uccidendo avversari si accumulano punti esperienza che servono per passare di livello e guadagnare nuove caratteristiche ed abilità oppure potenziare quelle già possedute.
Lo sterminio di cui saremo artefici ci permetterà inoltre di accumulare una discreta quantità di soldi ed equipaggiamento: quest’ultimo può essere indossato oppure rivenduto. L’I.A. dei nemici, purtroppo (ma anche comprensibilmente), non si discosta molto da quanto visto su PS2: questi si limitano ad attaccare sempre allo stesso modo quando entrate nel loro raggio d’azione e a smettere quando ne uscite. Inoltre basta una porta (aperta) e la sua invisibile linea di confine per bloccarli e massacrarli senza troppi problemi. Come al solito, l’unica loro arma è rappresentata dal numero, ma basta stare attenti a non farsi circondare per evitare la maggior parte dei problemi.
Il sistema di controllo è semplice ed intuitivo, possiamo attaccare, parare, prendere velocemente una pozione (per ripristinare l’energia fisica o quella magica) e cambiare facilmente arma o incantesimo; mentre l’interazione con i fondali è minima e si limita a scrigni da aprire e casse ed altri contenitori da rompere. E’ possibile parlare con altre persone per ottenere informazioni essenziali per la trama principale oppure per vedersi assegnare missioni secondarie.

Un eroe per tutte le stagioni
Il comparto tecnico rappresenta la ciliegina sulla torta di questa perfetta conversione: la visuale è la classica isometrica dall’alto, quasi perfetta non fosse che l’impossibilità di ruotarla a volte fa sparire i nemici dietro ad elementi architettonici, con ovvie conseguenze per la salute del nostro personaggio. Lo sprite del protagonista è grande, ben dettagliato (il suo aspetto cambia a seconda dell’equipaggiamento indossato) e dalle movenze molto fluide e realistiche; ed anche quelli di comprimari (per lo più statici) ed avversari sono decisamente pregevoli (i ragni sono quasi indistinguibili da quanto visto su PS2). Lo scotto che si paga è una visuale ravvicinata e quindi ridotta, che spesso nasconde alla vista del giocatore nemici in realtà molto vicini, ma, in definitiva, non si tratta di un problema decisivo. Ugualmente belli anche i fondali, riproduzioni fedeli degli originali, molto dettagliati anche se, a volte, un poco ripetitivi, mentre l’audio si limita a compiere il suo dovere con effetti sonori molto convincenti e nessuna soundtrack nel corso dei livelli.
Il gioco, infine, è rimasto fedele alla sua controparte “maggiore” anche per quanto riguarda la longevità, minata dalla generale facilità, dalla possibilità di salvare in qualsiasi momento e da livelli decisamente più brevi e meno articolati degli originali: finché dura, comunque, è tutto molto divertente e non dimentichiamo che ci sono 3 classi diverse con cui finirlo…


– Fedele all’originale
– Ottima grafica
– Divertente ed immediato


– Facile e breve
– Niente musica


8.0

Questo Baldur’s Gate – Dark Alliance è la fedele trasposizione su GBA del fratello maggiore uscito su PS2: stessa storia, stessi personaggi, stesse ambientazioni, stessi punti di forza e, paradossalmente, stessi difetti. Il gioco è immediato e divertente e può vantare un comparto tecnico decisamente rimarchevole, ma soffre di scarsa longevità compensata, in parte, dalla possibilità di affrontarlo tre volte con tre personaggi diversi: su GBA non ha praticamente concorrenza a parte i due titoli di EA dedicati al Signore degli Anelli con i quali compete alla pari. Se vi piace il genere non posso che consigliarvelo…