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Pro
- Concept indubbiamente originale.
- Direzione artistica incredibile.
- Tantissime situazioni tutte estremamente varie.
- Un inno alla fantasia.
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Contro
- Colonna sonora non al pari del resto.
- Endgame interessante ma ridondante nelle soluzioni proposte.
Il Verdetto di SpazioGames
Informazioni sul prodotto
C'è una cosa che dico sempre quando si parla di Yoshi: Nintendo non gli ha mai fatto fare la stessa cosa due volte. Dall'immortale Yoshi's Island, passando per il feltro di Woolly World e arrivando al cartone di Crafted World, ogni capitolo è stato un esperimento visivo prima ancora che ludico, una piccola dichiarazione su cosa può essere, artisticamente, un videogioco quando ci si prende la libertà di non inseguire il certo, abbracciando esclusivamente la voglia di sperimentare.
Yoshi and the Mysterious Book non fa eccezione, anzi, forse spinge questo concetto ancora più in là rispetto a qualsiasi altra esperienza con protagonista il tenero dinosauro verde, perché questa volta Nintendo ha sperimentato anche con il gameplay, mettendo al centro dell'esperienza proprio la "capacità di sperimentare dei giocatori", concretizzando in un ammasso di poligoni quell'innata capacità dei bambini di inventare storie incredibili partendo da pochissimi elementi di base.
Dopo svariate ore passate a sfogliare le ingiallite pagine di Enzo insieme al nostro dinosauro preferito, devo ammettere che Yoshi and the Mysterious Book è una delle produzioni più peculiari che Nintendo ha realizzato da molto tempo a questa parte.
Giusto per evitare qualsivoglia aspettativa di "trovarsi di fronte a qualcosa di diverso", la strada tracciata da Nintendo in passato per le produzioni dedicate a Yoshi rimane la medesima: The Mysterious Book è una produzione che rifugge la difficoltà fine a se stessa. Non ci sono vite, non c'è morte, non c'è Game Over e la difficoltà di base (quella necessaria per portare a termine l'avventura senza completarne ogni aspetto) è molto bassa. Rispetto al passato, però, è il concept dietro al gameplay che si rivela adatto a ogni età.
Un libro parlante di nome Enzo
La premessa narrativa è semplice come da tradizione: un gruppo di Yoshi si imbatte in Enzo, un'enciclopedia parlante dai baffoni autorevoli che custodisce nelle sue pagine un intero mondo dipinto a pastelli. Dopo aver riottenuto la libertà in seguito a un incidente causato da un Bowser Jr. troppo curioso, Enzo riceve l'aiuto dei teneri dinosauri e, visto che non riesce a sfogliarsi da solo per via della sua natura da tomo, chiede proprio a questi ultimi di farlo per lui.
All'interno di Enzo ci sono decine e decine di illustrazioni raffiguranti creature misteriose che abitano biomi molto diversi fra loro e il vecchio tomo sarebbe curioso di conoscere di più sugli abitanti delle sue pagine, motivo per il quale chiede al manipolo di colorati dinosauri di tuffarsi letteralmente tra le illustrazioni per catalogare le creature che le abitano.
Da questo semplice incipit prende il via un racconto che non nasconde mai il fatto di voler essere spiccatamente una fiaba per i più piccoli. Al pari di una "storia della buonanotte", Yoshi and the Mysterious Book scorre leggero per tutta la sua durata, senza mai mostrare picchi di elevato story telling ma riuscendo comunque a risultare sempre piacevole per un adulto ed estremamente ammaliante per un bambino.
Ci sono un inizio e una fine, ma si tratta esclusivamente di limiti pensati per definire lo spazio in cui il giocatore può sperimentare liberamente con la creatura, o l'elemento di Enzo, che si è deciso di studiare.
L'obiettivo non è arrivare da qualche parte, ma capire come funziona quella specifica creatura: come si comporta quando entra in contatto con altri elementi dell'ambiente circostante, come reagisce agli stimoli, cosa succede se la si espone all'acqua, al fango, se la si avvicina a un oggetto specifico, se si decide di metterla in groppa a Yoshi per trasportarla in giro per il livello e così via.
Ogni livello presenterà una scoperta principale, o un obiettivo specifico, che una volta portato a termine permetterà di proseguire nell'avventura, ma lo scopo finale non è quello. Ogni scoperta fatta dal giocatore, difatti, viene automaticamente annotata da Enzo, componendo un profilo enciclopedico che si arricchisce a ogni esperimento, creando una vera e propria "bibbia" di tutto quello che vive all'interno dell'antico tomo.
Ogni livello, se così possiamo chiamarlo, inoltre muterà con il tempo, creando una serie di nuove iterazioni che si potranno scoprire semplicemente sperimentando, andando a espandere la longevità quel tanto che basta per innalzare anche lievemente la difficoltà complessiva di Yoshi and the Mysterious Book.
Sia chiaro, non si parla di una complessità alla pari dei platform più noti di Nintendo, ma è indubbiamente piacevole notare che comunque non tutte le scoperte risultino ovvie e che, anzi, molte di esse richiedano quel tipo di ingegno fantasioso spiccatamente infantile che, per assurdo, segue più la logica della mente di un bambino intento a costruire una storia tutta sua rispetto alle logiche del mondo degli adulti.
Ed è proprio questo il punto di maggior forza di Yoshi and the Mysterious Book, nonché l'aspetto che farà più discutere e lo farà disprezzare a priori da una vasta fetta di giocatori: il suo voler concentrarsi su quel romanticissimo "e se…" tipico dei bambini che si trovano a immaginarsi un mondo intero con un paio di elementi a disposizione.
È una struttura che non assomiglia a nient'altro sul mercato, e già solo questo lo rende meritevole di encomi. Considerando che, inoltre, questa formula funziona magnificamente, riuscendo a intrattenere chi deciderà di dargli fiducia e di lasciarsi trasportare in questo tuffo negli anni dell'estrema giovinezza, viene da sé che Nintendo ha mostrato ancora una volta che sperimentare è possibile anche con un titolo tripla A.
E se la vostra paura principale è la varietà, non preoccupatevi perché proprio quest'assenza totale di regole ha permesso agli sviluppatori di lasciarsi andare alle idee più folli. Nel costruire una progressione organica in cui ogni scoperta apre nuove possibilità, e la soddisfazione non arriva dal completare un percorso ma dall'aver intuito il funzionamento di un piccolo ecosistema, ogni approccio inconsueto diventa la chiave che apre situazioni decisamente sopra le righe.
Si passa dal giocare a nascondino con i Tipi Timidi, a cavalcare bestie fuori controllo, a far ingurgitare cibi di ogni tipo a piante canterine, fino a pucciare nel fango fiori colorati e risolvere puzzle musicali. Il tutto, ovviamente, senza disdegnare quelle dinamiche da platform che permettono al moveset, oramai consolidato, di Yoshi di esprimersi a dovere.
Un'opera d'arte in movimento
La prima cosa che colpisce, e continua a colpire per tutta la durata dell'avventura, è la direzione artistica di Yoshi and the Mysterious Book. Nintendo ha abbandonato la rigidità del cartone e la "sofficiosità" della lana per tornare ad abbracciare uno stile che riporta alla mente il disegno a mano tradizionale.
A differenza dei primi Yoshi's Island, però, qui si predilige uno stile artistico che ricorda proprio le illustrazioni dei vecchi libri per bambini, con colori accesi ma allo stesso tempo invecchiati, assieme a Enzo, quanto basta per restituire perfettamente la sensazione offerta da un vecchio tomo illustrato.
Lo stile da disegno a matita su carta è applicato con una coerenza e una cura che lasciano a bocca aperta in ogni istante, e l'immancabile attenzione ai dettagli che Nintendo ripone nei suoi prodotti fa il resto, offrendo una produzione curata in maniera certosina e con uno stile, letteralmente, unico.
Alcune animazioni strizzano deliberatamente l'occhio allo stop-motion, rallentando la frequenza dei fotogrammi per evocare una sensazione di artigianalità che ricorda il cinema d'animazione di altri tempi; le texture su Yoshi e sulle varie creature presenti nelle pagine di Enzo contrastano con i colori del fondale in maniera tale da sembrare quasi dei materiali tangibili, applicati in un secondo momento sulle vecchie pagine del tomo.
Tutto rimanda a quelle enciclopedie illustrate per i più giovani di metà anni Ottanta e il risultato finale, nella sua maestosità, differenzia Yoshi and the Mysterious Book da qualsiasi altra produzione di Nintendo vista finora.
Per chi è pensato, davvero?
Bisogna, però, essere totalmente onesti su un aspetto di Yoshi and the Mysterious Book, quello che più di tutti dividerà il pubblico e quella parte di critica fermamente legata a criteri di valutazione fin troppo tradizionalisti: questa produzione, così come le ultime dedicate al tenero dinosauro di Nintendo, è chiaramente realizzata attorno ai giocatori più giovani.
È un inno alla loro fantasia, una tela quasi bianca per far emergere tutta la loro immaginazione come un fiume in piena, oltre a voler abbracciare quella tipologia di giocatori alla ricerca di un'esperienza serena, senza ansia da prestazione, senza una reale difficoltà meccanica.
Non si può morire in nessun modo; se si cade da una piattaforma si viene semplicemente ridisegnati al centro dell'area pronti a ricominciare. Il tasso di sfida tradizionale è praticamente nullo, i boss si affrontano con la stessa filosofia esplorativa del resto del gioco, e nessuna delle interazioni richiede estremi riflessi o una precisione millimetrica.
Per chi spera di ritrovare la profondità tecnica dell'immortale Yoshi's Island originale, questo titolo sarà inevitabilmente deludente. Non è pensato per loro, e non vuole nemmeno esserlo. È una produzione che si distacca dal platform semplicistico dei precedenti capitoli di Yoshi non per compiere un brusco ritorno alle origini, ma per raggiungere nuovi lidi inesplorati, creando qualcosa di tanto unico quanto atipico.
È un titolo che incarna perfettamente quella Nintendo Difference così difficile da spiegare. È accessibile a chiunque nella sua superficie, capace di stratificarsi a dovere per chi vuole andare più a fondo (sì, non manca il tradizionale endgame maggiormente complesso tipico delle produzioni della grande N, fatto di backtracking e sfide indubbiamente più ostiche), ma resta, come già detto poc'anzi, una concretizzazione della fantasia dei bambini: una produzione capace di far impazzire i più giovani tanto quanto quei giocatori adulti alla ricerca di un'esperienza indubbiamente diversa dal solito.
Ma quindi?
In conclusione, Yoshi and the Mysterious Book è uno di quei giochi che richiedono di essere abbracciati con le aspettative giuste. Prendetene le distanze se cercate un platform Nintendo nel senso più tradizionale del termine, ma soprattutto non toccatelo nemmeno con "le mani di un altro" se siete assolutamente convinti che il videogioco debba sempre e comunque offrire una sfida complessa e progressivamente sempre più ostica.
In Yoshi and the Mysterious Book troverete qualcosa di profondamente diverso da tutto quello a cui avete giocato finora: un concept tanto semplice quanto incredibilmente complesso da concretizzare, che mostra ancora una volta come Nintendo sia capace di offrire esperienze variegate e che abbraccino ogni tipologia di giocatori.
Resta il fatto che esteticamente sia fra le produzioni più belle e originali che Nintendo abbia mai concepito, nonché un inno alla fantasia composto con estremo amore e con la giusta intenzione.