Microtransazioni in Crash Team Racing: Nitro-Fueled

Activision ci ricasca, ma a quale costo?

Speciale
A cura di Nicolò Bicego - 1 Agosto 2019 - 11:07

A lungo si era speculato sulla presenza di microtransazioni all’interno di Crash Team Racing: Nitro-Fueled. Queste voci si erano placate quando venne annunciato che non ci sarebbe stato alcun tipo di microtransazione al lancio; e Activision ha mantenuto la parola, introducendo sul mercato un titolo privo di alcun tipo di contenuto a pagamento. Adesso, però, il colosso americano ha annunciato l’arrivo delle tanto temute microtransazioni su quello che, al momento, è uno dei suoi ultimi titoli. Vogliamo affrontare questo spinoso argomento insieme a voi, cercando di valutare i pro e i contro della scelta di Activision.

crash team racing nitro fueled

La solita, vecchia Activision

Inutile nascondere che, quando parliamo di Activision, parliamo di un publisher che ormai da tempo ha fatto sua la politica di monetizzare quanto più possibile su ogni singolo titolo rilasciato; i giochi pubblicati da Activision tengono ad avere le cosiddette “gambe lunghe”, che gli consentono di portare incassi che vanno oltre la semplice vendita del titolo e che durano a lungo nel tempo. In un primo momento a dominare erano i DLC; prendendo ad esempio uno dei franchise più famosi (e remunerativi) di Activision, un giocatore appassionato di Call of Duty sapeva, con immancabile precisione, che all’acquisto di un gioco sarebbe seguito l’acquisto di quattro DLC, rilasciati con regolarità svizzera dal colosso californiano. Basta guardare proprio Call of Duty, però, per vedere che il mercato videoludico è cambiato: non solo sono state introdotte microtransazioni e loot box (persino nella remastered del primo Modern Warfare), ma con il prossimo capitolo assisteremo all’abbandono di una delle meccaniche più collaudate per i contenuti a pagamento, vale a dire il season pass.

La politica di Activision, dunque, è chiara: riflettendo i cambiamenti di un mercato videoludico in cui gli investimenti si fanno sempre più grandi, si cerca di riflesso di lavorare sui guadagni per ogni singolo titolo rilasciato. Non dovrebbe dunque stupire la presenza di contenuti a pagamento all’interno di un titolo come Crash Team Racing: Nitro-Fueled. Certo, può fare strano vedere le microtransazioni fare la loro comparsa all’interno di un titolo del genere, anche perché si tratta di un remake proveniente da tempi in cui bastava giocare per sbloccare contenuti nascosti. E da una parte, chi vi scrive, da giocatore cresciuto con la quinta e la sesta generazione di console, storcerà sempre il naso di fronte a operazioni di questo tipo, soprattutto per quanto stona, in questo caso, l’idea di accostare microtransazioni a un titolo intriso di nostalgia per un’epoca diversa da molteplici punti di vista nel contesto videoludico. Tuttavia, penso che prima di gridare allo scandalo sia opportuno fare alcune valutazioni.

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Pit-stop e microtransazioni

Le microtransazioni in Crash Team Racing: Nitro-Fueled permetteranno di acquistare Wumpa Coins, che a loro volta permettono di acquistare contenuti all’interno del pit-stop del gioco. Se ricordate, vi avevamo già parlato del problema del pit-stop: cioè che, a fronte di contenuti piuttosto “costosi” in termini di Wumpa Coins, si ricevono ben pochi gettoni giocando, con il rischio che la maggior parte dei contenuti rimanga per sempre bloccata soprattutto per chi non è un giocatore assiduo di Crash Team Racing: Nitro-Fueled. Con la comparsa delle microtransazioni, tutto acquista un maggiore senso: il gap tra gettoni guadagnati e gettoni richiesti per sbloccare personaggi, livree, etc. non appare più un semplice errore di calibrazione, quanto una scelta consapevole da parte del publisher. Stando alle dichiarazioni di Activision, niente dovrebbe cambiare per il gioco: tutto rimarrà come adesso, solamente che chi vorrà potrà accelerare il completamento della propria collezione spendendo denaro reale. Rispetto ad altri titoli che fanno utilizzo delle microtransazioni, vogliamo qui spezzare una lancia a favore di Activision: in Crash Team Racing: Nitro-Fueled non è assolutamente impossibile sbloccare i contenuti giocando. Grazie anche alla presenza dei grand-prix, i giocatori torneranno spesso sul titolo ed è probabile che, col tempo, riusciranno a sbloccare la maggior parte dei contenuti, nonostante il processo sia abbastanza laborioso. Dunque, rispetto ad operazioni attuate da altri, al limite della disonestà o della follia, l’operazione di Activision appare un buon compromesso tra ragioni di mercato e libertà per il giocatore di non spendere  più di quanto ha già speso per il gioco completo. Questa è al momento la nostra considerazione, a patto che Activision non decida di forzare le cose alzando i prezzi degli oggetti presenti del pit-stop, costringendo quindi a pagare o a giocare un numero folle di ore per sbloccare i bonus bramati. In chiusura, però, ci sentiamo di dire questo: pur trattandosi di un modello ormai consolidato, ciò non significa che si tratti di un modello giusto nei confronti dei giocatori o degli sviluppatori stessi, su cui probabilmente la scelta è stata imposta dal publisher. Il mercato avrà le sue ragioni, ma le microtransazioni, soprattutto quando riguardano oggetti che vanno ben al di là dei semplici cosmetics, ci sembrano un modo fin troppo aggressivo di ascoltarle.

Alla fine, le voci che volevano la presenza di microtransazioni in Crash Team Racing: Nitro-Fueled si sono rivelate vere, sebbene solo a più di un mese dal lancio del titolo. Non ci sentiamo di tacciare Activision di disonestà nei confronti dei giocatori: dopotutto, al momento in cui scriviamo è effettivamente possibile, sebbene con impegno, sbloccare tutti i contenuti senza sborsare un centesimo. Tuttavia, ciò non significa che questo modello di business, ormai diffuso, sia il più corretto nei confronti del pubblico o degli stessi sviluppatori. Voi che ne pensate? Comprerete Wumpa Coins o suderete le proverbiali sette camicie pur di sbloccare tutto senza pagare?




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