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Pro
- è uno degli shonen più sinceri e toccanti di sempre grazie ad una narrazione che non teme di spingersi oltre i confini del target adolescenziale
- stile grafico energico e personale, perfettamente valorizzato dall’edizione deluxe
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Contro
- ritmo iniziale un po’ frammentato, con toni slapstick che possono confondere chi si aspetta subito azione pura
- graficamente ancora acerbo con qualche dettaglio anatomico ancora un po' ingessato
Il Verdetto di Cultura POP
J-POP Manga riporta sugli scaffali di librerie e fumetterie un altro cult degli anni 2000 in una corposa deluxe edition. Si tratta di Zatch Bell! di Makoto Raiku, uno shonen che, nonostante la sua apparente leggerezza, ha lasciato un’impronta fortissima nel panorama dei manga di inizio millennio
Di cosa parla Zatch Bell!
Kiyomaro Takamine, un ragazzo dal quoziente intellettivo fuori dal comune e dal carattere cinico. Per il suo compleanno riceve dal padre archeologo... un "allenatore". Si tratta di Zatch Bell, un misterioso bambino biondo animato da un entusiasmo disarmante che reca con sé solo un libro scritto in una lingua apparentemente incomprensibile.
Per puro caso Kiyomaro scopre che l'unica riga del libro che riesce a decifrare attiva uno straordinario potere in Zatch: la capacità di sparare fulmini dalla bocca! Mentre la convivenza fra i due procede fra situazioni surreali, ben presto però la strana coppia dovrà fronteggiare gli attacchi di altri individui con poteri speciali.
Zatch è un "bambino demone" inviato sulla Terra per scontrarsi con altri bambini come lui per decretare chi sarà il prossimo re dei demoni. Ogni "bambino demone" porta con sé un libro e si accompagna ad un essere umano, ma non tutti sono animati da buoni propositi come Zatch e Kiyomaro...
Cuore, coraggio e lampi di umanità: cosa rende unico Zatch Bell!
Zatch Bell! incarna perfettamente lo spirito "incerto" del manga di target shonen di inizio millennio. Non un battle shonen vero e proprio, infarcito di momenti di comic relief, e sempre alla ricerca di dare profondità emotiva tanto ai due protagonisti quanto ai personaggi secondari che siano antagonisti o meno.
Makoto Raiku dà al primo volume di Zatch Bell! un ritmo frenetico passando da un registro slapstick a momenti drammatici in poche pagine dando sempre grande intensità emotiva dei combattimenti. L'autore va oltre lo schema tradizionale del battle shonen trasformando questi elementi in un percorso di empatia e redenzione.
Ogni incontro con un nuovo demone - da Kolulu, creatura dolce e tragica, al bizzarro Brago - mostra come la vera forza non sta nella potenza magica, ma nel legame che unisce umano e demone appunto, gettando le basi di una riflessione sorprendentemente profonda sulla responsabilità, la compassione e la solitudine - temi che torneranno centrali man mano che la storia evolverà nel corso dei volumi.
Il rapporto tra Kiyomaro e Zatch è il centro pulsante del racconto. Il primo è un genio isolato, convinto che l’intelligenza lo renda superiore agli altri; il secondo è un essere puro, incapace di mentire o comprendere la cattiveria umana. L’incontro tra i due diventa una metafora perfetta della riconciliazione tra razionalità e innocenza, tra il disincanto del mondo reale e la possibilità di credere ancora nella bontà.
Non a caso, il potere di Zatch è l’elettricità: una scintilla che illumina, scalda e distrugge, proprio come il legame che lo unisce al suo partner.
Questo aspetto ci permette anche di allargare la riflessione. Nello stesso momento in cui Zatch Bell! iniziava la sua serializzazione, esplodevano titoli in cui la crescita dell’eroe passava attraverso la competizione, la determinazione e la lotta per i propri ideali.
Raiku, invece, costruisce un universo più emotivo e relazionale, dove la vittoria non dipende dalla forza pura, ma dal livello di comprensione reciproca tra umano edemone. Ogni coppia rappresenta un diverso modo di intendere la fiducia: violenta, possessiva, altruista, cieca o sincera.
In questo senso, Zatch Bell! si avvicina più a un Hunter × Hunter di Togashi che a un Dragon Ball: non conta tanto “chi vince”, ma “perché combatte”.
Le storie dei demoni, spesso tragiche, parlano di paura, isolamento, o desiderio di essere amati. Kolulu, per esempio, desidera solo vivere in pace, ma la sua forma demoniaca la costringe a distruggere ciò che ama - una metafora potente sull’inevitabilità del dolore e sull’importanza di accettare la propria natura.
Raiku non teme di spingere il suo racconto oltre i confini del target adolescenziale, rendendo Zatch Bell! una delle opere più sincere e toccanti del suo periodo.
Un comparto grafico esplosivo
Il tratto di Makoto Raiku è immediatamente riconoscibile e, nel formato deluxe, trova finalmente la valorizzazione che meritava. Il suo stile fonde una linea chiara e dinamica con un senso teatrale dell’espressività che rifà da un lato allo spokon dall'altro all'immediatezza dei manga di target kodomo.
Le scene d’azione sono esplosive ma sempre leggibili: Raiku utilizza il bianco e nero con una padronanza straordinaria, alternando campiture dense a linee sottili per trasmettere energia e impatto. I fulmini di Zatch, resi con tratti spigolosi e direzionali, sembrano davvero squarciare la pagina. Ogni incantesimo ha una sua fisicità grafica, tanto che si può quasi percepire il rumore dell’elettricità o la pressione dell’aria nei momenti di scontro.
Raiku si muove tra il grottesco e il realistico con naturalezza, dimostrando una grande sensibilità nel tratto e nel ritmo delle tavole. Le inquadrature cambiano costantemente prospettiva, creando un dinamismo che non disorienta mai riuscendo benissimo a rendere varie ambientazioni non solo per le scontri ma anche per le scene più quotidiane come quelle casalinghe o scolastiche.