Kafka Hibino comincia la sua avventura ripulendo i resti dei mostri che qualcun altro ha sconfitto. È un ingresso perfetto in Kaiju No. 8: prima della gloria arrivano il lavoro ingrato, la stanchezza e un sogno lasciato a prendere polvere. Ci siamo affezionati a questo aspirante eroe anche aspettando l’episodio del sabato. Adesso che la conclusione arriverà al cinema, vorremmo poterci sedere in sala mentre gli altri fan stanno ancora scoprendo come va a finire.
Dopo due stagioni seguite in streaming, chiedere un’uscita internazionale coordinata ci sembra il minimo. Il grande schermo può dare a Kafka un congedo spettacolare; chi distribuisce il film deve però permettere anche al pubblico italiano di partecipare alla festa. Per ora manca una data italiana, quindi nessuno ci ha ancora lasciati indietro. È proprio adesso che bisogna organizzarsi per evitarlo.
- Quel sabato insieme al Giappone contava qualcosa
- Perché i mostri di Kafka funzionano anche in sala?
- Haikyu!! ci ha già fatto aspettare fuori dalla palestra
- Per l’Italia servono una data e abbastanza sale
Quel sabato insieme al Giappone contava qualcosa
Crunchyroll aveva presentato il debutto della serie come un appuntamento mondiale: trasmissione in diretta insieme al Giappone, poi episodi disponibili a richiesta. La diretta aveva sottotitoli in varie lingue; quelli italiani arrivavano dopo, con la versione da rivedere e il doppiaggio, nello stesso giorno. Per chi guardava da casa la distanza dal pubblico giapponese si era accorciata enormemente.
Anche la seconda stagione ha mantenuto un appuntamento settimanale in italiano: il primo episodio doppiato è arrivato il giorno del debutto giapponese. Oggi entrambe le stagioni sono disponibili sulla piattaforma con audio e sottotitoli italiani. Abbiamo potuto scegliere come seguire la serie, recuperare una puntata saltata, tornare su una scena. Il sabato potevamo discutere di Hoshina senza aspettare che il resto del mondo avesse già archiviato la battaglia successiva.
Chi ha seguito Kafka ogni settimana merita di scoprire il finale insieme agli altri fan. Il biglietto cambia la spesa e la serata; una distribuzione molto scaglionata cambierebbe anche il piacere di parlarne. E nel caso di una conclusione il problema pesa parecchio: possiamo rimandare una recensione, molto meno facilmente possiamo cancellare dalla memoria una miniatura che ci ha appena rivelato l’ultima sorpresa.
Perché i mostri di Kafka funzionano anche in sala?
La voglia di vedere questi combattimenti al cinema la capiamo benissimo. L’annuncio ufficiale insiste proprio sulla potenza dell’azione televisiva, destinata ad ampliarsi sul grande schermo. Con Production I.G all’animazione ci sono ragioni concrete per essere curiosi: la serie sa passare dalla presenza ingombrante dei kaiju alla rapidità degli scontri ravvicinati. Una creatura che sovrasta gli edifici e una lama che deve trovare un’apertura chiedono inquadrature e tempi diversi.
Shigeyuki Miya torna alla regia del progetto. L’illustrazione promozionale è firmata da Shinji Kimura, già direttore artistico della serie, e mette un mostro gigantesco sopra una città devastata. È una promessa visiva molto chiara. Fra lo schermo del portatile e una sala buia, quella massa può acquistare un peso diverso, soprattutto quando il suono ci mette fisicamente in mezzo allo scontro.
Ci interessa altrettanto quello che succede quando Kafka torna umano. Arriva alla selezione delle Forze di Difesa portandosi dietro un corpo poco allenato e anni di occasioni perse. Reno, pur essendo più giovane, gli restituisce la spinta per riprovare. Mina è diventata la persona che lui sperava di raggiungere. Il gusto di Kaiju No. 8 passa da questo imbarazzo: essere fortissimo contro un mostro e sentirsi comunque l’ultimo arrivato davanti ai colleghi.
Per questo il film ci convincerà anche attraverso lo spazio che lascerà alle persone fra una battaglia e l’altra. La serie ci ha insegnato ad aspettare una risposta, uno sguardo di riconoscimento, la fiducia di un compagno. Se tutto corre verso il colpo finale, quei momenti possono diventare semplici raccordi. Vorremmo che conservassero il loro peso, anche quando la tentazione di far crollare un altro palazzo sarà fortissima.
La produzione punta sulla spettacolarità della sala. Noi ci aspettiamo che sfrutti anche la possibilità di raccontare una battaglia senza interromperla per una settimana proprio quando sta entrando nel vivo. La chiarezza degli scontri rimane decisiva, soprattutto quando a combattere sono corpi di dimensioni così diverse. Poi bisogna farcelo vedere.
Haikyu!! ci ha già fatto aspettare fuori dalla palestra
Un’esperienza vicina arriva da Haikyu!! The Dumpster Battle, animato dallo stesso studio. Anche lì il pubblico aveva conosciuto i personaggi attraverso una serie e ha dovuto proseguire al cinema per assistere alla partita fra Karasuno e Nekoma. Quel match era atteso per tutto ciò che Hinata e compagni avevano vissuto prima: rivalità coltivate negli allenamenti, amicizie cresciute attraverso la rete.
Nelle sale italiane arrivò oltre tre mesi dopo il debutto giapponese. Per trovarlo su Crunchyroll bisognò aspettare l’autunno del 2024. Chi era abituato a seguire le puntate da casa doveva dunque scegliere se andare al cinema oppure aspettare ancora per continuare la storia. Essersi messi in pari con la serie non bastava per partecipare alle discussioni sulla partita.
The Dumpster Battle sfrutta la sala con un incontro che può coinvolgerci anche quando conosciamo già il risultato. Resta però il piacere di scoprirlo attraverso l’animazione, di sentire un punto decisivo mentre lo vediamo accadere. Aspettare mesi dopo l’uscita giapponese significa dover proteggere quel piacere più a lungo. Per il finale di una serie, dove ogni discussione tende a concentrarsi sulla destinazione dei personaggi, sarebbe ancora più faticoso.
Su Reddit, nella discussione dedicata all’annuncio di Kaiju No. 8, l’autore del post mette già insieme fiducia nell’azione e paura che il film comprima troppo la storia. Fra le risposte compaiono la domanda sull’arrivo su Crunchyroll e il caso di uno spettatore che dice di non avere cinema vicini che proiettino anime. Sono esigenze molto concrete: essere entusiasti del film e riuscire a vederlo possono richiedere due risposte diverse.
Per l’Italia servono una data e abbastanza sale
Il cinema comporta comunque un’organizzazione diversa rispetto al divano. Bisogna trovare una sala raggiungibile e uno spettacolo compatibile con i propri orari. Un’uscita internazionale coordinata dovrebbe occuparsi anche di questo: annunciare per tempo i Paesi coinvolti, avvicinare le date e dare agli spettatori occasioni sufficienti per esserci. Possiamo accettare qualche giorno di differenza fra i normali calendari delle sale. Mesi di attesa dopo aver seguito la serie quasi insieme sarebbero un passo indietro.
Vorremmo anche sapere come verrà proposto il film in italiano e quando sarà possibile recuperarlo in streaming. Chi guarda doppiato ha seguito Kafka con una voce precisa; chi preferisce il giapponese ha bisogno dei sottotitoli. E chi non può raggiungere una sala deve poter capire quanto durerà l’attesa. Per il lungometraggio queste informazioni non sono ancora state annunciate, e la disponibilità della serie su Crunchyroll non conferma automaticamente quella del film.
Continuare in streaming era una possibilità coerente con il modo in cui abbiamo conosciuto l’anime. Scegliendo la sala, la produzione ci chiede di cambiare abitudine proprio all’ultimo tratto. Noi siamo pronti a farlo: Kafka gigantesco, il buio, il pubblico che trattiene il fiato hanno un fascino evidente. Vorremmo uscire dal cinema e aprire la chat degli amici per discutere finalmente del finale. Senza dover chiedere prima chi ha avuto la fortuna di abitare nel Paese giusto.