Riichiro Inagaki ha ringraziato gli autori dell’anime per essere arrivati fino all’ultimo capitolo del manga, poi ha scherzato sull’idea di chiamare “finale” un evento che annuncia un’altra avventura. Una battuta perfettamente adatta a Dr. STONE: provate a dire a questi personaggi che hanno finito di inventare cose. Vi ritroverete con un nuovo laboratorio prima ancora di aver salutato.
Per noi il ritorno di Senku Ishigami ha senso proprio per questo. Con TERRAFORMING il finale funziona meglio, perché vediamo cosa resta della sua impresa quando deve cavarsela di nuovo con pochissimo. Senku ha vinto davvero quando gli altri sanno costruire qualcosa insieme a lui. Portare questo epilogo in animazione significa dare anche a chi segue soltanto la serie un’ultima occasione per accorgersene.
Da qui in avanti ci sono spoiler sul finale della serie e sull’epilogo TERRAFORMING.
- La macchina del tempo può aspettare
- Una zattera dice molto su Senku
- Quanto bisogna cambiare per essere fedeli?
- RYUSUI ci ha già mostrato come può funzionare
La macchina del tempo può aspettare
Alla fine della storia principale Senku mette sul tavolo un progetto spropositato: costruire una macchina del tempo. Dopo aver ricostruito la civiltà e raggiunto la Luna, il passo successivo consiste nel tentare di salvare anche chi la pietrificazione ha lasciato indietro. È una conclusione coerente con la sua ostinazione. Il ragazzo che voleva riportare indietro tutti continua a prendere quel “tutti” terribilmente sul serio.
Eppure capiamo chi, arrivato fin lì, ha sentito una certa distanza dai primi esperimenti nel bosco. La macchina del tempo appartiene alla fantascienza più sfrenata, mentre molte delle nostre scene preferite avevano il fascino di un oggetto riconoscibile che nasceva sotto gli occhi dei personaggi. Seguivamo i passaggi, aspettavamo il risultato, godevamo delle loro facce. Nell’ultimo capitolo ci viene chiesto soprattutto di immaginare.
TERRAFORMING riporta quella soddisfazione dentro il racconto. L’impresa futura rimane enorme, ma prima c’è un guaio immediato da risolvere, con materiali recuperati e amici da soccorrere. Ci sembra un congedo più vicino al piacere quotidiano della serie: stare accanto a questa comitiva mentre cerca una soluzione, compresi gli intoppi e le battute. Il futuro torna ad avere qualcuno che ci lavora sopra.
Questo aggiunge qualcosa anche alla conclusione di Dr. STONE SCIENCE FUTURE, che ha raggiunto l’ultimo capitolo della storia principale. Il finale televisivo conserva la promessa di nuove ricerche. L’epilogo permette di passare altro tempo con le persone che dovranno affrontarle, quando nessun discorso celebrativo può sostituire un attrezzo utile.
Va però tenuto distinto da 4D SCIENCE, la successiva storia in tre capitoli dedicata al progetto della macchina del tempo. Sono raccolti insieme nel volume 27, pubblicato in Italia da Star Comics. L’annuncio dell’adattamento di TERRAFORMING riguarda espressamente l’episodio che porta quel nome. Chi aspetta di vedere animato anche 4D SCIENCE deve ancora attendere una conferma.
Nel suo messaggio Boichi festeggia la produzione e invita ad aspettare aggiornamenti. Gli autori condividono quindi la gioia di ritrovare Senku, senza aggiungere indicazioni su durata e formato. Per giudicare il senso di questo ritorno, comunque, l’avventura scelta offre già parecchio.
Una zattera dice molto su Senku
La prima scena da conservare con cura è il suo risveglio in mare. Senku è solo, senza una nave all’orizzonte e inizialmente senza ricordare come sia arrivato lì. Dopo tutto quello che ha costruito, si ritrova a fare l’inventario di ciò che ha addosso. C’è qualcosa di comico nel riportare un uomo capace di organizzare una missione lunare alla domanda più elementare: come faccio a restare vivo?
È anche un modo efficace per metterne alla prova le capacità. Senku osserva, cerca indizi, sfrutta quello che trova. Quando riesce a risvegliare Kohaku, l’avventura comincia a cambiare passo: recuperare materiali e preparare una zattera diventa un lavoro condiviso. La sua intelligenza conta moltissimo; altrettanto conta avere accanto qualcuno che sappia fare ciò che lui, fisicamente, fatica a fare.
Si sente il richiamo all’inizio della serie. Allora il mondo era una distesa di possibilità e pericoli; qui lo spazio si restringe all’acqua e ai detriti. Gli strumenti a disposizione diminuiscono, mentre i personaggi portano con sé tutto quello che hanno imparato. La domanda diventa gustosa: quanto della civiltà ricostruita riescono a tirar fuori anche in queste condizioni?
La seconda scena che ci interessa arriva quando bisogna produrre altro liquido per risvegliare i compagni. Suika ricorda che esiste un metodo per ottenere acido nitrico usando l’elettricità. Chrome collega il problema a un fenomeno osservato prima dell’incidente. Senku raccoglie quei contributi e trova una strada da percorrere. La soluzione comincia a prendere forma attraverso ciò che ciascuno sa.
È il passaggio che sostiene meglio il nostro entusiasmo. Suika e Chrome hanno smesso da tempo di essere soltanto spettatori delle spiegazioni di Senku: ricordano, osservano, propongono. Lui rimane il motore della ricerca, e il capitolo gli lascia buona parte delle intuizioni decisive. Però gli altri partecipano al ragionamento. Chi ama questi personaggi ha un motivo concreto per essere contento della loro crescita.
TERRAFORMING arriva poi a prospettare l’uso delle risorse di altri mondi per far avanzare ancora la civiltà. È un sogno gigantesco, preparato da un’avventura in cui ogni piccolo oggetto recuperato ha un’utilità. Noi troviamo convincente proprio questa vicinanza: Senku può pensare ai pianeti perché continua a capire cosa fare con ciò che ha davanti.
Quanto bisogna cambiare per essere fedeli?
In animazione, quelle scene possono guadagnare soprattutto tempo. Il freddo del mare, la fatica di tenersi a galla, una pausa prima di formulare un’idea: sullo schermo possono durare abbastanza da farci sentire il problema. La voce di Senku può mantenere la sua sicurezza e lasciar affiorare lo sforzo. Il sollievo di ritrovare Kohaku può avere un respiro che sulla pagina affidiamo alla nostra lettura.
Il manga, d’altra parte, permette di fermarsi sui disegni di Boichi e tornare indietro fra una spiegazione e l’altra. Una tavola affollata resta lì finché abbiamo voglia di guardarla. Nell’anime il montaggio decide quando passare oltre. Riempire lo schermo di scritte per copiare ogni informazione rischia di rendere faticoso proprio il piacere di seguire un esperimento.
Ci aspettiamo quindi una fedeltà che conservi i passaggi decisivi e sappia scegliere come mostrarli. Nella scena di Suika e Chrome, per esempio, occorre lasciare chiaro chi ricorda il metodo e chi suggerisce il collegamento. Accorciare tutto a una spiegazione brillante di Senku toglierebbe ai suoi amici il contributo che rende significativo l’episodio.
Shusuke Katagiri, produttore della serie, ha spiegato in un’intervista ad Anime Trending quanto sia difficile eliminare passaggi scientifici: ciò che i personaggi costruiscono serve spesso per arrivare all’invenzione successiva. È un problema molto concreto per un adattamento. Se vediamo soltanto il risultato, perdiamo la soddisfazione di capire come ci sono arrivati.
Nella stessa intervista il regista Shuhei Matsushita raccontava il lavoro necessario per dare colore e movimento a liquidi e gas rappresentati nel manga. Sono scelte che il lettore incontra senza pensarci, ma cambiano quanto un esperimento appare comprensibile. Per TERRAFORMING ci auguriamo la stessa attenzione: pochi gesti mostrati bene possono spiegare quanto una lunga battuta, lasciando spazio anche alla commedia.
RYUSUI ci ha già mostrato come può funzionare
Lo speciale Dr. STONE RYUSUI offre un buon esempio dentro la stessa serie. L’anime di TMS Entertainment dedicava un’avventura al capitano e alla preparazione del viaggio, con la costruzione della mongolfiera e il volo. In quel tratto del racconto, lavorare su un mezzo di trasporto diventava già un’esperienza da condividere con i personaggi.
La mongolfiera funzionava perché potevamo seguire la preparazione e poi vedere Chrome guardare il mondo dall’alto. Le spiegazioni arrivavano a una conseguenza che gli apparteneva: finalmente osservava con i propri occhi ciò che fino a quel momento aveva conosciuto attraverso Senku. Il movimento, il paesaggio e le voci davano all’invenzione una ricompensa immediata.
Vorremmo che il nuovo adattamento ritrovasse quella soddisfazione. RYUSUI era uno speciale lungo circa un’ora; TERRAFORMING non ha ancora un formato annunciato. La durata giusta deve permettere di seguire il problema, riconoscere il contributo degli amici e godersi il risultato senza trasformare ogni esperimento in una corsa.
Certo, questo epilogo riprende situazioni e soluzioni familiari. Chi cerca una svolta paragonabile alla scoperta di Why-man può trovarlo piccolo, persino ripetitivo. Noi pensiamo che quel ritorno abbia valore proprio dopo il viaggio sulla Luna: ci fa ritrovare il gusto di costruire insieme, quando la storia ha già risposto alle sue domande più grandi.
Dal nuovo anime ci aspettiamo di uscire con la voglia di passare ancora qualche minuto su quella zattera. Senku che ragiona, gli amici che provano, qualcosa che finalmente funziona. Per un personaggio che ha dedicato tutto alla ricostruzione, ci sembra un ottimo modo di salutarlo: circondato da persone ormai capaci di aiutarlo a inventare il futuro.