K-Way porta il meteo al centro della sua nuova campagna Fall-Winter 2026/27. Il progetto si intitola This Is Weather e usa pioggia, vento e schiarite non solo come condizioni atmosferiche, ma come immagini delle emozioni e degli imprevisti che attraversano la vita quotidiana.
La scelta dialoga direttamente con la storia del marchio. K-Way fa risalire le proprie origini alla Parigi del 1965, quando Léon-Claude Duhamel ebbe l'intuizione di un indumento leggero contro la pioggia osservando i passanti nei pressi del Café de la Paix. Da quella scena nacque l'idea dell'impermeabile ripiegabile che avrebbe definito l'identità del brand, come ricorda la storia ufficiale di K-Way.
Un bollettino meteo che diventa racconto
This Is Weather riprende il linguaggio del telegiornale. Un anchor in studio si collega con inviati dislocati in varie metropoli, mentre ogni episodio mette in scena una diversa situazione atmosferica insieme a un momento riconoscibile della vita di tutti i giorni.
Questa struttura permette alla campagna di muoversi tra città, culture e identità differenti senza perdere il proprio filo conduttore. Il meteo diventa così un linguaggio universale: cambia da un luogo all'altro, ma resta un'esperienza condivisa capace di influenzare programmi, umori e reazioni.
Sul piano visivo, il progetto combina attori reali e ambientazioni costruite digitalmente attraverso CGI e intelligenza artificiale. La tecnologia non sostituisce il cast, ma amplia lo spazio scenico e consente alla narrazione di passare rapidamente da un contesto urbano all'altro, mantenendo un'estetica coerente.
La filosofia “In Case of Anything”
Gli episodi giocano con le aspettative legate al cattivo tempo e le ribaltano verso un esito positivo. Il punto non è promettere il controllo sugli imprevisti, bensì mettere in risalto la possibilità di scegliere come affrontarli. Da qui nasce il messaggio In Case of Anything, pensato per accompagnare la campagna oltre un singolo lancio.
Il formato è stato progettato soprattutto per web e piattaforme social. La costruzione a episodi permette infatti di introdurre gradualmente nuovi volti, luoghi e situazioni nel corso della stagione, trasformando la campagna in un racconto continuativo anziché in un unico spot isolato.
Per K-Way, l'uso dell'AI si inserisce quindi in un'operazione che tiene insieme patrimonio e sperimentazione. L'elemento tecnologico resta dietro la scenografia, mentre in primo piano rimangono le persone e il modo in cui reagiscono a ciò che cambia: una lettura contemporanea di quel rapporto con il meteo che accompagna il marchio fin dalla nascita.