A Lucca Comics & Games 2025, in collaborazione con Mondadori, abbiamo incontrato Holly Black, una delle voci più amate e influenti della narrativa fantasy contemporanea. Autrice di saghe entrate nell’immaginario collettivo come Spiderwick, Magisterium (scritta con Cassandra Clare) e The Folk of the Air, Black ha incantato il pubblico italiano con la sua capacità di intrecciare fiaba e oscurità, potere e fragilità umana.
Durante la sua partecipazione al festival, l’autrice ha presentato Il trono del prigioniero, secondo e ultimo capitolo della dilogia iniziata con L’erede rapito, edito da Mondadori. Nel corso dell’intervista, Black ha raccontato il suo rapporto con i lettori italiani — “così appassionati e meravigliosi, è sempre una gioia incontrarli” — e ha riflettuto sull’evoluzione dei suoi personaggi, sull’importanza di scrivere storie che restano fedeli alla complessità delle emozioni e sul fascino inesauribile del folklore.
La scrittrice americana, che ha costruito mondi popolati da elfi, fate e creature ambigue, ha anche confessato con un sorriso di essere impaziente “di giocare a Dungeons & Dragons durante un panel”, dimostrando ancora una volta come la fantasia per lei non sia solo un genere letterario, ma un linguaggio di vita.
Holly Black – la signora delle fate oscure
Autrice pluripremiata e regina del fantasy contemporaneo, Holly Black ha costruito in più di vent’anni una produzione che spazia dai romanzi per ragazzi ai young adult, fino alle opere per un pubblico adulto, mantenendo sempre una scrittura raffinata, immaginifica e profondamente emotiva.
Dopo l’esordio con Spiderwick, saga di culto scritta con Tony DiTerlizzi, ha conquistato milioni di lettori con The Folk of the Air, trilogia che comprende Il principe crudele, Il re malvagio e La regina del nulla, e che ha ridefinito l’archetipo della fiaba oscura. Le sue opere, tutte pubblicate in Italia da Mondadori, mescolano mitologia, politica e desiderio, esplorando i confini fra potere, lealtà e corruzione.
Dietro l’immaginario fatato di Black si cela una profonda conoscenza del folklore europeo e celtico, che l’autrice reinventa in chiave contemporanea per parlare di crescita, identità e libertà. La sua voce, insieme a quella di Cassandra Clare, ha aperto la strada a una nuova generazione di scrittori e lettrici capaci di raccontare il meraviglioso con lo sguardo del presente.