Monster: La storia di Lizzie Borden sale dal terzo al primo posto fra le serie più viste in Italia. Netflix l’ha pubblicata il 17 settembre, con l’intera stagione già disponibile, e ha scelto una protagonista che negli Stati Uniti conoscono anche attraverso una filastrocca per bambini. Chi apre la serie sa già che ci saranno un’ascia, due cadaveri e un processo. La domanda su chi fosse davvero Lizzie Borden fa il resto: la storia è irrisolta, familiare e abbastanza macabra da sostenere una maratona.
Lizzie Borden divide chi guarda e chi recensisce
La serie parte da Fall River, Massachusetts, nel 1892. Lizzie vive con il padre Andrew e la matrigna Abby in una casa ricca, soffocante e feroce; l’arrivo della domestica Bridget Sullivan le offre una complice e una possibile via d’uscita. Poi Andrew e Abby vengono uccisi a colpi d’ascia e Lizzie finisce sotto processo. Il caso è ancora irrisolto. Un tribunale la assolse, e quella zona grigia permette alla serie di riempire i vuoti con sesso, violenza e una lettura molto libera dei fatti.
È il quarto capitolo dell’antologia ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan, dopo Jeffrey Dahmer, i fratelli Menéndez ed Ed Gein. Brennan firma questa stagione, composta da otto episodi. Ella Beatty interpreta Lizzie; accanto a lei ci sono Vicky Krieps nei panni di Bridget, Charlie Hunnam — già protagonista di Sons of Anarchy — come Andrew e Rebecca Hall come Abby. Sarah Paulson compare come Aileen Wuornos, in un collegamento tra due assassine celebri che appartiene soprattutto alla fantasia degli autori.
Il paragone più vicino è Lizzie, il film del 2018 con Chloë Sevigny e Kristen Stewart: anche lì la domestica e il rapporto con Lizzie diventavano centrali. Questa versione aggiunge horror esplicito, melodramma e gusto camp, tanto da ricordare a tratti American Horror Story. Il Guardian l’ha liquidata come una serie che sembra inventata strada facendo. Su Rotten Tomatoes ha il 38% fra i critici; il pubblico le assegna il 33%. Giudizi piuttosto allineati, insomma.
Gli abbonati italiani, intanto, l’hanno fatta salire di due posizioni. Il nome Monster è ormai riconoscibile, gli episodi sono arrivati tutti insieme e gli autori lasciano il delitto senza una soluzione definitiva: tre motivi molto pratici per premere “riproduci”, anche quando le recensioni suggeriscono prudenza. Molti spettatori vogliono anzitutto capire perché tutti ne parlano. Per una serie così discussa, basta già quello.
Not a Stranger è seconda, due titoli debuttano
Not a Stranger compie il salto più evidente, dal sesto al secondo posto alla sua seconda settimana. È un thriller psicologico turco in otto episodi, creato da Tuğba Doğan e diretto da Mert Baykal. Elçin Sangu interpreta Funda, una pittrice che prova a tornare al lavoro dopo la maternità; Melis Sezen è la tata che sembra risolverle ogni problema e comincia invece a mettere sotto pressione la famiglia. Funda apre la porta alla persona sbagliata, mentre un vecchio segreto sentimentale complica tutto.
Physical 100: Italy cede la vetta e scende al terzo posto. Subito dietro debutta Minerva Academy, la produzione italiana diretta da Ivan Silvestrini e ambientata in un liceo militare di Napoli. Otto episodi, una scuola molto rigida e un cadetto che cerca l’amico scomparso: il teen drama entra così al quarto posto pochi giorni dopo l’uscita del 22 settembre.
The Gentlemen occupa invece due posti con le sue due stagioni. La seconda è quinta; la prima, trascinata dal ritorno dei nuovi episodi, è ottava ed è arrivata a 15 settimane in Top 10. È il titolo più resistente di questa lista. Crew Girl e The Perfect Lie cedono terreno, mentre The Doll riesce a restare fra le dieci serie più viste anche nella seconda settimana.
La seconda new entry è The Final Problem, nona. La miniserie spagnola è arrivata il 25 settembre e adatta il romanzo di Arturo Pérez-Reverte in quattro episodi: José Coronado è un attore che ha interpretato Sherlock Holmes e deve risolvere una morte sospetta in un albergo isolato a Maiorca. María Valverde, Martiño Rivas e Maribel Verdú completano il gruppo dei sospettati. Escono invece Gabby’s Dollhouse e Fauda. Due titoli entrano e due escono.
| N. | Titolo | Movimento | Settimane |
|---|---|---|---|
| 1 | Monster: La storia di Lizzie Borden (Stagione 1) | ↑ | 2 |
| 2 | Not a Stranger (Stagione 1) | ↑ | 2 |
| 3 | Physical 100: Italy (Stagione 1) | ↓ | 3 |
| 4 | Minerva Academy (Stagione 1) | NEW | 1 |
| 5 | The Gentlemen (Stagione 2) | = | 4 |
| 6 | Crew Girl (Stagione 1) | ↓ | 3 |
| 7 | The Perfect Lie (Stagione 1) | ↓ | 3 |
| 8 | The Gentlemen (Stagione 1) | ↓ | 15 |
| 9 | The Final Problem (Miniserie) | NEW | 1 |
| 10 | The Doll (Miniserie) | ↓ | 2 |
Uno sguardo agli altri paesi
Fuori, cambia poco. Monster: La storia di Lizzie Borden è in vetta alla classifica mondiale delle serie in lingua inglese con 14,5 milioni di views ufficiali, mentre Not a Stranger guida quella delle serie non in lingua inglese con 9,7 milioni di views. I due titoli che l’Italia mette ai primi due posti comandano dunque le rispettive liste internazionali: Monster raccoglie views nonostante le recensioni negative e Not a Stranger trova pubblico ben oltre la Turchia.
I dati ufficiali di Netflix arriveranno di nuovo martedì prossimo. Saranno il primo test per capire se Minerva Academy può continuare a salire dopo una settimana intera in catalogo.