Sul set di Primetime, Robert Pattinson affrontava ogni ripresa lasciando spazio a una forte componente imprevedibile. L’attore ha paragonato il proprio metodo al surf e al lancio dei dadi: una scena poteva quindi assumere sfumature differenti da un ciak all’altro, senza che l’interpretazione venisse irrigidita dentro una soluzione già stabilita. È questo l’approccio con cui ha costruito il protagonista del film diretto da Lance Oppenheim.
Il metodo è emerso durante un confronto con Skyler Gisondo, nel quale i due interpreti hanno discusso la costruzione delle scene e il modo in cui affrontano il lavoro davanti alla macchina da presa. Gisondo interpreta Dan Plumb e condivide con Pattinson una parte centrale del racconto, rendendo il dialogo tra i rispettivi processi interpretativi uno degli elementi più concreti emersi dalla loro conversazione sul film.
Il coinvolgimento di Pattinson, però, è iniziato molto prima delle riprese. L’attore ha raccontato di avere sviluppato Primetime per anni insieme a Oppenheim e di avere dedicato centinaia di ore al progetto. Il lavoro gli è valso anche un credito da produttore, accanto al ruolo da protagonista: una doppia responsabilità che lo ha portato a seguire direttamente la costruzione del film ben oltre la propria interpretazione.
Prodotto da A24, Primetime segna il debutto di Lance Oppenheim nel cinema narrativo. Pattinson interpreta una versione romanzata di Chris Hansen all’interno di una storia ispirata alla sua ascesa televisiva e a quella del format To Catch a Predator. Il film rielabora quindi figure e dinamiche riconoscibili attraverso una cornice di finzione, già al centro del nostro approfondimento dedicato a Primetime.
Accanto a Pattinson e Gisondo, il cast comprende Merritt Wever, Alex Winter e Anna Faris. I dettagli disponibili concentrano l’attenzione soprattutto sui personaggi affidati ai due protagonisti e sul processo seguito per dare forma alle scene, mentre il lungo sviluppo raccontato da Pattinson chiarisce quanto il suo contributo produttivo sia stato legato fin dall’inizio a quello creativo.
Pattinson ha accennato anche al suo ritorno nei panni di Batman nel sequel diretto da Matt Reeves. L’attore ha anticipato un’impostazione diversa per The Batman Part II, mantenendo però per ora il riserbo sui dettagli narrativi. Le sue parole si limitano dunque alla direzione generale del nuovo lavoro con Reeves, senza aggiungere elementi sulla storia o sul ruolo che questa diversa impostazione avrà nel film.