SpazioGames Logo
Vai a Spaziogames
  • News
    Gadget Libri e Fumetti Collezionismo Life Style Abbigliamento & Fashion Movie & Streaming Giochi da Tavolo
  • Deep Dive
  • Quiz
  • Forum
  • Social
      Youtube Facebook Tiktok Twitch Instagram Telegram Feed
Vai a Spaziogames
Accedi a Xenforo

Intervista a Neyef | Lucca Collezionando 2026

Intervista a Neyef | Lucca Collezionando 2026 Intervista a Neyef | Lucca Collezionando 2026 Intervista a Neyef | Lucca Collezionando 2026

Advertisement

Intervista a Neyef | Lucca Collezionando 2026
Avatar di Domenico Bottalico

a cura di Domenico Bottalico

Staff Writer Cultura POP @SpazioGames

Pubblicato il 15/04/2026 alle 09:00
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

In occasione di Lucca Collezionando 2026, abbiamo raggiunto Neyef, al secolo Romain Maufront, giovane autore francese presente alla manifestazione con il suo straordinario graphic novel Hoka Hey! edito in Italia da Tunué.

Hoka Hey! è un western di ampio respiro vincitore del prestigioso premio BD Cezam 2024, ma ma soprattutto una dolorosa storia di formazione che tocca temi universali come l’incontro-scontro tra culture e la discriminazione delle minoranze.

Ecco cosa ci ha racconto l'autore sul suo nuovo libro e sul suo particolare percorso e bagaglio socio-culturale.

Domenico Bottalico
Sei passato dai sobborghi violenti di Puta Madre ai paesaggi sconfinati del West. Cosa ti ha spinto verso questo genere e quanto del tuo background 'urban' hai portato nel disegno di Hoka Hey!? 
Domenico Bottalico
Neyef
Alla fine, ho attinto molto poco al mio "background" urbano per disegnare l'Ovest. Disegnare la natura e la modernità risponde a logiche molto diverse. La città si basa su linee di fuga e una prospettiva piuttosto rigida, mentre la natura va pensata più come una scenografia teatrale, per piani successivi piuttosto che per costruzione prospettica. Questo apre la strada a un disegno più spontaneo, più improvvisato e, per quanto mi riguarda, decisamente più piacevole. È proprio questo che mi ha attratto verso questo genere: non traggo alcun piacere nel disegnare la modernità, che trovo limitante.

E poi c’è il mio legame di lunga data con il western. Amo la semplicità dei suoi racconti, che non si basano su "high concept", ma sulla messa in scena e sulla caratterizzazione dei personaggi, pur lasciando la possibilità di affrontare tematiche contemporanee. Un'altra cosa che mi ha colpito e che mi ha spinto a interessarmi ai Lakota è un evento accaduto sotto l'amministrazione Obama. Le Black Hills, il luogo più sacro per i Lakota, dovevano inizialmente essere preservate e restare a loro riservate. Tuttavia, non appena fu scoperto l'oro nella regione, il governo americano venne meno a questo impegno; una situazione tutt'altro che eccezionale, dato che la quasi totalità dei trattati stipulati con i popoli indigeni è stata violata. Sitting Bull riassumeva tutto questo dicendo che: «La parola dei bianchi è scritta sull'acqua».

In questo contesto, Barack Obama propose un risarcimento di un miliardo di dollari ai Lakota. Eppure, nonostante condizioni di vita estremamente difficili e indegne della prima potenza mondiale in alcune riserve (come a Pine Ridge, dove il tasso di disoccupazione raggiunge circa l'80%, con un'aspettativa di vita di circa 48 anni per gli uomini e 52 per le donne, e tassi di tubercolosi e diabete fino a otto volte superiori alla media nazionale), l'offerta è stata rifiutata. Accettare quel denaro avrebbe significato rinunciare alle Black Hills. Ciò che i Lakota rivendicano non è un risarcimento finanziario, ma la restituzione della loro terra. È stata precisamente questa forza di fronte allo strapotere del denaro, questo profondo attaccamento al territorio e alla propria cultura, a spingermi a interessarmi alla loro storia.
Neyef
Domenico Bottalico
Sei cresciuto in Germania ma ti sei formato artisticamente in Francia. In che modo questa doppia identità culturale ha influenzato il tuo modo di guardare all'idea di 'confine' e di 'identità', temi centrali nel libro? 
Domenico Bottalico
Neyef
In realtà, non c'è una vera e propria doppia identità culturale. Ho passato parte della mia infanzia in Germania, ma in un quartiere francese, frequentando una scuola francese. All'epoca, a essere onesti, tendevo a rifiutare quella cultura. Verso i dieci anni, durante un viaggio a Berlino, i miei genitori mi portarono a visitare due campi di concentramento. Lo shock fu tale che iniziai a rifiutare tutto ciò che riguardava la Germania. Potevano spiegarmi il contesto finché volevano, dirmi che le cose erano cambiate, ma non serviva a nulla: non riuscivo a fare a meno di chiedermi cosa facessero durante la guerra le persone anziane che incrociavo per strada. Rifiutai persino di imparare il tedesco a scuola, nonostante fosse obbligatorio. Ho quasi rischiato di non prendere il diploma a causa del mio voto catastrofico in tedesco. Con il senno di poi, credo che quell'evento sia stato quello che ha nutrito di più il mio lavoro. Vi si ritrova spesso il tema del bambino messo a confronto con la violenza e la brutalità del mondo.
Neyef
Domenico Bottalico
In passato hai spesso collaborato con Run. Com'è stato affrontare Hoka Hey! come autore completo (sceneggiatura, disegni e colori)? Quale fase del processo ti ha permesso di connetterti meglio con la storia di George? 
Domenico Bottalico
Neyef
Non è la prima volta che sono autore unico (sceneggiatore e disegnatore). Ho iniziato così a fare fumetti, circa quindici anni fa, e prima di Hoka Hey avevo già realizzato tre albi come autore completo. Ho avuto la fortuna di collaborare spesso con degli amici per la sceneggiatura, ma è vero che questa posizione offre una libertà particolarmente preziosa. Ciò che mi ha permesso di connettermi intimamente a George è stata soprattutto la scrittura della sceneggiatura, una fase che si è rivelata molto introspettiva. Tanto più che, per la prima volta, ho attinto direttamente dalla mia storia personale, mettendo da parte una certa riservatezza. 

Ho avuto una nonna vietnamita e questa cultura è molto presente nella mia famiglia. Tuttavia, ho sempre avvertito un divario: quello di avere l'aspetto di una persona "bianca", senza parlare la lingua, pur essendo profondamente legato a quell'eredità. Questo mi ha portato a interrogarmi su ciò che ci lega a una cultura, sull'origine di questo sentimento di appartenenza e sulla sua legittimità. Se George finisce per scegliere la cultura lakota, è perché le uniche persone ad avergli dato amore sono quei fuorilegge lakota. Si crea allora una forma di filiazione tra Little Knife, No Moon e lui.
Neyef
 
Domenico Bottalico
George sogna di fare il medico e legge la Bibbia. Per lui la cultura dei bianchi non è inizialmente un nemico, ma un'aspirazione. Volevi esplorare come la colonizzazione avvenga prima di tutto nella mente, prima che sulla terra? 
Domenico Bottalico
Neyef
Per me, George non vede la cultura dei bianchi come un'aspirazione. O meglio, il problema non si pone in questi termini. Non è né desiderio né rifiuto: è semplicemente che non ha accesso a nient'altro. Come nell'allegoria della caverna di Platone, George è rinchiuso nella riserva e la cultura dei bianchi è simile alle ombre proiettate sul muro. È solo lasciando la riserva, entrando in contatto con Little Knife e No Moon, che si apre ad altro, a una forma di conoscenza del mondo. Ai miei occhi, la colonizzazione inizia dalla terra: ci si appropria di quella, poi arrivano i corpi e infine le menti. Era proprio questo l'obiettivo dei collegi dove venivano mandati i giovani nativi: «Uccidere l'indiano nel cuore del bambino», sradicare la loro cultura. È il compimento, l'ultimo anello di una catena di violenza.
Neyef
Domenico Bottalico
Da una parte abbiamo George (l'assimilazione), dall'altra Coltello Corto (la rabbia cieca). Possiamo considerare il loro viaggio insieme come un processo di sintesi per ritrovare una dignità perduta? 
Domenico Bottalico
Neyef
Non credo che l'assimilazione possa giocare un ruolo nella riconquista della dignità. Assimilarsi significa annientarsi, negare le proprie radici. Ciò che permette di ritrovare una forma di dignità è innanzitutto la giustizia; una giustizia negata ai Lakota, poiché i loro carnefici sono anche coloro che la amministrano. Di fronte a questa impossibilità, resta la vendetta. E quando anche la vendetta diventa inaccessibile, rimangono solo la rabbia, il furore e il bisogno di sfogarli su chi viene giudicato indegno. La violenza di Little Knife può essere legittima o meno, ma resta, in ogni caso, comprensibile. Il problema delle nostre società moderne, secondo me, è che si concentrano sulle conseguenze della violenza senza mai affrontarne realmente le cause, forse per non assumersene la responsabilità. È lì, credo, che si annida il vero cerchio della violenza: nella nostra incapacità di interrogarne le origini, il che ci condanna a ripetere gli stessi errori. Alla fine, George ottiene una parvenza di giustizia attraverso la vendetta, ma si ritrova solo, come l'ultimo indiano delle pianure.
Neyef
Domenico Bottalico
Nel libro affronti la violenza sulle donne in un contesto di frontiera. Quanto era importante per te dare voce a una figura femminile forte ma ferita in un genere, come il western, storicamente molto maschile? 
Domenico Bottalico
Neyef
È vero che, nei western, le donne sono state a lungo relegate al ruolo della principessa da salvare, anche se questa figura si è evoluta nelle produzioni più recenti. In molte culture indigene, tuttavia, si insegnava alle ragazze che erano sacre; questo influenzava il loro modo di essere e contribuiva a renderle donne forti e sicure di sé all'interno della tribù. È anche questa dimensione che volevo far emergere attraverso il personaggio di No Moon.

Ma se Little Knife incarna la violenza esercitata, No Moon incarna la violenza subita: quella che hanno patito le donne indigene, ieri come oggi. Ancora oggi, il tasso di aggressioni sessuali sulle donne indigene è tre volte superiore a quello delle donne non indigene, e questa violenza resta spesso taciuta. I numerosi omicidi e sparizioni ne sono la prova: in alcune regioni, le donne indigene hanno un rischio fino a dieci volte superiore di essere vittime di crimini violenti e, tra i Lakota, quattro casi su cinque rimangono irrisolti. Volevo che il destino di No Moon portasse su di sé tutto questo: una figura al contempo forte e vulnerabile, che incarna una memoria collettiva segnata da una violenza ancora troppo spesso ignorata.
Neyef
Domenico Bottalico
Hoka Hey! è ambientato in un'epoca di declino per i Nativi. Che tipo di ricerca iconografica hai fatto per rendere giustizia alla nazione Lakota senza cadere nei cliché del cinema hollywoodiano classico? 
Domenico Bottalico
Neyef
Per prima cosa ho scelto di evitare i film dell'era classica del western, che spesso rientrano nel "mito della nazione" americano e contribuiscono a una visione idealizzata, se non glorificata, della colonizzazione. Mi sono rivolto ad altre fonti: la biografia di Sitting Bull, vari documentari, in particolare quelli trasmessi dal canale culturale franco-tedesco Arte, dove ho potuto seguire programmi come "Sulle tracce degli Indiani delle pianure". Ho anche visionato testimonianze di Lakota sulla loro storia, oltre a diversi libri e documenti che descrivono in dettaglio la quotidianità delle tribù delle pianure: l'organizzazione sociale, la spiritualità, i codici e gli stili di vita. Tutto questo mi ha permesso e aiutato molto a costruire i miei personaggi.
Neyef
Domenico Bottalico
Il grido di Cavallo Pazzo è un incitamento alla battaglia, ma nel tuo libro sembra quasi un grido di resistenza interiore. Cosa significa per te 'Hoka Hey!' nel 2026? 
Domenico Bottalico
Neyef
Hoka Hey, per me, è un invito a restare in piedi, a non cedere all'apatia, a continuare ad avanzare, a restare curiosi e indignati. Più ampiamente, è l'idea che, anche quando una battaglia sembra persa in partenza, meriti comunque di essere combattuta. 
Neyef
Domenico Bottalico
I paesaggi nel tuo libro non sono solo sfondi, sembrano respirare. Come hai lavorato sulla palette cromatica per trasmettere il senso di perdita e, allo stesso tempo, la maestosità della natura? 
Domenico Bottalico
Neyef
Il sentimento di perdita ho cercato di trasmetterlo attraverso la profondità di campo, per restituire l'immensità delle pianure che si estendono a perdita d'occhio. Ragiono più in termini di luce che di tavolozza cromatica. Mi ispiro molto al lavoro dei direttori della fotografia nel cinema: amo il modo in cui la luce e l'illuminazione diventano veri elementi narrativi. Applico poi le regole base della teoria dei colori. Ho anche osservato molto il lavoro dei pittori western per catturare quella luce così particolare, tipica dei paesaggi americani, in particolare quella di Glenn Dean.
Neyef

Aggiungi SpazioGames alle tue fonti preferite su Google

Le notizie più lette

#1
EA Sports FC 27 Lite gratis: ecco come scaricarlo

News

EA Sports FC 27 Lite gratis: ecco come scaricarlo

#2
I 10 migliori giochi gratis su Steam nel 2026

galleria

I 10 migliori giochi gratis su Steam nel 2026

#3
Il nuovo sondaggio PlayStation scatena la rivolta sui dischi
1

News

Il nuovo sondaggio PlayStation scatena la rivolta sui dischi

#4
Recensione Ace Combat 8: Wings of Theve, leggenda dei cieli
1

Recensione

Recensione Ace Combat 8: Wings of Theve, leggenda dei cieli

#5
Castlevania compie 40 anni e regala il gioco originale

News

Castlevania compie 40 anni e regala il gioco originale

💬 Vuoi dire la tua? Inizia una discussione e lascia il primo commento.

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca triangoli

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Ti potrebbe interessare anche

Intervista a Vauro | Lucca Collezionando 2026

Libri e Fumetti

Intervista a Vauro | Lucca Collezionando 2026

Di Domenico Bottalico
I Cavalieri dello Zodiaco: Guida Completa tra Manga, Anime e Streaming

Movie & Streaming

I Cavalieri dello Zodiaco: Guida Completa tra Manga, Anime e Streaming

Di Matteo Garattoni
Intervista a Giorgia Vecchini | Lucca Collezionando 2026

Life Style

Intervista a Giorgia Vecchini | Lucca Collezionando 2026

Di Domenico Bottalico
Intervista a Sergio Gerasi | Lucca Collezionando 2026

Libri e Fumetti

Intervista a Sergio Gerasi | Lucca Collezionando 2026

Di Domenico Bottalico
Lucca Collezionando 2026: l'asta di Area Perfomance

Life Style

Lucca Collezionando 2026: l'asta di Area Perfomance

Di Domenico Bottalico
Advertisement

Advertisement

Advertisement

Footer
SpazioGames Logo

Tutto sul mondo dei videogiochi. Troverai tantissime anteprime, recensioni, notizie dei giochi per tutte le console, PC, iPhone e Android.

 
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • RSS
  • Collabora con noi
  • Notifiche
Legale
  • Privacy
  • Cookie
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907. Direttore: Andrea Ferrario.

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 • REA: MI - 1729249 • Capitale Sociale - 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.