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YS VIII: Lacrimosa of Dana

Il richiamo dell'avventura

Autore della recensione: David-Senpai 95

A distanza di 8 anni dall’ultimo titolo numerato, YS, una delle più longeve serie di jrpg sviluppata da Nihon Falcom, ritorna con un nuovo capitolo per narrarci ancora una volta le gesta dello spadaccino avventuriero Adol Christin, sempre in giro per il mondo per saziare la sua sete di avventura. Questo ottavo capitolo riuscirà però a saziare la nostra voglia di avventura e soddisfare le nostre aspettative? Scopriamolo insieme…

Porta in alto la mano…

Il nostro eroe dai capelli rossi si trova a bordo della nave da crociera Lombardia, di ritorno dalla sua avventura precedente. Imbarcatosi come marinaio insieme al suo amico Dogi, i due stanno ancora pianificando la loro prossima avventura. Non sanno però, che stavolta sarà l’avventura a trovare loro. Mentre sono intenti a svolgere i loro doveri, la Lombardia viene attaccata da una strana creatura e distrutta. Risvegliatosi sulla misteriosa isola di Seiren, abitata da creature feroci, Adol si mette alla ricerca di possibili sopravvissuti e si imbatte così nella principessa Laxia, nel suo amico Dogi e nel Capitano della Lombardia, Barbaros. Decidono dunque di stabilire un centro di comando in una zona sicura e mettersi così in cerca di altri possibili sopravvissuti e trovare un modo di lasciare l’isola. Come se non bastasse, il nostro protagonista inizia a fare strani sogni. L’isola potrebbe forse nascondere più segreti di quanto i nostri eroi avessero previsto.

L’intreccio narrativo messo in piedi dagli autori di Nihon Falcom convince e riesce a tenere vivo l’interesse del giocatore grazie ai suoi personaggi ottimamente caratterizzati, eliminando le distinzioni tra personaggi principali e personaggi secondari, e a colpi di scena ben congegnati che si susseguiranno per tutta l’avventura. Inoltre il titolo presenta tre finali diversi che varieranno in base ai sopravvissuti trovati e al grado di reputazione di Adol.

… segui il tuo capitano!

Da un punto di vista prettamente ludico, il gioco si presenta come un action rpg con meccaniche da hack ‘n slash e gestione del party. Adol, infatti, sarà sempre accompagnato da altri sopravvissuti e fino a 3 di loro, Adol incluso, potranno essere schierati sul campo e controllati a nostro piacimento premendo il tasto [] (nota bene: si fa riferimento alla mappatura dei tasti per console PlayStation per l’intera recensione). Con il tasto X potremo effettuare dei semplici attacchi fisici che ci permetteranno, con ogni colpo andato a segno, di caricare una barra che ci permetterà di usare speciali skill da combinare agli attacchi semplici e creare devastanti combo. Eliminare un nemico utilizzando una skill ci permetterà di recuperare metà dei punti spesi per attivare l’abilità appena usata. Inoltre, con il passare del tempo, un’altra barra si ricaricherà col tempo permettendo, una volta carica, di eseguire uno speciale attacco (diverso per ogni personaggio) che devasterà chiunque oserà sbarrarci la strada. Ma non è finita qui: con il tasto L1 potremo effettuare una schivata e, se attivata poco prima che il colpo nemico vada a segno, ci permetterà di rallentare il tempo per i nostri nemici mentre la nostra velocità d’azione raddoppierà in alternativa, premendo il tasto R1 all’ultimo momento attiveremo una parata e ogni nostro colpo andato a segno diverrà in automatico un colpo critico per un breve lasso di tempo. Il combat system del titolo insomma funziona e convince, facile da apprendere ma difficile da padroneggiare, regalerà soddisfazioni a tutti i giocatori, indipendentemente da quale (tra le 5) difficoltà selezioneremo ad inizio partita.

Oltre a combattere, sarà nostro compito esplorare l’isola per mapparla e trovare sopravvissuti e risorse che ci serviranno per scambiarle con altri oggetti, migliorare il nostro equipaggiamento o ancora craftare accessori e oggetti vari. Ogni sopravvissuto che troveremo avrà un suo ruolo e una sua caratterizzazione e potrà affidarci varie quest che se portate a termine, oltre a ricevere preziosi oggetti, ci permetteranno di approfondire il personaggio in questione e guadagnare preziosi punti reputazione per Adol: più ne guadagneremo, migliore sarà il finale che otterremo. Inoltre, mano a mano che troveremo sopravvissuti, sbloccheremo nuove funzioni al nostro campo base e potremo radunare i superstiti per farci aiutare a sgomberare percorsi precedentemente bloccati e riuscire a visitare così nuove aree.

Una delle funzioni sbloccabili al campo base è quella del baratto: potremo scambiare, infatti, alcuni oggetti al negozio (sbloccabile trovando un determinato sopravvissuto) per ottenere, tra le altre cose, speciali oggetti da regalare ai vari personaggi e sbloccare così scene uniche. La nostra permanenza sull’isola ci vedrà anche prenderci cura del nostro campo, il quale verrà saltuariamente attaccato da vari tipi di bestie feroci e starà a noi sventare questi raid sconfiggendo le varie ondate di nemici che ci ostacoleranno.

Come se non bastasse, da un determinato punto della storia, sbloccheremo le cacce ai mostri. Le cacce ai mostri ci vedranno recarci nell’habitat naturale di questi mostri dove dovremo distruggere vari nidi per far comparire il maschio alpha della zona e sconfiggerlo una volta per tutte. Insomma, avremo un sacco di cose da fare sull’Isola di Seiren e ben presto, grazie alla sua brillante progressione e al suo gameplay, il gioco diverrà una vera e propria droga da cui sarà difficile disintossicarsi.

Nato vecchio

Da un punto di vista puramente tecnico il gioco si presenta con texture povere e alcune di scarsa qualità e alcuni leggeri problemi di pop in e pop up. Sebbene i modelli poligonali dei vari personaggi siano buoni, le varie ambientazioni si presenteranno spoglie e fin troppo vuote. Per fortuna il lato artistico eccezionale del titolo riesce a dar valore ai vari ambienti di gioco, che ben presto risulteranno anche più vari di quanto si potrebbe credere ad uno sguardo superficiale. Ottimo il sonoro, con una colonna sonora stratosferica e un ottimo doppiaggio sia in inglese che in giapponese. Il tutto accompagnato da testi disponibili solo in lingua inglese e francese, rappresentando così uno scoglio per i meno avvezzi a questi due idiomi.

Ottima anche la longevità, la quale si attesta sulle 45 ore per quanto riguarda la trama principale, fino a toccare la soglia delle 90 qualora si decidesse di completare il gioco al 100%.

+ Intreccio narrativo avvincente
+ Combat system profondo e divertente
+ Personaggi ottimamente caratterizzati
+ Colonna sonora e longevità stratosferiche
– Tecnicamente obsoleto
– Localizzazione italiana assente

9.0

YSVIII: Lacrimosa of Dana è un titolo imperdibile per gli appassionati del genere. Se deciderete di chiudere un occhio sul comparto tecnico obsoleto, troverete ad aspettarvi un gameplay assuefacente, un intreccio narrativo convincente e personaggi ottimamente caratterizzati. Adol e i sopravvissuti della Lombardia, siamo sicuri, resteranno impressi nella vostra memoria e nel vostro cuore anche dopo essere giunti ai titoli di coda.