Yakuza Kiwami 2

Scontro tra dragoni!

A cura di GamesForum - 6 Aprile 2020 - 9:06

Autore della recensione: Vc3nZ_92

Yakuza Kiwami 2 è il rifacimento per PS4 del secondo Yakuza, uscito per PS2, in Europa, nel lontano 2008. Non avendo ancora giocato Yakuza 6, questo è stato il mio primo titolo del ‘nuovo’ corso del brand, con nuovo engine, formula leggermente svecchiata e snellita e tutto ciò che questo si porta dietro. Andiamo più nel dettaglio per vedere quanto questo remake (possiamo chiamarlo così? ormai nell’industria video-ludica tra remastered, remake, upgrade, etc. c’è una grandissima confusione) sia riuscito a rendere giustizia al franchise Sega.

Ludicamente parlando, il nuovo engine ha portato ad una rivisitazione totale del classico Battle System (d’ora in avanti BS) del brand. In primo luogo, gli stili che avevo tanto amato nei precedenti capitoli (nello specifico, lo 0 e il Kiwami) hanno lasciato spazio ad un BS più snello e immediato. Le classiche mosse di Kiryu ci sono tutte, ma non avendo gli stili, la loro gestione è leggermente cambiata. La cosa che più mi è dispiaciuta è stata la sensazione di pesantezza dovuta alla nuova gestione della fisica. Da un lato i colpi sono più viscerali, ma dall’altro è tutto meno reattivo. Aggiungiamoci poi che la progressione del protagonista, con relativo sviluppo delle abilità e skill, è molto più lenta che in passato, con la conseguenza che i combattimenti con i semplici mob, per la prima parte dell’avventura, risultano abbastanza monotoni e molto meno appaganti di quelli dei due capitoli con il BS a stili, che rendevano pertanto i combattimenti più vari, nonostante la rigidità del sistema. Per carità, menare le mani è sempre appagante, badate bene, ma mentirei se dicessi che preferisco questa nuova impostazione a quella vecchia, che aveva un’anima più arcade. Le boss fight invece hanno avuto un notevole upgrade, regalando ai cattivoni delle IA più particolareggiate. Ovviamente, oltre al cambio di ‘registro’ alla base, ci sono state anche tante piccole aggiunte, come ad esempio la Extreme Heat Mode (ovviamente rispetto ai due che ho giocato già io, non so se questa meccanica era già stata introdotto nel 6 o no).

La varietà della main e delle side quest è leggermente inferiore rispetto a quella dello 0, ma anche qui, come nel Kiwami, questo può essere imputato al fatto che il gioco originale era ancora acerbo su questo versante. Le attività extra sono tantissime, e fortunatamente, anche in questo campo abbiamo avuto uno snellimento che ha portato maggiore leggerezza con la conseguenza che le attività ora si intraprendono con molta più voglia. Da sottolineare anche la presenza di 3 mini-giochi più sostanziosi: il Cabaret Club che ritorna da Yakuza 0 a cui si affiancano le Bouncer Missions e quelle della Majima Construction. Per finire il paragrafo, non posso non segnalare la presenza di una mini-storia della durata di 2/3 ore con protagonista l’amato Goro Majima, ambientata prima dell’inizio del gioco base, che si può giocare in parallelo a questo o post-game. E’ una piccola chicca per i fan, soprattutto per via della storia che si ricollega ad una vicenda dello 0, e nulla più, non aspettatevi nulla di approfondito lato gameplay: Majima ha il suo Mad Dog Style ma ha due mosse in croce e se vi aspettate qualcosa simile allo 0 ne rimarrete delusi.

Yakuza Kiwami 2

Per quanto riguarda la parte narrativa, devo ripetermi, ma è il punto forte della saga. Anche questa volta colpi di scena à gogo, pathos, tensione e personaggi stupendi. Insomma, il classico mix di ‘potenza narrativa’ della main è presente anche qui, e ancora una volta, il tutto viene bilanciato dalla demenzialità delle situazioni collaterali. Da sottolineare che questa volta l’intreccio parte più lentamente e inizia ad esplodere poco dopo la metà, un po’ tardi, vero, ma alla fine ne sarà valsa la pena. Ah, fatemelo dire, finalmente non ho trovato incongruenze ludico-narrative, ci voleva tanto?

Comparto grafico mostruoso: il Dragon Engine è veramente un gioiellino. Se già nei precedenti la sensazione di immersione, grazie alla direzione artistica, era a livelli altissimi, ora non ne parliamo. Potenza bruta, giochi di luce, effetti particellari, il Giappone di Yakuza non è mai stato così bello. Inoltre, se nei combattimenti la nuova fisica ha reso tutto meno immediato e goffo, lato visivo non si può dire lo stesso: tante nuove animazioni di interazione, giacca che svolazza, insegne al neon che cadono, etc. E quanto è bello entrare nei negozi, con tutti quei colori, che sprizzano stile giapponese da tutti i pori, senza nessun caricamento? Anche tecnicamente è un gioiellino senza sbavature, se non per il ragdoll dei personaggi, dovuti sempre alla presenza della benedetta e maledetta allo stesso tempo, fisica. Comparto sonoro stupendo, con buonissimi effetti sonori e una soundtrack spettacolare, così come il doppiaggio giapponese.

Longevità eccellente, come da tradizione della saga. La storia non è molto lunga, ma giocandolo immergendovi completamente nei quartieri di Kamurocho e Sotenbori le 30 ore voleranno in scioltezza. Questa volta anche il 100% è incentivato, dato che hanno snellito di molto i requisiti della famigerata Completation List. Per il platino occorrono invece una sessantina di ore, più o meno.

+ Storia spettacolare come sempre...
+ Battle System meno rigido...
+ Snellimento delle attività collaterali
+ Immersione ai massimi livelli
- ... anche se parte lentamente
- ... ma preferivo la varietà data dagli stili

8.5

In definitiva, Yakuza Kiwami 2 è un prodotto eccelso, che eguaglia, nelle gerarchie del sottoscritto, Yakuza 0 e purtroppo, come quest’ultimo, seppure per altri motivi, tra mancanze oggettive e preferenze soggettive appena citate, non riesce a raggiungere lo status di capolavoro. Ad ogni modo, Yakuza Kiwami 2 è un titolo veramente al passo con i tempi, più snello, ma che allo stesso tempo riesce a restare profondo e appagante, e per questo motivo, tutti i videogiocatori dovrebbero giocare.




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