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Xuan-Yuan Sword 7

Viaggio nell'antica Cina

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Xuan-Yuan Sword 7 è l’ultimo titolo dell’omonimo e pluriennale franchise, sviluppato dai DOMO Studio di Softstar, nonché prima iterazione dello stesso ad arrivare sul mercato console occidentale grazie ad EastAsiaSoft. E noi consolari di questa parte del mondo non possiamo che ringraziare, visto che il titolo in questione merita veramente tanto, nonostante sia un po’ grezzo e poco rifinito in alcuni punti. Prima di tutto però, una premessa: non fatevi scoraggiare dal 7 nel titolo, è completamente slegato dai capitoli precedenti. Detto questo, andiamo più nel dettaglio per scoprire tutti i suoi pregi e difetti.

Ambientato nell’era della conclusione della dinastia Han, noi interpreteremo Taishi Zhao, un ragazzo di buon cuore che per pagare le cure della sorellina fa il cacciatore di mostri. Il protagonista è anche il possessore di una potente pergamena che attira subito le attenzioni dell’esercito di Mo Hang. Comincia così per i due fratelli un entusiasmante viaggio che li porterà a legare ancora di più tra loro, a incontrare vecchie e nuove conoscenze e ad aiutare i ribelli oppressi dall’esercito.

La storia “orizzontale” di Xuan-Yuan Sword 7 è molto piacevole, intrigante, anche e soprattutto grazie al contesto narrativo o lore che dir si voglia e nonostante l’intreccio politico che fa da sfondo a tutte le vicende non diviene mai pesante da seguire. Inoltre tutta la narrativa, ed in particolare la caratterizzazione dei personaggi, è impregnata di una sensibilità strettamente orientale che riesce a far provare empatia al giocatore con tutti i personaggi.

Xuan-Yuan Sword 7 è un Action-RPG. Il Combat System è molto ben fatto. Abbiamo l’attacco base, un paio di magie, la classica schivata, perfino il parry e soprattutto varie “stances”. Queste si potenziano con l’utilizzo, all’ultimo livello si sblocca una vera e propria “mossa finale” chiamata Arte Marziale e ognuna è più utile in determinate situazioni o contro determinati nemici. Oltre al protagonista, il nostro party sarà formato quasi sin da subito da altri due personaggi, guidati dall’IA ma a cui potremo impartire determinati comandi, con i classici tempi di cooldown, un po’ come avviene con Atreus nel famoso God of War. Il Combat System è stamina-based, ma questo non vuol dire che è un Souls-like. Con la morte non si perde nulla, ci sono salvataggi automatici generosi e salvataggi manuali distribuiti molto sapientemente, ma comunque io, nonostante abbia giocato a Difficile, e i nemici picchiassero veramente forte (a tal proposito, se non siete molto portati per il genere, giocate a Normale), non mi sono mai trovato in situazioni disperate che mi hanno costretto a caricare save più vecchi per prepararmi meglio. I nemici sono abbastanza diversificati. Menzione d’onore per le boss fight, veramente molto belle.

Per quanto riguarda la parte “ruolistica“, è molto elementare, con tuttavia un minimo di stratificazione che riesce a regalare belle soddisfazioni quando riusciamo a preparare al meglio il nostro party grazie al sistema di fusione delle abilità, il potenziamento delle armi, il crafting degli oggetti, e tutto ciò che riguarda la gestione pre-battaglia.

Nonostante la scarsezza poligonale, il colpo d'occhio di Xuan-Yuan Sword 7 è molto piacevole, grazie alla sua direzione artistica

Ma non è tutto rosa e fiori, bisogna parlare anche di alcune brutture legate alla poca rifinitura a cui accennavo in apertura. A volte le hitbox dei nemici sembrano mancare, la telecamera e il lock-on non funzionano sempre come dovrebbero, tanto che a volte è molto meglio non utilizzarlo proprio ed in generale in alcuni casi si avverte una sensazione di scarsa rifinitura che porta a situazioni poco piacevoli, fortunatamente nulla di veramente invalidante.

Parlando di varietà, le missioni principali si possono riassumere in vai in un posto, risolvi l’enigma, elimina il boss e nel mentre uccidi i nemici. Tutto molto standard, però come detto poco prima i nemici e soprattutto i boss sono promossi a pieni voti, gli enigmi sono ben fatti, poco cervellotici, ma riescono a spezzare adeguatamente il ritmo, e soprattutto il viaggio non pesa mai perché gli sviluppatori sono stati bravissimi ad eliminare del tutto, o quanto meno a limitare in maniera importante, il backtracking. Il mondo di gioco infatti è tutto connesso, a parte la zona finale, e quando ci rechiamo al nostro obiettivo da una strada, dopo che abbiamo completato il dungeon, per ritornare al punto di partenza, il gioco ci fa seguire un’altra strada, sbloccare una scorciatoia e chiudere così il cerchio. D’altra parte però questo sistema potrebbe far percepire il fatto di essere troppo guidati. In un mercato in cui abbiamo a che fare sempre di più con open world giganteschi, personalmente questo piccolo mondo contenuto e interconnesso è stato una benedizione. Da segnalare anche la presenza di un mini-gioco simile agli scacchi veramente carino.

Visivamente il titolo riesce a regalare bellissimi scorci grazie alla superba direzione artistica, nonostante come conteggio poligonale sia molto piatto. Anche il character design dei tre protagonisti e dei nemici è bellissimo, meno quello degli altri personaggi. Poco rifinite invece le animazioni. Le musiche sono stupende, il doppiaggio è solo in cinese e i sottotitoli in tutte le lingue europee tranne che in italiano. In relazione al comparto tecnico bisogna fare una precisazione. Il gioco esiste solo in versione PS4. Io l’ho giocato su PS5 in retro-compatibilità, ma l’ho provato anche su PS4 base (su Pro di regola dovrebbe girare come sulla 5). Tra le due versioni c’è un abisso. La versione PS4 ha l’immagine tutta impastata, ma soprattutto non tiene i 30 fps a volte nemmeno quando semplicemente si cammina, mentre su PS5 va a 60. I cali di frame ci sono in entrambi i casi e insieme alla poca rifinitura possono far storcere un po’ il naso in alcuni combattimenti.

Longevità ottima: 25 ore per la storia, qualcosa in più per il platino. Nelle versioni console sono presenti anche i DLC che a inizio anno sono usciti su PC, ovvero 2 nuove boss fight, una modalità per il mini-gioco simile agli scacchi avviabile dal menù iniziale e una modalità Arena, che ricorda vagamente il Bloody Palace di Devil May Cry, in cui affrontare 50 piani pieni di nemici.

VOTO: 8

In definitiva, Xuan-Yuan Sword 7 è un bellissimo titolo che riesce a stupire il giocatore man mano che prosegue nella sua avventura mostrandogli piano piano tutte le sue carte. E' un titolo molto grezzo, è vero, ma ha un'anima bella definita e delicata che non lascerà indifferenti i giocatori che vorranno provarlo, e grazie a scelte di game design intelligenti, nonostante i limiti evidenti, sarà un piacere da giocare dall'inizio alla fine. Ad oggi, senza troppi giri di parole, è la mia sorpresa video-ludica dell'anno.

Pro

  • Combat System piacevole
  • Narrativa interessante
  • Direzione artistica eccelsa
  • Colonna sonora stupenda

Contro

  • Manca di rifinitura
  • Assenza dei sottotitoli in italiano
  • Tecnicamente zoppicante sulle versioni base delle console