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World for Two

Il mistero della vita

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Una catastrofe improvvisa ha portato la vita sulla Terra sull’orlo dell’estinzione. Il Professore, l’unico sopravvissuto, ha trascorso anni a svolgere ricerche in un laboratorio sotterraneo cercando di ricreare la vita. L’energia di cui ha bisogno per farlo può essere raccolta solo all’aperto, dove lui stesso non può andare. Ha quindi creato un androide per aiutarlo. Le piante sono gli unici esseri viventi rimasti in questo mondo, in cui la civiltà umana non c’è più. È una landa crudele, ma lussureggiante. Il Professore e l’androide si imbarcano in una missione per riportare in vita gli animali sul pianeta. Questa è una storia sulla creazione della vita su un pianeta ormai morto.

Trail & Error per Androidi

Sin dall’inizio, World for Two porta i giocatori in un’atmosfera familiare, ma aliena. Siamo nei panni di una forma di vita androide con il dono della curiosità, ma legata ai limiti dell’obbedienza, creata per aiutare uno scienziato che sta invecchiando. Da quello che ci dice il professore, il mondo è quasi morto: una massiccia inondazione ha spazzato via quasi tutta la vita sulla Terra, e lui crede di essere l’ultimo umano rimasto. Nella sua vecchiaia non può andare avanti da solo a cercare di salvare il pianeta, quindi ci ha costruito per questo scopo. Il nostro compito è utilizzare una serie di contenitori in tutto il mondo che generano Starflame, una sorta di mattone della vita. Utilizzando le Starflames e la rete di computer che lo scienziato mantiene in funzione, possiamo stampare i geni, dando così vita a organismi semplici, e riportare lentamente la vita in una terra desolata. Raccogliere il DNA dalla nuova vita ci consentirà di mescolare elementi, e creare specie nuove e diverse che si spera riempiano il mondo. Ma lo scienziato ammette, quando l’androide se ne va, di avergli mentito, e che c’è qualcosa sotto la superficie, qualcosa di cui lo scienziato “è veramente dispiaciuto”.

Oltre alle forme di vita e alle aree di Starflame che troveremo, ci sono anche molte reliquie e tracce del mondo passato, e l’androide le osserva con un certo interesse, ma senza dargli eccessiva importanza. Almeno, non all’inizio del gioco. Dagli archi spezzati alle lapidi rotte, dalle statue frantumate alle capanne abbandonate, l’androide li osserva, li nota e, gradualmente, inizia a vedere e sentire sempre di più le vestigia di un passato ancestrale.

World for Two era originariamente un gioco iOS/Android, ma la sua natura mobile non traspare in questo porting se non in alcuni elementi del gameplay. In questo gioco, il successo è assicurato quando si riesce a capire quali combinazioni di geni artificiali e DNA funzioneranno per creare nuove forme di vita. Ad esempio, uno dei primi mix è quello di prendere un filamento di DNA di pikaia (una sorta di ameba) e mescolarlo con un gene di pesce per creare un celacanto. Se poi prendiamo il celacanto e lo mescoliamo con un altro gene di pesce, non succede nulla, o meglio, perdiamo sia il gene che il DNA. Bisogna quindi ottenere più Starflames dai contenitori (che si rigenerano molto lentamente) e raccogliere più DNA dall’animale per riprovare ad ottenere un risultato diverso. Otteniamo il DNA scoprendo prima la corretta sintesi che va di pari passo con il filamento di codice genetico dell’animale. C’è un grafico utile nella parte inferiore dello schermo che indica la riuscita di una corretta sintesi, ma è abbastanza semplice: dal verde al giallo, dal blu al rosso e non si può sbagliare. Tuttavia, possiamo raccogliere DNA da un animale solo tre volte prima che muoia. Quindi, per ricapitolare: World for Two adotta una meccanica trial and error per quel che riguarda il crafting genetico, con un cooldown per riprovare nuove combinazioni.

Tutte queste combinazioni genetiche che non portano a nulla possono far risultare World for Two frustrante a volte, in particolare perché c’è stato un tentativo da parte dello sviluppatore di espandere l’esperienza non dandoci subito tutta la pappa pronta. Ad esempio, l’area di apertura (la Palude) ha due contenitori Starflame blu che distano circa quattro schermi interi l’uno dall’altro, forse di più. Raccogliere queste fiamme significa correre da una, prendere e tornare dall’altra. Se volessimo un altro colore Starflame, dovremmo andare in un’altra regione e correre tra quei contenitori. Gli animali si muovono costantemente, quindi non vedremo mai i calamari, le formiche, gli scarabei, o gli squali nello stesso posto due volte di seguito. Inoltre si è incentivati a mescolare e abbinare molto le Starflame per creare geni diversi per aumentare la complessità delle specie, e a mescolare e abbinare animali di diversi biomi per creare altri animali. Può essere davvero molto da gestire e organizzare, in particolare se abbiamo abbastanza pazienza da riuscire ad arrivare al completamento di quattro biomi diversi.

In World for Two il nostro obiettivo è quello di ripopolare la Terra a seguito di un evento catastrofico

Tuttavia, il gioco affronta questo problema con diversi metodi. Un modo semplice per assicurarci di non rimanere senza DNA è combinare due animali della stessa tipologia per crearne un terzo. Inoltre, c’è un sistema di mappe a passaggio rapido che ci consente di saltare direttamente da una qualsiasi posizione al laboratorio o al centro di un altro ambiente. Non è risolta la problematica della distanza di certi elementi fondamentali come le strumentazioni disposte in ciascun bioma, ma è utile.

Pixel e note in una landa desolata

World for Two è anche una fantastica esperienza sensoriale, decisamente da non sottovalutare. L’aspetto visivo è fuori scala per ciò che concerne la pixel art. Vedere il sole tramontare nel cielo mentre il giorno diventava notte e poi guardarlo sorgere di nuovo consente di apprezzare al meglio il lavoro del developer nel comparto artistico. I nostri riflessi nell’acqua, le nuvole che danzano dolcemente nel cielo e i dettagli nell’arido deserto e nella landa desolata della tundra sono decisamente mozzafiato. Mentre alcune parti della storia prendono improvvisamente una svolta inaspettata e si inizia a scorgere un aspetto ancora più fantascientifico della trama, maggiori dettagli e misteri saltano agli occhi. Le animazioni della morte per ogni animale pesano molto sull’androide ed è impossibile non iniziare a provare emozioni mentre vediamo gli squali andare a pancia in su o le gambe di un mammut crollare mentre la vita lascia il suo corpo.

Anche la colonna sonora è una componente ben integrata in World for Two. Dalla semplice melodia del pianoforte che fluttua nel laboratorio di scienze ai rintocchi taglienti del mondo ghiacciato, dal rilassante tamburo del deserto alla malinconia sintetica della foresta, c’è una splendida quantità di dettagli all’interno del panorama musicale.

Poca varietà evolutiva…

Purtroppo a peccare in World for Two è un senso di ripetitività generale, che si avverte fin dalle prime battute di gioco. L’esperienza nel suo complesso non dura più di 5 ore. Al termine del gioco verrà sbloccato un capitolo bonus, che ci consentirà di vedere il retroscena del gioco principale. Dal momento che il capitolo bonus è incentrato sulla storia, non dura molto a lungo: mi ci sono voluti solo 20 minuti per finirlo.

Il gioco non è affatto difficile. Il problema più grosso è capire come combinare una specie con una nuova, un quesito che può essere aggirato forzando la soluzione. Tuttavia, potrebbe richiedere molto tempo poiché è necessario raccogliere più DNA di quanto sia effettivamente necessario. Fortunatamente, il gioco ci impedisce sempre di rifare la stessa combinazione che abbiamo fallito prima, quindi non bisogna preoccuparsi di sprecare il nostro DNA.

VOTO: 7

È difficile valutare questo gioco. Il gioco ha del potenziale, ma l'esecuzione mi sembra amatoriale. Mancano molte caratteristiche che sarebbero state utili nel gameplay, come ad esempio l'opzione per ordinare il DNA tra quelli usati o ottenuti di recente. Dannazione, persino il font sembra fuori contesto rispetto ai bellissimi sfondi pixellati. Ci sono così tante cose che possono essere migliorate nel gioco, e sembra che l'arte e la musica siano l’unico aspetto sul quale lo sviluppatore si sia concentrato. Tuttavia, non cambia il fatto che sia un gioco divertente se si vuole giocare a un gioco dal ritmo lento e spegnere il cervello per un po'. Non bisogna preoccuparsi di avere a che fare con meccaniche complicate poiché è già tutto spiegato sin dall'inizio. È un bel gioco per i giocatori occasionali che vogliono solo esplorare e creare nuove specie, anche se non penso che valga il prezzo intero a causa della sua ripetitività.

Pro

  • Trama intrigante
  • Ottima direzione artistica

Contro

  • Senso di ripetitività opprimente
  • Manca una rifinitura nelle meccaniche