Wargroove

La via del paradosso

A cura di GamesForum - 18 Giugno 2020 - 20:30

Autore della recensione: BigBoss91

Il genere degli strategici a turni su console è sempre rimasto appannaggio di una nicchia di appassionati che può far riferimento quasi esclusivamente ad una manciata di titoli dall’indiscusso valore. Essi sono legati a specifici studi di sviluppo. Tra questi spicca Intelligent System che, grazie al sodalizio con Nintendo e alla serie di Fire Emblem, è riuscito a consolidarsi come l’esponente più noto. Nel corso degli anni, però, Intelligent System ha sviluppato anche una serie di strategici rimasta nel cuore di un ristretto gruppo di appassionati, ossia Advance Wars. Proprio da questo titolo è necessario partire se si vuol parlare di Wargroove perché Chucklefish lo ha sviluppato con in mente proprio l’intuitivo ma profondo e bilanciatissimo sistema di gioco che stava alla base dell’originale Advance Wars, uscito ormai nel lontano 2001 per Nintendo Game Boy Advance.

Il cuore di Wargroove è costituito dagli scontri fra due o più fazioni composte da svariate unità, ciascuna con debolezze e resistenze specifiche. Le unità aeree, ad esempio, potranno essere colpite solo dalle altre unità volanti, dagli arcieri e risultano particolarmente deboli ai maghi o a specifiche imbarcazioni ma non possono in alcun modo essere toccate dalle altre unità terrestri e marine. Ogni unità vanta, inoltre, specifiche possibilità di movimento sulla griglia che viene sovrapposta al campo di battaglia: la geografia delle aree è particolarmente significativa nell’economia degli scontri in quanto ogni casella corrisponde ad una precisa tipologia di terreno e questa influenza tanto le capacità di movimento quanto le abilità difensive dell’unità che si troverà sulla stessa. Mentre le strade e le pianure consentono di sfruttare a pieno le abilità di movimento delle unità terrestri, monti e foreste assicurano loro protezione da possibili attacchi avversari ma ne rallentano l’avanzamento. Inoltre, tali unità non possono attraversare corsi d’acqua, laghi o mari senza un adeguato mezzo di trasporto. Di contro le unità aeree potranno muoversi tranquillamente senza risentire degli ostacoli ambientali ma, al contempo, non beneficeranno di alcun bonus di protezione proveniente dalle diverse tipologie di terreno.

Oltre alle unità standard, ogni esercito può arruolare tra le proprie fila uno o più generali. Ciascuno di essi possiede una abilità peculiare in grado di sovvertire l’andamento dello scontro se sfruttata al meglio. I generali sono selezionati ad inizio partita e non possono essere acquistati come il resto delle unità. Dare la possibilità di ottenerli a partita in corso avrebbe complicato enormemente il bilanciamento generale del sistema e ridotto la necessità di elaborare una tattica consona per raggiungere la vittoria. Inoltre per evitare che, in virtù delle loro statistiche, essi vengano sfruttati come unica arma di sfondamento delle difese avversarie, gli sviluppatori hanno optato per far sopraggiungere un repentino game-over nel caso in cui un generale venga sconfitto. Queste unità restano, dunque, potenzialmente letali ma solo se ben difese dal resto dell’esercito e sfruttate al meglio nei momenti che più lo richiedono.

Nel proprio turno, il giocatore potrà muovere tutte le unità di cui dispone sul campo di battaglia, attaccare qualora esse riescano a ingaggiare un nemico, conquistare strutture e sfruttare il denaro accumulato, conquistando i villaggi presenti sulla mappa, per “acquistare” altre unità alle  caserme. Dopo aver esaurito le azioni a propria disposizione, il turno passerà automaticamente all’avversario, sia esso un altro giocatore nelle partite online o l’intelligenza artificiale in una delle modalità single player. Sfruttare al meglio il sistema di resistenze e debolezze è fondamentale per portare a termine con esito positivo le sfide che il titolo pone di fronte al giocatore. Uno stile di gioco offensivo è quasi necessario dato che dopo ogni attacco, l’unità avversaria, qualora non sia stata sconfitta, contrattaccherà automaticamente ma infliggerà un danno proporzionale alla propria salute. Ciò significa che, a parità di condizioni, una unità con il cento per cento dei propri punti vita è estremamente più pericolosa di una che è stata già duramente ferita.

Scagliarsi, però, a testa bassa all’attacco senza valutare con attenzione la disposizione delle forze in campo da entrambe le parti porta ad un prematuro fallimento. Il livello di sfida in Wargroove è, infatti, particolarmente elevato, anche mantenendo le impostazioni di default che corrispondo alla difficoltà intermedia, grazie ad una intelligenza artificiale brillante che sfrutta ogni svista, anche minima, del giocatore. In soccorso dei giocatori meno avvezzi al genere viene la possibilità di regolare il livello di difficoltà, intervenendo manualmente sull’output di danno delle unità alleate e avversarie. Modificare questi parametri non significa però poter giocare con il pilota automatico: se il giocatore imposta una strategia sbagliata difficilmente otterrà la vittoria o un punteggio alto. Alla fine di ogni atto della campagna ed ogni sfida, infatti, il gioco assegna una valutazione e questo spinge a rigiocare più volte la stessa missione per ottenere il punteggio massimo. Il sistema, nel complesso, risulta bilanciatissimo e assuefacente e rende ogni partita piacevole e diversa dalla precedente. L’unico neo è rappresentato dalla lentezza delle scene di attacco e contrattacco che, seppur molto carine, dopo una manciata di partite saranno saltate a piè pari da praticamente qualunque giocatore.

Wargroove

Questo insieme di meccaniche non deve comunque far pensare a Wargroove come ad un titolo esclusivamente dedito alla sfida. La campagna, che rimane la modalità principale dell’esperienza, presenta una storia estremamente semplice ma ben articolata. Per quanto il titolo avrebbe giovato di una narrativa più matura e complessa visti i temi trattati, essa risulta sempre divertente nel seguire le vicende di Mercia, regina di Roxapedra, dei suoi strampalati alleati e dei non meno stravaganti nemici attraverso un continente costituito da una varietà di ambientazioni e da una serie di regni caratterizzati sommariamente ma ben riconoscibili. Perfettamente caratterizzati sono, invece, i personaggi principali. Ognuno di essi presenta una nutrita schiera di espressioni facciali, una ristretta cerchia di movenze volutamente teatrali e diverse linee di dialogo ben scritte.

Sebbene la guerra, la violenza e la vendetta siano temi centrali della narrazione, essa non si prende mai sul serio. Anzi le tristi vicende della protagonista sono dipinte in maniera leggera e spensierata, a più riprese comica. Questo tipo di scrittura non è, però, indice di svogliatezza nei confronti di un elemento tutto sommato secondario della produzione: la narrazione riesce, al contrario, a centrare l’obiettivo degli sviluppatori, ossia quello di calare il giocatore in una varietà di situazioni difficilmente immaginabili in uno strategico a turni. Si passa da schermaglie fra piccoli manipoli di unità  terrestri a vere e proprie battaglie campali, passando per fughe, battaglie marine, scontri aerei e assedi non disdegnando qualche citazione a note battaglie della letteratura fantastica. La campagna mostra insomma la versatilità di Wargroove a scapito del bilanciamento del sistema di combattimento che, invece, diventa il fulcro delle altre modalità di gioco.

Le sfide e gli enigmi, ossia battaglie da concludere in un turno, e le modalità multiplayer con cui affrontare online o in locale altri giocatori umani presentano un gioco più simile agli scacchi che ad un qualsiasi altro strategico. Specialmente quando la mappa, numero e posizione delle unità iniziali è perfettamente simmetrica, la sottile differenza che passa tra la sconfitta e la vittoria è demandata esclusivamente alle scelte dei giocatori.

Ciliegina sulla splendida torta che è Wargroove è rappresentato dal profondo editor che consente di realizzare praticamente qualunque elemento presente nel gioco, dalle mappe alle cut-scene. I giocatori più creativi potranno cimentarsi addirittura nella creazione di vere e proprie campagne che, con pochi passaggi, potranno essere caricate online e condivise tramite codice. Questo rende il gioco potenzialmente infinito, a patto di fare un giro sul sito ufficiale per recuperare i codici delle creazioni migliori.

+ Sistema di combattimento bilanciato e assuefacente…
+ Storia semplice e divertente…
+ Livello di sfida elevatissimo
+ Tante modalità per tutti i palati tra cui un profondo editor che garantiscono una longevità fuori scala
- … ma le animazioni durante i combattimenti verranno presto a noia
- … ma si poteva osare di più con la narrativa

8.5

Wargroove è un titolo a cui l’etichetta di “erede spirituale di Advance Wars” finisce per stare stretta. È un gioco ottimo, vario e divertente che non ha paura di osare, proponendo un livello di difficoltà superiore rispetto alla media. Quanti cercano una sfida troveranno pane per i loro denti, tutti gli altri si troveranno comunque di fronte ad un titolo assuefacente, con una campagna principale articolata e ben strutturata, in grado di strappare qualche risata e di tenere incollati alla console per diverse ore. Se questo non bastasse ci sono diverse altre modalità secondarie da affrontare sfruttando la materia grigia e un editor per dare sfogo alla fantasia.




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