VirtuaVerse

Punta e clicca cyberpunk

A cura di GamesForum - 7 Giugno 2020 - 14:29

Autore della recensione: Devil_Trigger

Ai giorni nostri, trovare giochi che ci facciano riassaporare le sensazioni delle vecchie e osannate avventure grafiche old school – che siano della Lucas Arts o della Sierra – è un po’ difficile. I tempi son cambiati, e anche i giochi di questo genere si sono evoluti. Però, il team italiano della Theta Division (composto da sole tre persone tra l’altro), viene in soccorso ai giocatori più nostalgici facendo uscire VirtuaVerse, avventura indie 2D in pixel art dall’ambientazione cyberpunk.

Nel gioco, ambientato in un futuro non troppo lontano, vestiremo i panni di Nathan, un ragazzo di cui non riusciremo a vedere il volto al contrario degli altri personaggi, che si guadagna da vivere trafficando con software e hardware illegali, in un mondo cupo, tetro, spento, in cui le persone si alienano da tutto il resto attraverso dei chip per la realtà virtuale che hanno impiantati, che consente loro di connettersi alla rete del futuro, guarnita di pubblicità o spam opprimenti e ridondanti. Nathan però non ha questo chip, e riesci a connettersi grazie a degli occhiali AVR, che inavvertitamente rompe all’inizio del gioco. Sarà suo compito ripararli, ma soprattutto ritrovare la sua ragazza Jay, che non riesce più a rintracciare. Completare questi 2 obbiettivi sarebbe l’incipit del gioco, solo che per Nathan tutto si evolverà in qualcosa di più grande, che mai avrebbe potuto immaginare. La storia è veramente coinvolgente e appassionante, dall’inizio fino al finale, e forse i non avvezzi a terminologie informatiche, potrebbero non capire tutte le citazioni o particolari che offrirà il gioco.

VirtuaVerse

Theta Division con questo gioco punta molto sulla nostalgia, lo si capisce subito dallo stile grafico, dalla mancanza di doppiaggio, e soprattutto dalla difficoltà degli enigmi. Intendiamoci, il sistema di gioco di VirtuaVerse non è poi così difficile o frustrante, ma ci sono certi punti non chiaramente logici in cui inevitabilmente si rimarrà bloccati, con fasi di backtracking un po’ forzate e situazioni che potevano essere semplificate. Per il giocatore vecchia scuola e veterano di questo genere, potrebbe rappresentare una bella sfida tutto ciò, ma non potrebbe essere così accattivante per i neofiti. VirtuaVerse quindi, prima di puntare alla massa, vuole conquistare una nicchia di giocatori più smaliziati. Inoltre potrebbero pesare la mancanza di alcuni piccoli accorgimenti, oramai degli habitué nelle avventure grafiche odierne, come la funzione di saltare da una location all’altra con un doppio click o il tasto che evidenzia gli hotspot (una manna contro il pixel hunting, presente anche qui in qualche occasione). In compenso c’è la funzione di saltare interi dialoghi o scene già viste con la semplice pressione del tasto X.

Per concludere, la grafica in pixel art è realizzata molto bene, ma a farla da padrone nel gioco è anche la stupenda colonna sonora synthwave/chiptune/metal che ci accompagnerà durante tutta la nostra avventura (in particolare ho apprezzato il brano al rifugio della Blade).

+ Storia
+ Colonna sonora e stile grafico
+ Made in Italy
+ Longevo più della norma
- Strizza un po' troppo l'occhio ai nostalgici
- Non è proprio facilissimo
- Mancano alcune funzioni

8.0

Nel complesso, VirtuaVerse è un ottimo gioco, che vi terrà impegnati per diverse ore, più di quante ve ne aspettereste. Se amate il cyberpunk e le avventure punta e clicca vecchio stampo, questo è il gioco che fa per voi, che dimostra come il genere delle avventure grafiche non sia morto, grazie anche ad un team di sviluppo italiano.




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TAG: Blood Music, Theta Division, VirtuaVerse