Vasilis

Frammenti di vita dall'est Europa

A cura di GamesForum - 12 Aprile 2020 - 9:23

Autore della recensione: beachild

Sometimes You è uno sviluppatore e publisher che si occupa del porting su console di titoli indie che, nella quasi totalità dei casi, sono piccoli giochi senza troppe pretese, spesso con trofei e achievements di facile e veloce ottenimento, e che per questo non vengono presi troppo sul serio dalla maggior parte degli utenti. Con Vasilis non ci si discosta molto da questo schema, eppure c’è qualcosa nell’avventura ideata da Marginal Act, qualcosa che nel corso del gioco e dopo averlo terminato lascia trasparire la volontà di utilizzare il medium video-ludico per veicolare un messaggio, trasmettere sensazioni e idee anche pesanti e non fermarsi al mero intrattenimento o, ancor peggio, al facile guadagno.

Peter, dove sei?

Il titolo ci mette nei panni di Vasilis (o Vasya, come viene chiamata da alcuni personaggi), un’anziana signora dall’aspetto piuttosto abbandonato e deprimente, una di quelle persone che a prima vista suscitano una certa compassione. Abiti abbondanti, spalle ingobbite, ciabatte ai piedi che si muovono in un incedere lento e svogliato. Un volto triste, o ancor peggio, svuotato di qualunque sentimento, contornato da capelli poco curati. La incontriamo nella sua casa, un ambiente freddo e spoglio nel quale l’unica parentesi positiva è una fotografia che la raffigura ai tempi in cui lavorava all’asilo (il Kindergarten), testimonianza di un passato ormai irraggiungibile e a cui guarda con nostalgia sia per i ricordi personali che per la situazione in cui versa la città.

All’inizio del gioco Vasya è preoccupata per la scomparsa del marito Peter, compagno di quarant’anni di vita, probabilmente coinvolto nei violenti tumulti che stanno sconvolgendo la città in cui i due vivono. Una città, come scopriamo appena usciti dalla nostra abitazione, le cui strade sono popolate da studenti che innalzano barricate, da lavoratori che scioperano e si radunano al bar, da venditori ambulanti loschi e altrettanto misteriosi personaggi che vendono sotto banco materiali non del tutto legali. Coinvolta suo malgrado in una serie di eventi che vanno oltre la sua comprensione e che le faranno scoprire il destino di suo marito, Vasya diventerà parte attiva della rivoluzione in atto.

Punta e clicca in senso molto lato

Vasilis è un gioco d’avventura molto particolare che potremmo inserire, in senso piuttosto lato, nel genere dei punta e clicca. Possiamo muovere la protagonista in senso orizzontale e spostarci solo limitatamente in profondità per raggiungere alcuni luoghi o determinate porte. La mappa che fa da sfondo al gioco e che riproduce la città è di dimensioni molto limitate e può essere visualizzata, nel caso ce ne fosse bisogno, premendo il tasto R1 (bisogno che, in realtà, non c’è, proprio perché le zone disponibili si contano sulle dita di una mano). Non tutte le zone sono immediatamente raggiungibili, dal momento che alcune si sbloccano solo col procedere della storia, suddivisa in giorni.

Le interazioni che possiamo sfruttare per il gameplay si limitano ai dialoghi con i personaggi che incontriamo per strada e alla raccolta di oggetti. In entrambi i casi, alla pressione del tasto X attiveremo alcune linee di dialogo, sempre a senso unico (Vasya infatti non può rispondere), o raccoglieremo l’oggetto in questione, aggiungendolo all’inventario. Lo scopo del gioco è ottenere missioni, se così possiamo definirle, ed esplorare la città fino a trovare gli strumenti, le persone o il denaro per portarle a termine. Possiamo trovare un riepilogo dei nostri compiti nel diario a cui si può accedere in ogni momento e sfruttare l’ingegno, o, nel caso fossimo senza idee, esplorare ogni edificio e ogni strada, fino a risolvere l’enigma.

In realtà tutto è molto blando e basilare. Non ci sono veri e propri rompicapo e il riferimento ai punta e clicca è molto tirato per questa ragione. Pur essendo presente la dinamica di raccolta oggetti e loro utilizzo dall’inventario, non ci si trova mai in difficoltà. Ogni giorno, infatti, compaiono solo gli oggetti necessari al suo completamento e si aprono zone che il giorno prima erano bloccate, suggerendoci la necessità di visitarle. Non deve poi trarre in inganno la definizione di città, perché le strade sono quattro e gli edifici in ognuna, ai quali si può accedere, sono spesso costituiti da un’unica stanza nella quale non c’è rischio di non sapersi orientare, di non sapere con chi parlare o di non sapere che cosa raccogliere.

Così, ad esempio, ci capiterà di parlare con un mercante che ci consiglia di contattare suo fratello per acquistare una determinata chiave elettronica. Il fratello si trova nella schermata adiacente e per la chiave vuole del denaro, che potremo recuperare semplicemente dal salvadanaio nel nostro appartamento, oppure vendendo alcune tazze al mercante stesso, o ancora raccogliendo delle banconote sparse per le strade. Il tutto insomma inizia e si risolve in uno spazio e in un tempo molto ristretti, al punto che in meno di due ore l’intero gioco può essere completato.

Vasilis

Basato su fatti reali

E’ evidente che il focus principale degli sviluppatori sia sulla trama, sulla volontà di raccontare una storia parzialmente emblematica. Le vicende narrate nel gioco prendono infatti spunto dalla Rivoluzione ucraina del 2014 e il tentativo di trasmettere anche in parte le paure, le speranze, la rabbia della gente che l’ha sperimentata in prima persona può prevalere, a buon diritto, sulla difficoltà e sulla varietà del gameplay vero e proprio. Il quale, sia ben chiaro, non è brutto, anzi sa intrattenere senza costringere a usare troppo il cervello, in modo da garantire una progressione lineare e, di conseguenza, un’immedesimazione non spezzata dalla frustrazione.

Così, per un paio d’ore, ci trasformiamo effettivamente in Vasya, muovendoci tra le vie deprimenti di una città che ispira tutto fuorché sicurezza. Oggi incontriamo un gruppo di ribelli che stanno aspettando di issare le ultime barricate, domani una coppia di brutti ceffi che confabulano in un vicolo. Ancora, un incendio devasta l’obitorio, i cittadini si alleano ai rivoluzionari, nuove torri vengono erette nel corso di una sola notte e si vocifera di misteriosi fenomeni che possono verificarsi al loro interno. Tutto intorno continua a vivere una città fatta di figure senza volto, quasi mostruose, che mentre passeggiano di fianco a Vasya si incurvano con la testa all’indietro per qualche istante come esseri sovrumani. La polizia non sembra in grado di gestire la situazione, neanche se si tratta di indagare su possibili omicidi, e l’amministrazione cittadina non ha la minima intenzione di ascoltare le richieste dei cittadini: molto meglio continuare a leggere il giornale.

Un disegno che prende vita

Uno degli aspetti più caratteristici del gioco, anzi a dire il vero quello che potrebbe fare da esca per la maggior parte dell’utenza prima ancora del gameplay e delle tematiche, è lo stile artistico. Tutto il gioco si presenta infatti sotto forma di schizzo realizzato a matita: Vasya, la città e i cittadini sono disegni che prendono vita, una soluzione decisamente interessante e gradevole che, con l’utilizzo del solo bianco e nero e con forti contrasti, riproduce gli eventi e i suoi protagonisti in modo vivido e coinvolgente. Solo per qualcuno il risultato può apparire scattoso e fastidioso, così come la lentezza della camminata della protagonista può finire per diventare frustrante alla lunga. Totalmente assente l’accompagnamento sonoro, invece, con un comparto audio limitato ad alcuni effetti sonori in occasione dell’apertura dei dialoghi, della raccolta degli oggetti o di alcune pseudo-cutscene.

Vasilis è insomma un gioco che colpisce, un titolo che senza avere enormi pretese riesce a farsi ricordare e che è possibile acquistare a un prezzo esiguo. E’ sempre apprezzabile, poi, quando i videogiochi diventano veicolo per parlare di qualcos’altro, per far vivere anche solo un centesimo di una realtà scomoda che magari per noi appare lontana ma che, da un giorno all’altro, potrebbe colpire chiunque.

+ Stile artistico unico e interessante
+ Capacità di trasmettere sensazioni forti legate ai fatti narrati
+ Le missioni sono di facile risoluzione
- Gameplay ridotto all'osso
- La camminata della protagonista è lenta in modo esasperante
- Assenza di musica e/o effetti ambientali

6.5

Vasilis è una brevissima avventura che vuole prima di tutto raccontare una storia, o meglio, raccontare una situazione, attraverso gli stati d’animo per lo più negativi che cerca di trasmettere. Interamente disegnato a mano e con personaggi principali e secondari volutamente deprimenti, spesso solo abbozzati e a volte non del tutto umani, il gioco si ispira alla Rivoluzione ucraina del 2014 e riesce, senza voler strafare, a lasciare qualcosa al giocatore. Sconsigliato a chi cerca una vera sfida a livello di gameplay, il gioco è invece consigliabile, anche per il suo prezzo, a tutti coloro che non disdegnano esperienze video-ludiche diverse dal solito.




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