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Vaporum: Lockdown

Pronti per il... Lockdown!?

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Vaporum: Lockdown è un dungeon crawler piuttosto canonico. In prima persona, con spostamenti su scacchiera, di ambientazione steampunkish, con l’esplorazione a farla da padrone, ben assistita da mappe, con segreti, hint, trappole, armi da mischia e armi a distanza, nemici ben assortiti e in generale la necessità di affrontare le difficoltà in modo largo, esteso alle aree intere, specie andando avanti con la trama.

Il pretesto narrativo è offerto da uno scienziato (sì, il solito scienziato), padre della protagonista, il quale studia nella Torre denominata Arx Vaporum il Fumium (gli sviluppatori non hanno davvero voluto osare con la nomenclatura), sostanza aeriforme di nuova scoperta e dalle qualità particolarmente intriganti e promettenti. La figlia dello scienziato, scienziata a sua volta, in una normale giornata di lavoro presso la stessa Torre, sperimenta l’improvviso e inatteso Lockdown che l’obbligherà a destreggiarsi nei vari piani della Torre medesima, ciascuno dei quali è un dungeon.

La trama si dipanerà grazie al ritrovamento di diari scritti e registrazioni vocali in un’abbondanza invero spropositata. L’intreccio non è così pregnante da meritare lo spazio dedicatogli e su TV i testi sono di dimensioni sacrificatissime anche al massimo dell’ingrandimento, problema usuale quando la programmazione d’origine è indirizzata al PC. Io mi sono presto annoiato a leggere e ad ascoltare, attività che, va precisato, mai mi entusiasma quando gioco e che qui non può neanche essere scavalcata perché nei testi ritrovati nei dungeon risiedono potenzialmente le soluzioni dei puzzle ambientali assolutamente necessari all’avanzamento.

Gli scontri sono abbastanza variegati

Ellie, questo il nome della scienziata che comandiamo, strada facendo trova armi da taglio, armi contundenti, armi da fuoco, armi energetiche. E armature capaci di massimizzare profili difensivi, d’attacco o legati alle abilità. E a proposito di energia e abilità, Ellie potrà alloggiare gadget che arricchiscono gli scontri con attacchi ad area o abilità assortite.

Al giocatore è richiesto di affrontare i livelli e i nemici in esso contenuti in modo globale, ragionando (la morte – se si salva spesso e volentieri – non ha costo) in modo aperto, non necessariamente affrontando frontalmente ogni nuovo nemico. Lo stesso può dirsi dei puzzle ambientali: sebbene gli hint siano spesso nei paraggi delle chiavi cui fanno riferimento, è necessario collegare tutti gli elementi raccolti nell’esplorazione. Ed è questa la caratteristica migliore di Vaporum: Lockdown, quella che lo connota.

Gli scontri armati sono di buona variabilità. Per superarli senza troppi danni è essenziale imparare le mosse degli avversari ed elaborare una tattica (e a volte una strategia). Si possono impostare due diversi assetti con armi e gadget differenti e si può passare dall’uno all’altro assai velocemente. All’occorrenza si può anche fermare il tempo.

VOTO: 6,5

In definitiva, l’impianto di Vaporum: Lockdown è molto ben congegnato. Il gioco mostra i suoi punti deboli nella rifinitura: eccesso di dati da leggere e ascoltare, eccessiva punizione per errori difficilmente evitabili, cervelloticità di alcune soluzioni. L’ambiente è costantemente asfissiante, sicché le perdite di un ritmo già lento tendono a stancare.

Pro

  • Ambientazione accattivante
  • Varietà equipaggiamenti

Contro

  • Prevedibilità delle trame
  • Eccesso di dati da controllare