Vampyr

E intanto Londra brucia...

A cura di Gamesforum - 3 Ottobre 2019 - 18:03

Autore della recensione: Vc3nZ_92

Vampyr è stato una vera delusione. Non è che avessi chissà quali aspettative, ma al tempo stesso non mi aspettavo fosse così carente in ogni sua parte: Vampyr è un gioco forse troppo ambizioso che purtroppo non solo non riesce ad eccellere in nulla, ma non va oltre il discreto in nessuna sua componente. Ma andiamo più nel dettaglio.

Ludicamente è un bel macigno, per diversi motivi. Il motivo principale è rappresentato dal suo world-building da mani nei capelli. Non ricordavo una navigazione della mappa così pesante e artificiosa dai tempi del reboot di Thief. Buona parte delle ore di gioco le passeremo viaggiando tra i distretti, e capirete che questi problemi di orientamento e di semplice navigazione della mappa sono un bel peso. Il gioco inspiegabilmente non ha nemmeno nessun fast travel che qui sarebbe stato una manna dal cielo. Aggiungiamoci poi che con il proseguire dell’avventura le strade continuano a riempirsi di nemici e che per andare da una zona a un’altra quasi sempre bisogna aprire cancelli che non danno il comando se ci sono nemici nei dintorni e avrete capito quanto tutto ciò completi un quadro tutt’altro che esaltante. L’altro motivo è dato dalla prolissità dei dialoghi, sono talmente ridondanti che molte volte vi caleranno le palpebre inavvertitamente. E non solo, proprio per via di questa ridondanza in quasi ogni dialogo ci sono delle frasi che portano a piccole incongruenze che non dovrebbero esserci, in un titolo che punta tutto sulla narrativa.

Parlando più praticamente del gameplay, cominciamo dal Battle System. E’ abbozzato in ogni sua parte, ma devo dire che i combattimenti non stancano quasi mai grazie alle armi con diverse proprietà e alle tante skill. Ottima anche la trovata di far evolvere il nostro personaggio in base ai cittadini che consumiamo. In linea di massima, più ci cibiamo, più diventiamo forti e il gioco dovrebbe diventare più facile. Tutto bello, solo che nella pratica questo senso di presunta potenza voluta viene affievolita dallo scaling dei nemici, che aumentano di potenza con il giocatore da un certo livello in poi. Ad ogni modo il gioco è facile anche se non si consuma nessuno e si resta sotto-livellati di 15 livelli, fatto sta che con questo escamotage potevano rendere più vario l’approccio ai combattimenti, invece si continua a giocare sempre allo stesso modo. Le boss fight (quelle vere pochine, visto che molte sono solo nemici normali con un nome) sono la parte più piacevole da giocare. Anche il lato ruolistico non è così riuscito. Le scelte nevralgiche del gioco sono meno importanti di come il gioco vuole farle passare e l’unica discriminante per i vari finali è quanti (e non quali) cittadini non ostili uccidiamo. Senza fare spoiler, vi faccio un esempio. Se nei snodi di trama prendiamo 3 decisioni sbagliate, possiamo comunque prendere il best ending. Insomma, la storia orizzontale è quella ed è già scritta, solo il filmatino di 2 minuti finale cambia e la disponibilità di missioni secondarie, ma lo svolgimento e come si arriva al finale non cambia in nessun caso!

Vampyr

Anche la narrativa mi ha deluso. La trama orizzontale non mi ha mai preso e non ho mai avvertito pathos di alcun tipo e che si giochi da cattivo o da buono, il nostro personaggio nei dialoghi sarà sempre bravo e ligio al dovere, come se fosse stata sviluppata solo la parte buona della route. Molte cose inoltre sono ridicole e senza senso, soprattutto il rapporto tra due personaggi. Tutto il contorno narrativo è un urlo al politically correct che va tanto di moda negli ultimi anni… qualche decennio fa questa era sicuro una scelta coraggiosa, nel 2018 (l’anno di uscita del gioco, ovviamente) forse è il contrario? Va beh, questo in termini pratici conta poca, però il fatto che tutto giri intorno alla parità dei sessi e all’immigrazione, con qualche spruzzatina di sotto storie omosessuali mi fa un po’ pensare. L’unica cosa che veramente ho amato del gioco è stata la spiegazione della presenza dei vampiri: sono riusciti a creare una lore vampiresca che unisce in modo coerente e senza sbavature miti e leggende, storia e religione e paganesimo.

Tecnicamente è un disastro: caricamenti eterni, anche tra i vari quartieri (con comandi invertiti alla fine del caricamento), cali di frame paurosi, bug audio… insomma c’è di tutto. Artisticamente un po’ meglio, anche se i nemici non è che siano chissà quanto carismatici e i vari quartieri per quanto carini inizialmente, dopo un po’ iniziano a stancare perché ci si accorge che sono tutti simili e ci sono pochi elementi distintivi e di spicco che fungono da ‘punto di interesse’.

Longevità più che buona, una ventina di ore per la prima run e qualcosa di più per il platino visto che molti trofei sono escludibili tra di loro.

+ Battle System divertente, anche se abbozzato
+ Background narrativo
- Pesante da giocare
- Tecnicamente è un disastro

7.0

In definitiva, considero Vampyr una grossa occasione sprecata. Un gioco forse troppo ambizioso che non riesce a convincere in nessuna sua componente, e proprio per questo motivo non mi sento nemmeno di consigliare perché, sinceramente, non so a che tipo di videogiocatore possa piacere.




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