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TY the Tasmanian Tiger HD

TY TY TY-smania!

Negli ultimi anni il genere dei platform 3d è riuscito di nuovo a ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo video-ludico, principalmente grazie a due fattori: il proliferare di sviluppatori indipendenti e le operazioni nostalgia effettuate su alcune saghe nate tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del millennio. Ty the Tasmanian Tiger rientra di fatto in entrambe le categorie: sebbene infatti il gioco portasse, nel lontano 2002, l’etichetta Electronic Arts, questa operazione di rimasterizzazione è stata effettuata da Krome Studios (gli sviluppatori originali) con le proprie forze, oltre al supporto di una campagna di crowdfunding.

Protagonista del gioco è proprio il mammifero arancione Ty, accompagnato da una serie di comprimari – tipicamente rappresentati da animali presenti nella regione australiana – i quali lo aiuteranno ad evitare che il malvagio Boss Cass prenda il controllo di un antico ed eccezionale potere: insomma, niente di particolarmente originale, come da prassi per un genere in cui solitamente la trama ha soltanto una funzione di collante tra le varie situazioni proposte, a cui però va aggiunto che nessuno dei personaggi è caratterizzato in maniera particolarmente accattivante, cosa che invece ha fatto la fortuna di molti altri platform dello stesso tipo.

Dal punto di vista ludico, il gioco si presenta come il più classico dei cosiddetti collectathon, manifestazione del genere lanciata da Super Mario 64 e portata avanti da Spyro, il primissimo Jak and Daxter e la serie di Banjo Kazooie, per citare i più illustri, e la formula si discosta davvero di poco da quella proposta dai giochi succitati. Il tratto distintivo è sicuramente rappresentato dal boomerang a disposizione del nostro eroe, presente poi in numerose varianti sbloccabili procedendo nel gioco, alcune di queste necessarie anche alla risoluzione di alcuni semplici puzzle ambientali. Nulla di troppo complicato, in linea col resto del gioco che presenta una difficoltà tarata verso il basso per tutta la durata dell’avventura, che richiede intorno alle 8 ore per essere conclusa senza necessariamente collezionare tutto ciò che è presente nel gioco.

Anche se tirato a lucido, il gioco mostra tutti i suoi anni.

L’esecuzione è discreta, il prodotto di fatto non eccelle in nulla ma allo stesso tempo non sono presenti lacune gravi, anche se è da segnalare che i salti non sono sempre perfetti e che la ricerca di tutti i collezionabili può risultare a tratti dispersiva. Per chi ha recentemente scoperto (o riscoperto) la saga di Spyro attraverso il finissimo remake questo gioco non potrà non sembrare un passo indietro, al di là delle ovvie differenze presenti sotto l’aspetto tecnico.

A tal proposito, l’operazione di rimasterizzazione è riuscita e il gioco si presenta pulito e fluido, pur rimanendo evidenti i segni del tempo su un gioco rilasciato ormai quasi 20 anni fa. In tal senso risulta davvero difficile giustificare il prezzo, di circa 27€, a cui viene venduto il titolo, considerate altre operazioni simili. Da segnalare infine, come piccola aggiunta, la presenza della mira giroscopica per la visuale in prima persona: pur non essendo un’aggiunta particolarmente importante in un gioco del genere, in cui i momenti in cui si mira sono sporadici, fa sempre piacere vedere implementata una feature così spesso ignorata dagli sviluppatori, almeno sulla console Sony. Nota di demerito invece per la localizzazione italiana di alcuni testi, chiaramente errati.

VOTO: 7

In definitiva, si tratta di un titolo che sicuramente può trovare spazio tra gli appassionati del genere e tra qualche nostalgico fan della serie, che hanno l’occasione di giocare (o rigiocare) un discreto esponente di questo genere tirato a lucido per macchine moderne, senza aspettarsi però di trovare tra le mani un peso massimo. Tuttavia, risulta difficile consigliarlo al prezzo di lancio.

Pro

  • Discreto esponente di un genere ormai scomparso

Contro

  • Non eccelle in nessun ambito particolare
  • Prezzo eccessivo