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Twin Breaker: A Sacred Symbols Adventure

Missione: distruggere tutti i mattoncini

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Viviamo in un’epoca videoludica di grandi innovazioni e sperimentazioni, dove le commistioni tra generi sono all’ordine del giorno ed è sempre più complicato trovare quella formula, nuova e fresca, che possa fare breccia nell’interesse dei giocatori.

Prima di approcciare Twin Breaker, non avrei mai pensato che qualcuno potesse concepire un brick breaker narrativo, così come mai avrei pensato che questo matrimonio potesse funzionare. Fortunatamente Colin Moriartry, deus ex machina di questa produzione, ha pensato diversamente, creando un esperienza videoludica sia rispettosa del genere di appartenenza che portatrice di nuove idee. Infatti, i diversi livelli fungono da intermezzo ludico alla narrazione di una peculiare avventura spaziale. L’incipit non è dei più originali, ma è sicuramente funzionale: la Terra è sull’orlo del collasso per la troppa conflittualità e le numerose guerre, e l’umanità deve cercare una nuova casa. Il governo degli Stati Uniti e la NASA decidono di organizzare una spedizione spaziale verso un vicino sistema solare, per trovare dei nuovi pianeti da colonizzare e popolare. Nel bel mezzo della missione, la flotta spaziale sparisce misteriosamente e solo un’imbarcazione, ovviamente la nostra, riemergerà dai meandri di un buco nero per avvicinarli, progressivamente, all’incontro-scontro con una razza aliena.

Come espresso nell’incipit, Twin Breaker è sostanzialmente un brick breaker, un erede del leggendario Arkanoid per dare un riferimento universalmente riconoscibile, con alcune peculiarità proprie. In primo luogo, si sviluppa sui quattro lati e non solamente nella classica modalità top-down, aggiungendo così una dimensione orizzontale al design dei livelli. Questa scelta è sicuramente interessante e richiede un ulteriore livello di attenzione al giocatore, sebbene sia in qualche modo inficiata dalla non perfetta risposta dei controlli, spesso imprecisi quando sono sollecitate entrambe le levette analogiche. Un’altra particolarità riguarda la natura stessa dei mattoncini: questi sono infatti contrassegnati da un numero romano, che indica quante volte dovremo colpirli prima di vederli distrutti, e lasciano in dono una discreta varietà di power-up, che vanno dall’aumento (o riduzione) della velocità di gioco, all’aumento (o riduzione) della lunghezza del cursore, a diverse armi e scudi. Questi diventano particolarmente preziosi verso le battute finali dei vari livelli, quando gli ultimi mattoncini diventano particolarmente insidiosi da colpire senza l’ausilio del fuoco amico.

Twin Breaker presenta una vasta gamma di modalità. Lo Story Mode è strutturato su 40 livelli, comprensivi di boss fight, che presentano una discreta varietà di situazioni sebbene non possano di certo porsi come avanguardia stilistica. Sono poi presenti la classica modalità arcade, la boss rush, una sorta di survival mode e una ispirata modalità hockey, particolarmente divertente se giocata in compagnia.

Il titolo è stato testato su Nintendo Switch ed è indubbiamente la sua destinazione naturale, soprattutto in modalità portatile. Il gioco di Lillymo Games è, infatti, l’ideale per sessioni mordi e fuggi sia a casa, comodamente sdraiati sul divano o sul letto, che on the go. Da un punto di vista stilistico il gioco si presenta con lo stile retro che vuole omaggiare, senza particolari punti di forza ma senza neppure evidenti difetti. Visivamente gradevole, soprattutto giocato in portabilità, e con un comparto sonoro che richiama ai grandi classici dell’epoca Atari.

In conclusione, Twin Breaker offre un approccio diverso verso uno dei padri fondatori del mondo videoludico. Lo fa con rispetto, ma cercando anche di differenziarsi con una struttura narrativa che presenta più lacune che pregi, molto prolissa e poco accattivante. Nel complesso però, soprattutto pad alla mano, il gioco diverte e intrattiene, e la grande mole di modalità alternative ne giustifica tranquillamente l’acquisto.

VOTO: 6.5

Twin Breaker: A Sacred Symbols Adventure si presenta come un piccolo e divertente erede del famoso Arkanoid, in cui il nostro compito sarà quello di distruggere tutti i mattoncini nei vari livelli proposti. Con uno stile retrò che vuole omaggiare i classici del genere, il gioco propone anche diverse modalità di gioco che sicuramente sapranno intrattenere chi cerca un'avventura mordi e fuggi senza troppi pensieri.

Pro

  • Una buona varietà di modalità di gioco

Contro

  • Comandi spesso imprecisi