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Twelve Minutes

Un thriller interattivo su un uomo intrappolato in un loop temporale

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Twelve Minutes è un’intrigante avventura punta e clicca indie che adotta la prospettiva dall’alto in basso, incentrata su un loop temporale sullo stile del famoso film “Ricomincio da capo” che vedeva protagonista Bill Murray. Il protagonista che andremo ad interpretare è un uomo che torna a casa in un piccolo appartamento. Tua moglie ha una notizia speciale, che intende festeggiare durante una cena romantica. All’improvviso, un poliziotto inizia a bussare alla porta e la accusa di omicidio. Le cose precipitano velocemente e in un istante sei tornato all’inizio della notte. La tua missione: capire cosa diavolo sta succedendo.

Sembra un thriller con delle basi solide, vero? Ma dopo aver passato tre ore con il gioco, non ne potevo più. Quello che è iniziato come un intrigante mistero si è trasformato in una tiritera ripetitiva. Sono stata costretta a maltrattare la mia apparentemente adorabile moglie. A volte dovevo vedere quel poliziotto sadico mentre la torturava ripetutamente. E sono diventata anch’io un’assassina, più volte. A peggiorare le cose, la mia ricompensa per quel viaggio infernale è stata una serie di colpi di scena così contorti, così stupidi, da lasciarmi stordita, anzi, direi addirittura infastidita per giorni.

Non ho intenzione di spoilerare quale direzione prende Twelve Minutes nel corso del suo racconto. E, ad essere onesti, sono riluttante anche a sottolineare che una storia ha dei colpi di scena. Ma per un mistero come questo, immagino che sia prevedibile. Tutto questo tempo di lavoro investigativo in loop deve portare a qualcosa di veramente drammatico! Ed è chiaro che Luis Antonio vuole davvero farci impazzire. È solo un peccato che alla fine tutto vada a rotoli.

Questo non vuol dire che Twelve Minutes non valga la pena di essere giocato. Le prime ore del gioco creano un’affascinante scatola dei misteri. Il nostro piccolo appartamento ha una cucina angusta e un piccolo spazio abitativo, una camera da letto, un bagno e un ripostiglio. Questo è tutto. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per completare il gioco è lì (o arriva più tardi). Alcuni di quei pezzi del puzzle sembrano organici, come le tazze che puoi riempire d’acqua o il grande coltello che ti tenta in cucina. Alcuni di essi, come l’interruttore della luce che può fulminare le persone al momento giusto, sono esilaranti e fondamentali al proseguimento dell’avventura.

Twelve Minutes adotta una prospettiva dall'alto in basso parecchio peculiare

Mi sono resa conto che Twelve Minutes stava facendo qualcosa di speciale quando è riuscito a farsi strada nel mio subconscio. Ho pensato a cose nuove da provare durante la giornata e dopo aver dormito su un problema particolarmente fastidioso, sono riuscita a risolverlo. Questo è un segno che, almeno per un po’, sono stata sinceramente coinvolta nella storia. Aiuta che Twelve Minutes abbia anche un solido lavoro vocale, che fa molto per connetterci ai personaggi. Difatti, ad interpretare il protagonista troviamo James McAvoy, che abbiamo potuto apprezzare negli ultimi lavori di M. Night Shyamalan; nei panni della moglie invece vediamo Daisy Ridley di Star Wars; ed infine il grandissimo Willem Dafoe presta la propria voce al nostro antagonista, il poliziotto.

Dopo che la novità svanisce, tuttavia, il gioco prende rapidamente una brutta piega. Alla fine, dovremo completare una lunga serie di compiti più e più volte fino a quando non capiremo il nostro prossimo passo. E a volte questo può significare fare le stesse cinque attività dozzine di volte. Twelve Minutes ci offre alcuni semplici modi per accelerare le cose, come una singola opzione di dialogo che può dimostrare che stiamo effettivamente attraversando un loop temporale e che lei è davvero in pericolo. Ma qualche scorciatoia narrativa in più renderebbe più tollerabile l’ultimo atto del gioco.

C’è un momento importante nel gioco che ci concede solo pochi secondi per mostrare a un personaggio un oggetto specifico. È facile non realizzare che è effettivamente un qualcosa che possiamo davvero fare. E anche quando sapevo cosa dovevo fare, dopo aver provato e riprovato, a volte mi perdevo in una concatenazione sbagliata degli eventi, per la fretta di arrivare subito al dunque. A quel punto, il gioco ha cominciato a sembrare meno un puzzle che dovevo risolvere e più una tortura nei miei confronti da cui avevo bisogno di scappare.

Suppongo che questi problemi potrebbero essere trascurati se Twelve Minutes avesse una sceneggiatura migliore, ma anche sotto questo aspetto fallisce. È capace di rapire all’inizio, ma come in una storia di J.J. Abrams, non si ha un’idea chiara di come raggiungere il finale, che risulta anti-climatico e forzato. I personaggi iniziano ad agire in modi completamente diversi, il che è difficile da digerire dopo averli visti in una sola luce per diverse ore. Non si riesce più ad entrare in simpatia col poliziotto di Dafoe e si percepisce particolarmente fuori luogo la svolta del suo personaggio dopo aver ottenuto il MacGuffin che sta cercando, soprattutto dopo aver visto più loop in cui uccide il protagonista e la moglie.

Non definirei Twelve Minutes un brutto gioco, ma per come e dove va la storia, alla fine è deludente. Luis Antonio e il suo team hanno trascorso oltre sette anni a lavorare sul gioco, ed è un peccato vedere il mio entusiasmo per esso crollare in tre ore.

VOTO: 7

Piattaforme: pc, xone, xsx
Twelve Minutes è un'avventura avvincente dove forse è più interessante il viaggio che la destinazione. Non è la storia più elettrizzante o stimolante in circolazione, ma sazia comunque una certa brama di mistero. Il casting stellare eleva l'atmosfera e il coinvolgimento del giocatore. Twelve Minutes adotta una particolare variante per affrontare il classico genere punta e clicca, e anche se dovremo affrontare lunghi momenti di noia e irritazione, c'è molto da scoprire in questa storia intrigante.

Pro

  • Trama inizialmente coinvolgente
  • Gameplay intuitivo
  • Ottima interpretazione dei doppiatori

Contro

  • Alla lunga il loop diventa frustrante
  • La soluzione di alcuni enigmi è forzata
  • Alcuni stratagemmi narrativi sono poco plausibili