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Trigger Witch

Bibbidi, Bobbidi… Boom!

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Cosa hanno in comune la pizza con l’ananas, il bacon con il cioccolato e le patatine fritte con il gelato? Tutti sono abbinamenti arditi, soprattutto per i palati italiani, al punto tale che un’affermazione accondiscendente nei loro confronti potrebbe portare a farvi rischiare la revoca della cittadinanza. Al di là delle facili ironie, sono accostamenti di successo in moltissime aree del mondo ed è indubbio che possano suscitare curiosità per il loro mettere in contatto mondi apparentemente agli antipodi.
Così come agli antipodi sono i due elementi alla base della produzione Rainbite edita da EastAsiaSoft, un mix esplosivo tra un setting fantasy e modernissime armi da fuoco. Trigger Witch è a tutti gli effetti una riuscita miscela tra un twin stick shooter ed un classico adventure 2D alla The Legend of Zelda, con un mondo da esplorare, dungeon ed enigmi.

 

Le influenze stilistiche di The Legend of Zelda sono evidenti.

 

Trigger Witch è ambientato nel reame fatato di Ozryn, sconvolto dalla misteriosa apparizione di un portale energetico dal quale emergono armi da fuoco in maniera apparentemente casuale. L’avvento di una tecnologia sconosciuta non solo altera il pacifico equilibrio tra gli abitanti del regno, ma porta le streghe ad abbandonare progressivamente la strada della magia in favore di un vero e proprio culto del portale, quest’ultimo ribattezzato Ordnance Rift, e delle armi. Nei panni della giovane strega Colette, si dovrà indagare sulla misteriosa apparizione di un “Man in Black” proveniente dal portale, che potrebbe rappresentare una seria minaccia per tutto il reame. La premessa narrativa del titolo Rainbite offre un piacevole stimolo per affrontare l’avventura, fino al suo culmine rappresentato dall’intera fase finale, forte di un plot twist completamente fuori di testa. Il reame di Ozryn, sebbene di dimensioni modeste, risulta ben caratterizzato e ricco di forzieri nascosti e dungeon da esplorare con piccoli enigmi, oltre a nascondere qualche divertente attività secondaria.

 

Ozryn è modesto, ma ricco di forzieri nascosti e dungeon da esplorare.

 

L’anima da twin stick shooter rappresenta il fulcro di Trigger Witch: sfruttando una meccanica di cooldown, sarà costantemente richiesto uno switch tra le diverse armi a disposizione di Colette per non essere sovverchiati dalle orde di nemici, che attaccheranno ben presto numerosi. Ogni arma potrà essere migiorata e potenziata ed avrà il proprio utilizzo specifico, i propri punti di forza e le proprie debolezze: revolver, fucile d’assalto, shotgun, lanciafiamme, uzi e tante altre andranno a comporre una buona rosa di strumenti di morte. Il ritmo degli scontri è sempre elevato ed è richiesta una buona manualità al giocatore: il titolo è semplice da apprendere e regala divertimento, pur arrivando ben presto un punto in cui diventerà tutto troppo semplice.

 

E' possibile potenziare e migliorare il proprio armamentario.

 

Artisticamente, il titolo pesca a piene mani dall’immaginario fantasy classico e lo mescola ad una forte componente splatter: la graziosa Colette si troverà ben presto in ambientazioni sognanti tramutate in autentici bagni di sangue e frattaglie. Una visione che senza dubbio fornisce personalità alla presentazione 16 bit del titolo, anche se potrebbe risultare eccessiva per i gusti di alcuni: non vi è da preoccuparsi, in quanto gli sviluppatori, consci di questa circostanza, hanno previsto una modalità edulcorata in cui i nemici esploderanno… in coriandoli sgargianti e colorati, come una piñata messicana. In questo contesto, a deludere sono tuttavia i design dei nemici stessi, forse troppo piatti e poco ispirati, salvo casi isolati e tranne i boss (soprattutto quello finale).

 

Colette può trasformare ogni scontro in un bagno di sangue

Deliziosa la colonna sonora, che accompagna sempre l’azione in modo impeccabile ed altrettanto puntuale il lavoro svolto sull’effettistica audio, che aiuta il player nella fasi più concitate dell’azione grazie alle campionature ben caratterizzate delle armi da fuoco e dei loro periodi di raffreddamento.
La produzione Rainbite offre una longevità di circa 8 ore per raggiungere i titoli di coda, che possono arrotondarsi in doppia cifra per completare tutto al 100%: una durata complessiva che appare di tutto rispetto, anche in considerazione del prezzo low budget al quale è proposto (€ 14,99).

 

VOTO: 7,5

Trigger Witch è un pittoresco connubio tra broomstick e boomstick, un twin stick shooter fresco, divertente e con uno dei colpi di scena più folli della storia recente del media. Il prodotto Rainbite riesce a mescolare mondi apparentemente antitetici, come uno chef che inventa una ricetta controversa proprio per l’arditezza dell’accostamento che la caratterizza. Così come per tutti gli esperimenti (videoludici e culinari), c’è chi lo amerà nonostante le imperfezioni e chi ne resterà sostanzialmente indifferente. Tuttavia l’avventura di Colette è un piatto rinfrescante che saprà farvi compagnia nelle calure estive, in attesa dei piatti invernali più impegnativi.

Pro

  • Twin stick shooter fresco e divertente
  • Il colpo di scena finale è folle
  • Buona longevità al netto del prezzo low cost

Contro

  • Forse poco sfruttata la natura open world
  • Diventa presto abbastanza semplice
  • Design dei nemici piuttosto piatto