Tic-Tac Letters by POWGI

Rompicapo a non finire!

A cura di Gamesforum - 13 Febbraio 2020 - 12:30

Autore della recensione: beachild

La strada intrapresa di Lightwood Games in campo videoludico si presta a un’analisi da due diversi punti di vista. Non c’è dubbio che il piccolo studio di sviluppo inglese si sia creato una folta schiera di fan soprattutto su PlayStation 4 grazie alla pubblicazione di giochi dal prezzo ridotto, dal platino facile e con innumerevoli versioni per favorire il cosiddetto “stacking” dei trofei. Ma è anche vero che non ci sono alternative tanto varie e prolifiche capaci di trasferire l’esperienza dell’enigmistica carta e penna su console.

Se l’esca dei trofei banali serve ad avvicinare un pubblico ampio a un certo tipo di passatempo facendo scoprire loro, ad esempio, il picross o gli anagrammi ben venga questo stratagemma da parte di Lightwood Games. Questo approccio serve a soddisfare sia le manie trofeistiche dei più spudorati cacciatori sia a finanziare nuovi giochi che possano arricchire le librerie dei veri fan dell’enigmistica. Non a caso la maggior parte dei giochi in questione comprendono molti più schemi di quelli richiesti dalle liste trofei, a riprova delle due categorie di pubblico a cui si rivolgono.

Giochiamo a tris?

Una delle varie proposte che possiamo trovare nel catalogo è Tic-Tac-Letters by POWGI, che, come sottolinea il titolo, appartiene alla famiglia dei giochi basati su lettere e parole più che sul picross. In realtà, come vedremo, siamo di fronte a un vero e proprio anello di congiunzione tra le due categorie di rompicapo enigmistici. Disponibile dallo scorso ottobre, il gioco prende palesemente e dichiaratamente spunto dal Tic-Tac-Toe, altrimenti noto dalle nostre parti come “Gioco del Tris”.

Niente a che vedere con la griglia 3×3 a cui tutti stiamo pensando, sia perché avrebbe poco senso trarne un videogioco, sia perché chiunque abbia più di otto anni sa benissimo che una volta scoperto il trucco è impossibile non vincere a Tris. Lightwood Games parte però dal concetto di griglie e lettere per confezionare un rompicapo in cui serie di tre simboli uguali, anziché decretare la nostra vittoria, sono proprio la cosa da evitare. Ma approfondiamo meglio.

Tic-Tac Letters by POWGI

XO XO XO!

Tic-Tac-Letters si apre mettendoci di fronte, come di consueto, a una serie di caselline che rappresentano i livelli disponibili. Avviando il primo, saremo introdotti alle regole del gioco da un breve ed esplicativo tutorial testuale. Il concetto di fondo è semplice: ogni griglia deve essere riempita completamente usando una di due lettere disponibili, non necessariamente le X e le O classiche (anche se un’opzione permette di impostarle come predefinite, se siamo dei puristi). Occorre però tenere presente che un simbolo non può mai comparire per più di due volte consecutive in una riga o in una colonna, che ogni riga e ogni colonna devono contenere i due simboli lo stesso numero di volte e che ogni riga e colonna devono essere uniche in quanto a sequenza.

Le dirette conseguenze di queste poche regole costituiscono gli strumenti logici da cui far partire il nostro lavoro di soluzione. Ogni schema presenta infatti alcune lettere pre-inserite e pensate appositamente per fare da aggancio iniziale inequivocabile. Se vediamo due X consecutive in una riga, ad esempio, possiamo essere certi che immediatamente prima e dopo andranno inserite due O; se in una griglia 6×6 troviamo due X alle estremità di una riga (posizioni uno e sei) possiamo dedurre senza dubbio che le posizioni due e cinque saranno due O. Se in una colonna da sei abbiamo già inserito tre X, va da sé che le restanti caselle sono O. Insomma, c’è sempre una precisa evidenza logica che guida il nostro ragionamento.

HA HA HA!

Il gameplay è tutto qui, coinvolgente nella sua semplicità. Ad aiutarci ulteriormente ci sono dei numeri all’inizio di ogni riga e colonna che ci ricordano quante lettere di ogni tipo dobbiamo ancora inserire ma soprattutto, tornano gli immancabili aiuti di casa Lightwood Games. Ne abbiamo di due tipi: da una parte un sistema di suggerimenti che evidenzia la riga o la colonna a cui dobbiamo prestare attenzione, perché include la sequenza da cui trarre il prossimo passaggio logico; dall’altra un vero e proprio correttore che, in qualunque momento decidiamo di attivarlo, ci avvisa della presenza di errori e ci permette di correggerli automaticamente. Per i cacciatori di trofei più agguerriti questo sistema si traduce nella possibilità di platinare il titolo in meno di un’ora, riempiendo ogni casella con la stessa lettera, correggendo e inserendo l’altra lettera nei buchi rimasti.

Per tutti gli altri, coloro che acquistano il gioco per divertircisi e non per salire nelle classifiche del PlayStation Network, Tic-Tac-Letters può dare soddisfazione. Messi da parte i veri e propri giochi di parole, il titolo richiede meccanismi mentali che lo avvicinano a quelli dei rompicapo a base picross dello stesso sviluppatore, i vari Pic-A-qualcosa. Più che cercare termini o risolvere definizioni infatti, dobbiamo ragionare e procedere per esclusione riempiendo le griglie con lettere che sono solo un’alternativa grafica a classiche caselle bianche e nere.

La soddisfazione c’è, dicevamo, e si percepisce soprattutto nei primissimi livelli. Dedicandosi con pazienza e attenzione agli schemi, requisiti a dire il vero non sempre presenti nei giocatori, possiamo volare con gli occhi tra righe e colonne alla ricerca di coppie di lettere, incroci e sequenze fino a trovare il solo e unico indizio utile per avanzare. Un lavoro gradevole, stimolante e anche piuttosto rapido nelle prime fasi, ma che aumenta gradualmente di difficoltà nelle griglie più grandi. Queste ultime saranno appannaggio dei veri appassionati di enigmistica, di chi ha molto tempo a disposizione o di chi non è abituato a giocare con titoli cinematografici, dal ritmo intenso e ricchi d’azione. Come sempre, comunque, la più naturale forma di fruizione di giochi come Tic-Tac-Letters sembra essere quella in mobilità, su console portatili, per riempire i tempi morti tenendo attivo il cervello.

Tic-Tac Letters by POWGI

LOL!

Una nota di riconoscimento va spesa per i nomi assegnati ai trofei PlayStation 4. Mancando la possibilità di infarcire gli schemi di doppi sensi, freddure e giochi di parole, un marchio di fabbrica apprezzatissimo dei rompicapo by POWGI, gli sviluppatori hanno trovato una valvola di sfogo proprio nei titoli delle coppe virtuali, che prendono spunto dalle “parole” formate dagli abbinamenti di lettere per trovate esilaranti. Citiamo “Boobs! It Says Boobs!” nello schema con B e O e “Dancing Queen” in quello con B e A, dove compare frequentemente la sequenza ABBA. Per qualcuno sarà umorismo inglese ma personalmente è molto gradito e si intona alla perfezione con lo spirito leggero del gioco.

Dal punto di vista grafico non ci sono grandi stravolgimenti rispetto allo standard. La grafica minimalista riproduce la pagina di carta del libretto di enigmistica a schermo, il quale è dominato dalla griglia affiancata dal menù dei comandi e degli aiuti. L’accompagnamento sonoro è il solito brano ripetuto alla nausea che quasi sempre tendiamo ad azzerare perché disturba il ragionamento e, negli schemi più complessi, sembra prendersi gioco delle nostre difficoltà.

+ Tanti schemi per i veri appassionati
+ Ottimo in mobilità
+ Facilissimo per i cacciatori di trofei
- Gli schemi più grandi possono diventare frustranti
- Il sistema di aiuti "rompe" il gioco
- Il prezzo non è bassissimo

6.0

Lightwood Games si ripete e sforna l’ennesimo passatempo enigmistico. Tic-Tac-Letters da il suo meglio nelle fasi iniziali con schemi contenuti perché il ragionamento logico trova immediato riscontro nella soluzione delle griglie. I problemi sorgono con gli schemi più avanzati, in cui si rischia di abbandonarsi alla disperazione e di ricorrere agli sbilanciati aiuti in-game. Anello di congiunzione tra gioco di parole e picross, il titolo si presta più a una fruizione in mobilità che a quella da console. A meno che non pensiate solo ai trofei.




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