Thy Sword

Un gioco fuori dal tempo

A cura di GamesForum - 5 Giugno 2020 - 18:00

Autore della recensione: Apollonio

Lo sguardo al passato è spesso caratteristica irrinunciabile di molte produzioni definibili come indipendenti. Le risorse economiche modeste e la sincera devozione per i classici si incontrano in prodotti che sembrano figli di tempi lontani. Thy Sword non fa eccezione. I tre anni di sforzi dei GamePhase hanno dato forma ad un gioco ruvido, di poche manciate di pixel, a cui decisamente non va chiesta l’età. Questo perché Thy Sword, come avrete compreso da queste righe e come bonariamente ci concediamo di scrivere, non porta bene gli anni che ha. Ne dimostra molti di più, a dispetto della sua recentissima uscita.

Si tratta di un action platformer stoico, povero di vezzi grafici o raffinatezze di gameplay. Una spada, tutt’al più accompagnata da un arco e qualche freccia e stanze da ripulire da ogni nemico prima di poter essere lasciate alle spalle. Qualche moneta da raccogliere nel tragitto e la possibilità di parare, oltre che naturalmente di saltare. Si tratta di meccaniche che presto e facilmente non solo si lasciano padroneggiare ma che esauriscono tutto quello che hanno da dire, mancando un qualunque tipo di profondità. Uno studio sommario dello scenario permetterà di avvicinare di volta in volta i nostri avversari, calare su di loro un paio di fendenti prima di assorbirne i colpi e trascinarci su una scala per esempio per svolgere nuovamente la pratica.

È stimolante pensare con pazienza a quali passi muovere per debellare da mostri l’area, o concedersi il brivido di un passo più sostenuto per esaurire la zona. Si tratta però di un piacere fugace, le tipologie di avversari sono ridotte, ancor più modeste le loro capacità offensive, mentre la struttura dei livelli è elementare. Qualche piattaforma casuale, una manciata di brutti ceffi non diversi nella sostanza, a parte qualche felice eccezione, e una procedura da ripetere sempre uguale. Un sistema senza grandi guizzi ma nemmeno terribile. Thy Sword si lascia giocare, non per molto si badi, ma si lascia giocare. A patto che si apprezzi la cadenza compassata dei duelli, non esattamente frenetici.

Se poco sopra si accennava alla casualità è perché ad ogni morte si rimescoleranno le carte in tavola, nel senso che piattaforme, nemici e la loro disposizione muteranno. Rogue-lite? Non proprio, le differenze sono risibili e limitate, infatti oggetti e quant’altro si è accumulato rimarrà a nostra disposizione. Un tentativo un po’ troppo timido per dare una marcia in più all’avventura.

Thy Sword

Così come sembra solo abbozzata la possibilità di migliorare il nostro protagonista. Terminata ogni area avremo la possibilità di allentare la tensione in un villaggio e lì potremo alleggerire il nostro portafogli virtuale in cambio di una nuova arma o qualche altro vantaggio. Purtroppo l’offerta lascia a desiderare. Sì, è possibile regalarsi una spada fiammante ma nulla cambierà se non il danno, nessun altro tipo di arma con cui cimentarsi ci verrà mai proposta. Tra le abilità invece la possibilità del doppio salto è interessante per esempio e rende meno obbligati certi passaggi ma il fatto che queste non siano tra loro combinabili ne diminuisce drasticamente l’appeal. Purtroppo le opzioni da provare sono pochissime e nel giro di due partite avrete dato sfogo alla vostra curiosità con ogni abbinamento possibile, non esattamente il massimo per un gioco che strizza l’occhio ai rogue-lite e promette rigiocabilità con più personaggi selezionabili.

Ad inizio partita è possibile scegliere fra due alter ego infatti e nel corso dell’avventura si è premiati sbloccandone altri. Purtroppo però, al di là delle fattezze, questi non hanno caratteristiche uniche. Ogni tratto che differenzia l’uno dall’altro è un elemento comunque acquistabile durante il corso del gioco. Una scelta che rende decisamente poco appetibile provare nuovi avventurieri dal momento che questi non offrono niente a cui non ci sia già abituati.

Convincono invece i boss e costituiscono le sfide più interessanti e stimolanti. Ben diversi fra loro, ognuno andrà affrontato a suo modo. Alcuni tuttavia avranno schemi di attacco sin troppo prevedibili e semplici, potrà essere anticipata ogni loro mossa prima ancora che agiscano. Ciò nonostante sono una degnissima conclusione delle singole zone. Dopo circa un’ora si vedrà soddisfatti cadere l’ultima minaccia e scorrere i titoli di coda. Come si è scritto, nonostante gli sboccabili, non si è così incentivati a raggiungere più di un’altra volta l’epilogo. Una durata sicuramente non invidiabile di cui però abbiamo apprezzato il ritmo.

+ Elementare e divertente
+ Fattore nostalgia non trascurabile
- Poca varietà, strutture dei livelli pigre
- Potenzialità del negozio e degli altri personaggi giocabili non sfruttate

6.4

Thy Sword è un onesto, ruvido action platformer a due dimensioni, scavato in una pixel art stoica e povera di preziosismi e in un sobrio sistema di opzioni, rudimentale e dalle parvenze rogue-lite. Esaurisce tutto quello che ha da dire in un paio d’ore. Al netto dei tratti più grossolani e delle mancanze però in quel tempo funziona e diverte. Menare fendenti è un piacere semplice, puro a cui il gameplay si consacra. Non impressionerà per il tecnicismo o la compiutezza, nemmeno per la direzione artistica che lo accompagna, ma il suo indubbiamente lo fa e forse va bene così, basta una spada smussata.




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