The Witcher 3 e la citazione tarantiniana

Quello strigo merita la sua vendetta... e noi, meritiamo di morire

Il dettaglio
A cura di Mastelli Speed - 2 Agosto 2019 - 10:47

Attenzione: l’articolo contiene spoiler su The Witcher 3: Wild Hunt e Kill Bill

The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco in cui è facile perdersi in sottotrame, quest secondarie, mostri da affettare, crafting, loot e via dicendo. E visto che in questi giorni si è fatto un gran parlare della serie Netflix dedicata a Geralt e compagnia, ho pensato di scrivere di uno dei ricordi più originali che ho della mia esperienza come Strigo.

Questa puntata de Il Dettaglio, allora, si concentra su una specifica sequenza del gioco CD Projekt Red che non posso fare altro che definire “tarantiniana”.

Once upon a time in… Novigrad

Oltre che merito di The Witcher 3: Wild Hunt, l’idea per questo speciale mi è venuta anche grazie all’uscita di C’era una volta a… Hollywood, pellicola che negli Stati Uniti è già protagonista nei cinema e che in Italia si farà attendere fino al prossimo 19 settembre. In qualche modo, infatti, una scena di uno dei film più belli di Tarantino (il più bello in assoluto, se vi interessa la mia opinione in merito) entra a far parte delle avventure di Geralt.

Ma andiamo con ordine: in The Witcher 3: Wild Hunt era possible esplorare Novigrad. Ricordo chiaramente che il primo impatto con la città era stato piuttosto disorientante. Il gioco sparava quest secondarie e primarie a ripetizione, sicuramente, ma la cosa che più mi stupiva era la quantità di mercanti presenti. Giravi per le vie della città e sulla mappa spuntavano nuove icone che segnalavano la presenza di venditori. E la cosa carina è che ognuno vendeva cose diverse. La maggior parte delle volte si trattava di gingilli poco utili, e i pochi soldi a disposizione del venditore di turno non permettevano neanche di svuotare per bene l’inventario. La varietà e il numero di mercanti, però, era veramente alta, e tutto ciò rappresenta uno dei particolari che ricordo con maggiore chiarezza del gioco.

Mi dilungo su questo aspetto perché il dettaglio di cui voglio parlare è legato proprio a uno di questi mercanti. Un umile venditore di ravioli.

Éibhear Hattori Hanzo

Nel mio specifico caso non ricordo come sono finito a giocare la quest secondaria chiamata Spade e ravioli presente in The Witcher 3: Wild Hunt. Cercando un po’ su internet ho scoperto che la missione poteva essere attivata in vari modi, parlando con altri venditori, o semplicemente passando davanti la casa di Éibhear Hattori. Ed è proprio lui il personaggio che ci interessa. Si tratta di un ex fabbricante di armature e spade che per vari motivi è stato costretto a cambiare business. Ora, infatti, si dedica alla vendita di ravioli.

Il primo approccio con Geralt è all’insegna della sorpresa: Hattori, all’inizio, cerca di invogliarci a provare uno dei suoi ravioli (cosa che ricordo di aver fatto), ma ben presto la discussione si sposta su altre tematiche. È così che il personaggio ci racconta della sua triste storia, delle angherie subite per colpa di un altro maestro spadaio, Ernst van Hoor, che con i suoi metodi poco ortodossi ha messo a tacere la concorrenza. Per Hattori, ora, l’unico modo per riprendere a forgiare spade e armature è quello di negoziare la fornitura di materiali con gli uomini del Re dei Mendicanti.

Di come va a finire la quest, e delle cose che bisogna fare per portare a termine la missione, mi interessa relativamente. Il dettaglio di pregio, invece, è proprio nella cutscene introduttiva.

Anche Geralt ha parassiti molto grossi da uccidere

Già il nome Hattori, associato al concetto di fabbricante di spade e armature, è una cosa che gli appassionati di pellicole tarantiniane (come il sottoscritto) non possono fare a meno di notare. Ma la cosa si è fatta ancora più interessante quando sotto ai miei occhi, in qualche modo, si veniva a formare una sequenza che ricordava, in maniera anche clamorosa, una scena che avevo già visto e rivisto decine di volte.

Scrivo schematicamente quello che succede nella cutscene introduttiva di Spade e ravioli:

  • Geralt entra nel negozio di Hattori
  • Hattori si presenta come venditore di ravioli, ma non può fare a meno di rivelare di essere un esperto di spade
  • Geralt confessa di essere lì in cerca di un buon maestro spadaio
  • Hattori accompagna Geralt in una stanza secondaria, dove custodisce le sue ultime creazioni a mo’ di reliquia

Adesso, se non vi è tornata di nuovo in mente, guardate questa scena di Kill Bill volume 1. Ecco quello che succede schematicamente (tralasciando i deliziosi intermezzi comici):

  • Beatrix (Uma Thurman) entra nel ristorante
  • Hattori Hanzo (Sonny Chiba), senza essersi ancora identificato, inizia a parlare amabilmente con la donna
  • Beatrix confessa di essere lì in cerca delle spade di Hattori Hanzo
  • Hattori Hanzo getta la maschera e accompagna Beatrix in una stanza secondaria, dove custodisce le sue ultime spade a mo’ di reliquia

Da lì in poi le strade di The Witcher 3: Wild Hunt e Kill Bill si separano, visto che Geralt inizierà la sua piccola crociata a favore di Hattori, piccolo intermezzo nella sua ricerca di Ciri. Beatrix, invece, muoverà i primi passi che la porteranno a rintracciare e uccidere Bill, in un tripudio di scene memorabili.

The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco ricco di particolari e piccole storie che rendono il viaggio di Geralt unico e personale. L’intermezzo tarantiniano della missione Spade e ravioli è solo uno dei tanti easter egg del gioco CD Projekt Red: voi l’avevate notato la prima volta che avete visto la cutscene “incriminata”?




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