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The Surge

Autore della recensione: FlareZero

The Surge è l’ennesimo action-RPG che prova a spiccare tra tutti i vari cloni di Dark Souls, riuscendoci da un lato, e fallendo clamorosamente su altro, ma andiamo con ordine. Il gioco è ambientato nel futuro, quindi con interessanti tematiche sci-fi; il protagonista, Warren, è costretto su una sedia a rotelle e quindi decide di entrare nella CREO per poter camminare di nuovo grazie alle protesi avanzatissime di tale società. Durante la procedura di innesto, però, Warren non viene anestetizzato e ogni singolo impianto gli viene letteralmente inserito nel corpo in modo molto doloroso. Lo shock fa andare in errore tutti gli impianti che ha addosso e viene praticamente scartato come se fosse un oggetto. Svegliatosi in quella che sembra una discarica, ci si dovrà far strada tra i rottami, iniziando solo con un tubo di ferro. Il gameplay è immediato, in quanto si affrontano subito diversi nemici e, pad alla mano, ci si rende subito conto che il titolo diverte, e parecchio. La meccanica degli arti recisi è interessante e funzionale, ed il sistema di taglio è strettamente legato al potenziamento di armi e del vario equipaggiamento: tagliando un arto, il busto o la testa si otterrà infatti un pezzo rotto, che verrà scambiato in parti di potenziamento nella safe-zone, ma solo se tale parte nemica aveva un’armatura equipaggiata, riconoscibile attraverso il colore (blu se non hanno nulla di ottenibile, arancione se ha un equipaggiamento da staccare).

Il comparto sonoro è  molto buono, con alcune musiche accattivanti e un doppiaggio valido. Gli effetti audio sono capaci, talvolta, di immedesimare il giocatore in modo molto efficace.

Il potenziamento del personaggio è molto vario e dà una certa libertà: il level up tramite l’esperienza classica da souls, qui chiamata scarti tecnologici, praticamente non aumenta le statistiche ma solo la capacità totale della tuta e gli HP, e tale parametro servirà ad inserire innesti che vanno a modificare praticamente tutto, dagli punti ferita, alla stamina, all’energia, iniettabili di cura, rigenerazione, possibilità di rallentare la scarica dell’energia, etc… Per quanto riguarda l’equipaggiamento è abbastanza vario, tanti tipi di armi, da quelle pesanti e lente, come blocchi di ferro enormi, da più rapide tipo bastoni e armi a una mano, ed è qui che il gioco comincia a mostrare i primi limiti: visto che le armi pesanti risultano molto meno efficaci di quelle veloci, l’arma migliore risulterà sempre essere qualcosa di rapido. Lo stesso discorso vale per le armature: le più efficaci sono quelle leggere o medie, che riducono il consumo della stamina e che aumentano il danno alle parti corazzate; le armature pesanti sono decisamente molto meno efficaci e più difficili da usare.

Altri punti negativi che si notano è lo sbilanciamento totale delle prime due aree: la prima ha nemici abbastanza semplici e lenti, ma con un boss “sbagliato” che richiede quasi un’esecuzione perfetta con un’arma veloce, pena il venir sconfitti quasi in un colpo; nella seconda area i nemici invece sono troppo, ma troppo resistenti per l’equip che si ha e uccidono in due colpi. Questo porta, nel preludio del titolo ad una costrizione al farming, in modo da poter resistere a questa terapia d’urto. Le cose migliorano dalla terza area ed il gioco comincia a essere più bilanciato, con nemici che fanno si male, ma con HP più ponderati alla situazione e con un boss molto più affrontabile.

Ulteriore nota stonata è la trama: praticamente banale, inconsistente e piena di cliché, che si limita al solito dualismo tra uomo e macchina; non aiuta per nulla la narrazione frammentata, e con personaggi che si dimenticano subito, compreso anche Warren che non ha caratterizzazione. Menzione d’onore invece alle side quest, che anche se poche, risultano perfino migliori della trama principale, con personaggi memorabili ed a cui ci si può affezionare, tra cui Irina, una ragazza della manutenzione e Maddy, una dolcissima bimba robot.

Il gioco in generale ha una buona longevità e intrattiene almeno per 25/30 ore, anche di più se si vuole cercare i vari segreti, tra cui audiolog da collezionare e monete, utili per ottenere una particolare armatura.

A livello grafico è buono a tratti: risulta pulito e abbastanza piacevole, se non fosse che le ambientazioni sono quasi tutte identiche, a parte un paio; per il resto sono tutte un concentrato di metallo e fabbriche. Rivedibile anche la telecamera, che in più occasioni fa incastrare senza capire dove andare.

I DLC sono ben fatti invece, il primo in particolare, ha l’ambientazione migliore del gioco, a tema parco di divertimenti, ed ha una varietà di nemici interessante, oltre ad una delle bossfight più memorabili. Il secondo contenuto è piacevole, molto impegnativo, ed ambientato nel far west.

+ Ottimo gameplay
+ Longevità di tutto rispetto
+ Buona varietà di armi e armature…
– Trama inconsistente, banale e piena di cliché
– Telecamera da rivedere totalmente
– …ma molte sono decisamente inutili

7.5

The Surge è un titolo valido che presenta vari problemi tra cui ambientazioni anonime, trama nulla, sbilanciamento dei nemici iniziali ed una telecamera da rivedere. Risulta comunque divertente grazie ad un gameplay solido e con meccaniche interessanti, oltre che ad una buona varietà di personalizzazione. Lo consiglierei però solo ad un prezzo budget, se potete, però, andate sul secondo capitolo di The Surge, che sembra essere migliorato in tutto.