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The Letter: A Horror Visual Novel

La lettera scarlatta

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Una villa misteriosa, una maledizione secolare e un’inquietante lettera che darà il via a una serie di macabri eventi. Degli ingredienti decisamente comuni, quasi banali, per un racconto dell’orrore, ma The Letter (dal sottotitolo squisitamente didascalico), sviluppata dal team filippino Yangyang Mobile, riesce a giocare con queste convenzioni offrendo un lavoro brillante e capace di intrattenere a lungo.

 

Le tinte horror saranno visibili da subito.

 

Andiamo con ordine. La vicenda ruota, appunto, alla villa maledetta a cui si accennava prima. Incuranti delle dicerie e dei terribili racconti che aleggiano sulla dimora, una società immobiliare decide di mettere l’immobile in vendita e sarà Isabella, una dei protagonisti della storia, a dover effettuare la perizia prima di aprire le porte al pubblico. Avete capito bene. Una dei protagonisti, perché il gioco viene raccontato attraverso i punti di vista di sette differenti personaggi, ognuno dei quali affronterà le proprie personali sfide e dilemmi morali. Sarà il giocatore a ricostruire poco alla volta il complesso arazzo che fa da sfondo alle singole esperienze dei protagonisti.

Si parte con Maria Isabella, appunto, giovane agente immobiliare filippina, per poi passare ad Asthon, silenzioso e glaciale pistolero, l’ambizioso uomo d’affari Lucille, la femme fatale Hannah, il fotografo nerd e impacciato Zachary, Rebecca la classica ragazza viziata e un po’ stupida e la autorevole Marianne. Un cast variegato che si svela un po’ alla volta. Le vite di questi sette – improbabili – eroi si intrecciano e si influenzano a vicenda, verso esiti imprevedibili.

 

Il cast è variegato e tutto sommato ben caratterizzato.

 

Come in ogni buona VN che si rispetti, The Letter prevede numerosissime scelte che andranno a influenzare la progressione della storia. Gli sviluppatori dichiarano addirittura la cifra folle di 140 “route” diverse. Ognuno dei sette capitoli del gioco, infatti, ha 4-5 finali differenti, ognuno dei quali può essere declinato in differenti modi a seconda del rapporto che si va a creare tra i personaggi (spazio quindi a finali romance, friendship, bad friendship ecc.). Insomma, non si può certo dire che la carne sul fuoco sia poca, anzi.

Proprio la longevità è uno dei punti deboli di The Letter. Completare il gioco una volta è già piuttosto impegnativo per l’imponente mole di testo che si andrà ad affrontare. Pensare di completare il gioco più e più volte per svelare ogni possibile route e avvicinarsi quindi sempre di più alla verità finale sulla villa è un’impresa a dir poco improba. Una singola run dura all’incirca 20 ore. Il tempo può facilmente triplicare nel caso si volessero scoprire tutti i finali differenti e aumenta ancora di più se si vuole scoprire ogni possibile variazione nei rapporti dei personaggi. C’è da dire che quest’ultima è un’opzione relativamente superflua perché – a prescindere da quale tipo di relazione i personaggi tesseranno tra loro – gli eventi seguiranno più o meno la stessa direzione.

 

Le variabili e ramificazioni possibili sono tantissime.

 

Oltre alla lunghezza in sé, un altro problema del gioco è il ritmo. Le VN non sono esattamente il genere più adrenalinico e lo sono ancora meno se i dialoghi diventano estremamente ridondanti e più di una volta ci si trova a chiedersi se si è già letto un certo passaggio o meno.

Solo poche parole per la grafica. Se da un lato il lavoro svolto dal team artistico del gioco è eccezionale (ogni personaggio ha decine di sprite di animazioni differenti e i fondali sono sempre magnifici), dall’altro il lavoro pecca di poca organicità. Si sente molto la mano diversa di un nutrito gruppo di disegnatori. I personaggi differiscono sensibilmente per stile e per cura di realizzazione, facendo sembrare il gioco un grande pastiche. Un vero peccato perché questa poca cura vanifica parzialmente quello che sarebbe stato un ottimo lavoro dal punto di vista grafico. Colonna sonora e doppiaggio senza infamia e senza lode.

VOTO: 7

In definitiva, The Letter è una discreta visual novel horror. Gioca con elementi comuni al genere ma li reinterpreta attraverso i diversi protagonisti e le diverse storie che svelano differenti retroscena alla macabra vicenda, stimolando sempre la curiosità del giocatore. Pecca un po’ di prolissità e di poca cura a livello visivo. Peccato perché così rimane solo un prodotto per appassionati, mentre avrebbe potuto facilmente essere un titolo che poteva sdoganarsi presso un pubblico più vario ed eterogeneo.

Pro

  • Numerose scelte differenti offrono un’elevata rigiocabilità.
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi e ottimo sviluppo delle relazioni tra loro.

Contro

  • Fin troppo lungo. Tante parti si sarebbero potute snellire.
  • Direzione artistica con tanti alti e bassi e poco omogenea.