The Last of Us Parte II

Storie di vendetta e redenzione

A cura di GamesForum - 20 Luglio 2020 - 19:51

Autore della recensione: Vc3nZ_92

The Last of Us Parte II è il gioco simbolo della generazione che sta giungendo a termine. Il primo capitolo lo considero un capolavoro, ma non quel gioco perfetto a tutto tondo di cui ho letto più volte negli anni; questa Parte II, invece, è ciò che più si avvicina al concetto di perfezione. Il primo, come dissi anni fa, segnò il medium per il modo in cui i Naughty Dog ci raccontarono la storia di Joel e Ellie, questo sequel oltre a continuare a fare ciò, ha evoluto di netto la parte ludica. Andiamo più nel dettaglio per capire il perché di questa introduzione.

Ludicamente, The Last of Us Parte II riesce ad essere perfetto, in quello che vuole proporre. Tutto il buono del primo capitolo qui raggiunge nuove vette, con in più l’introduzione di tanta altra ciccia.Il level design delle arene, prima di tutto, è maniacale. Ogni metro quadrato di terreno virtuale è inserito perfettamente nel mondo di gioco, ogni arena è perfetta, enorme, con decine e decine di possibilità di approccio. L’IA nemica, anche aiutata dall’appena lodato level design riesce ad essere la migliore che abbia mai avuto il piacere di fronteggiare. Molte volte i nemici riusciranno a fregarci e stupirci di conseguenza. Varietà di situazioni senza precedenti, con un’alternanza di sessioni di esplorazione e calma con quelle di azione bilanciata al meglio. Il mondo di gioco stimola proprio il giocatore ad esplorare, non solo per il collezionabile di turno, ma proprio per ricercare risorse, perché il gioco riesce a catapultarci nel modo più verosimile possibile all’interno del suo mondo, quindi la ricerca di materiali, colpi per le armi, integratori, risulta sempre naturale: il world building è impeccabile, insomma, sia per quanto appena detto, ma anche perché ogni stanza, ogni zona, ha una storia da raccontarci. Senza contare che le sezioni con umani e con infetti sono da approcciare sempre in modo diverso, a sottolineare la varietà di situazioni di cui si sta parlando. Anche lo stealth ha raggiunto nuove vette di eccellenza, con tantissime nuove possibilità, come ad esempio il comando per strisciare, che insieme al level design rendono il gioco tanto appagante anche giocando così. Vogliamo poi parlare del corpo a corpo? Avete visto qualche video? Beh, è tutto real-time, non c’è niente di scriptato, è tutto giocato! La visceralità del primo qui è potenziata maggiormente e sentirete ogni colpo inferto e subito. E per finire, il gunplay, che di base è quello ottimo, pesante, del primo, con in più tantissime nuove armi e strumenti tattici.

Vi chiedo scusa per la disarmonicità della descrizione, ma c’è talmente tanta carne al fuoco che ciò ancora non mi ha permesso di elaborare uno schema ben preciso e dato che non voglio perdere il momentum per parlarvene a caldo ho deciso di scrivere di pancia. The Last of Us Parte II, insomma, per concludere il discorso legato al gameplay, è uno dei giochi che più mi ha divertito pad alla mano, perché riesce a creare un mix assuefante, e riesce a tenere incollato sia durante le sezioni di reperimento risorse, sia durante gli scontri con infetti, sia, soprattutto, durante gli scontri con gli umani, dove l’improvvisazione sarà la regina indiscussa delle vostre tattiche. La seconda run, nonostante tutta la perdita dell’effetto novità della prima, riesce ad essere comunque appagante grazie al suo gameplay stellare, e per un gioco story driven, lungo, questo penso sia uno dei complimenti migliori che potessi fare.

The Last of Us Parte II

Narrativamente voglio dire poco e niente, perché, anche in questo caso, avrei troppo da dire, ma veramente troppo. Per lo stesso discorso fatto poco fa, non ho ancora uno schema fisso da seguire, quindi, scusatemi nuovamente per la scarsa omogeneità della struttura di questa recensione. Potrei fare un sacco di considerazioni, ovviamente spoiler free, ma non riuscirei a farvi capire il perché lo consideri perfetto (quante volte ho usato questa parola?), quindi mi limito ad una sintesi veloce, senza considerare quello che si è già detto ma solo riassumendo il mio pensiero. The Last of Us Parte II è una storia di vendetta e redenzione, viscerale, che farà male al giocatore in più di un’occasione e che affronta un sacco di temi, molti dei quali coraggiosi per il media di appartenenza, con una naturalezza disarmante, senza nessuna incongruenza di sorta e con un finale da cazzotti nello stomaco. Ogni personaggio è scritto in modo sublime, ogni singola linea di dialogo ha senso, ogni sguardo, sospiro, è così significativo e intenso. La storia di The Last of Us Parte II potrà far storcere il naso a qualcuno solo perché magari non è la storia che lui voleva. Per il resto, secondo il mio modesto parere, non c’è una singola cosa fuori posto. Con il primo avevo pianto nel prologo e basta, qui non ho pianto, sono stato investito da un tir di emozioni. Ancora sono tramortito, in senso positivo si intende.

Graficamente fuori parametro, anche se l’effetto grana, non disattivabile, all’inizio mi ha spiazzato. Artisticamente non ne parliamo. Ma la cosa più impressionante sono le animazioni. Come già detto su, avete visto un combattimento corpo a corpo? Ecco, è tutto real-time. Applicate quella cura a tutto il comparto animazioni. Anzi, a dirla tutta, a tutto il comparto animazioni, tranne al salto. Ecco, questo è l’unica cosa veramente che riesco a indicare come difetto, pensate un po’. Tecnicamente non ho trovato nessuna sbavatura, mai un bug, un glitch, un calo di frame, nulla di nulla. E i caricamenti sono velocissimi, basta solo sopportare quello ad avvio sessione che è un po’ lunghetto. Comparto sonoro ottimo, anche se meno di impatto di quello del primo.

Longevità fuori parametro, per un titolo di questo genere. 34 ore per la prima run a Difficile, con tutto di default. Ebbene sì, ho precisato di default perché The Last of Us Parte II ha anche la difficoltà personalizzabile, con ogni parametro modificabile singolarmente, oltre a un sacco di opzioni di accessibilità. Per il Platino, invece, ho impiegato una 50ina di ore, ma si può fare anche in una decina di ore in meno.

+ Gameplay e world building stellari
+ Narrativa coraggiosa, potente e senza nessuna sbavatura
+ Comparto grafico impeccabile...
+ Comparto sonoro di impatto...
- ... nonostante l'animazione del salto
- ... anche se forse un po' meno rispetto a quello del primo capitolo

10

In definitiva, The Last of Us Parte II è il miglior gioco della generazione, e quello che più si avvicina alla perfezione. Sì, ho usato questo termine spesso nella recensione: non è la perfezione assoluta, ma se c’è qualcosa che ad essa si avvicina, per me è proprio il titolo Naughty Dog, cercando di restare più oggettivo possibileQuesta è stata la recensione più difficile che abbia mai scritto, perché c’è veramente troppo da dire, e non sono ancora riuscito a metabolizzare tutto per fare un discorso più organico, ma ho voluto scrivere di pancia. Magari tra qualche mese, qualche cosa potrei considerarla meno perfetta di come mi sembra ora, non lo metto in dubbio, ma se OGGI devo dare un giudizio sintetico sul titolo Naughty Dog, sarebbe questo: anche se personalmente continuo a preferire altri titoli, The Last of Us Parte II, come qualità complessiva, è il gioco della gen, senza nemmeno pensarci due volte. 




TAG: naughty dog, playstation 4, sony interactive entertainment, the last of us parte II