The Hand of Glory

La sfida di un pericoloso serial killer fa precipitare la carriera del detective Lazarus Bundy in un baratro senza via d’uscita...

A cura di GamesForum - 22 Luglio 2020 - 11:45

Autore della recensione: The_BACH

The Hand of Glory è un’avventura grafica vecchio stampo dall’anima tutta italiana. Creata dal gruppo Madit Entertainment, con l’aiuto alla traduzione e logistica dei Daring Touch, il progetto nasce nell’ambiente indie italiano ed è stato presentato durante l’edizione 2018 dello Svilupparty, ritrovo ed evento immancabile per ogni developer nostrano (ed ovviamente videogiocatore).

Dopo una campagna Kickstarter iniziata a giugno del 2019, circa un anno più tardi l’avventura del protagonista Lazarus “Lars” Bundy e della sua aiutante Alice Sharp debutta finalmente su piattaforma PC grazie a Steam.

Le vicende di The Hand of Glory però partono con un respiro internazionale, offrendo come location una Miami cartoonesca e violenta allo stesso tempo. Ed è proprio nel cuore di questa città che Lars inizierà il suo cammino per scoprire i segreti che si nascondono dietro un macabro rapimento ed un losco individuo che tesse una tela d’indizi indecifrabili.

Gameplay

The Hand of Glory vuole essere un lavoro di omaggio a grandi serie come Broken Sword e Grabriel Knight. L’intera struttura ludica si erge su delle fondamenta molto solide, ma quando il titolo prova ad offrire qualcosa di nuovo lo fa in maniera goffa.

Il detective Lars può interagire con determinati oggetti nell’ambiente circostante osservandoli o prendendoli in mano. Alcuni oggetti possono essere riposti nell’inventario richiamabile muovendo il mouse verso il bordo alto dello schermo, questo appare a cascata e presenta una griglia con alloggiamenti quadrati. Gli oggetti trasportabili, in alcune occasioni, possono anche essere uniti tra di loro, per creare altri oggetti, o se trascinati, interagire direttamente con parti dell’ambiente di gioco o personaggi in scena.

Nell’inventario è sempre presente il taccuino di Lars, dove vengono annotati tutti gli obbiettivi correnti, ed il suo cellulare, dal design che ricorda il mitico 3310. È anche presente un tasto per l’hotspot finder, che alla sua pressione renderà visibile tutti gli oggetti o personaggi con cui è possibile interagire in un qualche modo.

In alcune rare occasioni, il gioco offre la possibilità d’impersonare l’assistente Alice, una tirocinante del distretto di polizia che decide d’accompagnare Lars. Nei suoi panni si dovrà risolvere un piccolo enigma che ruota intorno alla cinesica, la scienza che studia il linguaggio corporale. Purtroppo queste sezioni di giocato risultano essere dei meri quiz a risposta multipla, con nessuna conseguenza quando si compie un errore di valutazione.

Si tratta di un risultato dissonante siccome The Hand of Glory, pur apparendo comico e spensierato grazie ai suoi personaggi e battute, molte volte richiede al giocatore di pensare rapidamente. Non farsi scoprire mentre ci s’intrufola nel distretto di polizia, trovare un escamotage per scappare ad una sparatoria, o individuare un oggetto chiave così da poter abbandonare una nave prima di essere uccisi; sono tutti casi in cui, se si fallisce, si giunge ad un precoce game over con schermata rosso sangue ed il caricamento istantaneo dell’ultimo check-point.

Nonostante la breve durata (un giocatore navigato può completare l’avventura intorno alle 4 ore), alcuni degli enigmi proposti sono molto interessanti ed elaborati. Si passa dal dover aprire un tombino per recuperare le chiavi della fidata bici di Lars – la Green Dart – con la quale ci muoveremo per Miami, far spaventare una donna delle pulizie fingendoci dei fantasmi, fino a dover rispondere correttamente con una pistola puntata al volto o a trovare tutti gli ingredienti per fare delle polpette di carne, e cucinarle!

Design

Nonostante il tentativo dei Madit Entertainment di riprendere uno stile di tratti fatti a mano libera, è innegabile che l’aspetto meno accattivante dell’intera produzione risiede nella sua presentazione.

L’engine che muove The Hand of Glory è il Visionaire Studio, potente tool di sviluppo dietro ad alcune grosse produzioni come la serie Deponia e A New Beginning, in questo titolo però il motore di gioco prende una piega fin troppo amatoriale, con personaggi ed ambienti che sembrano disegnati senza considerazione delle prospettive utilizzate, molte volte non presentando uno stile omogeneo. E nonostante l’uso della tecnica vettoriale, in più occasioni si possono presentare strane compenetrazioni tra personaggi e oggetti in scena, oltre che sbavature dai margini dei colori durante le animazioni.

The Hand of Glory

Accattivante la palette di colori che permea il titolo, mentre solo discrete le animazioni, sia quelle durante il giocato che nei video che appaiono durante l’avventura.

Bisogna ugualmente fare un plauso per la mole di personaggi presenti e alla loro caratterizzazione, forse ai limiti dello stereotipo ma che riempie la città americana di vita e folklore multiculturale.

Audio

Il fiore all’occhiello dell’intera produzione italiana risiede nell’incredibile lavoro svolto sull’intero comparto audio. Partendo da musiche create appositamente per le avventure di Lars, capaci di enfatizzare in maniera incalzante gli avvenimenti, o anche solo riempire di vita i centri di una Miami sempre soleggiata e rumorosa di gente: ed è proprio grazie ai dialoghi parlati che The Hand of Glory dà vita ai suoi personaggi.

Matthew Curtis e Maya Tuttle, rispettivamente Lars ed Alice, con un’ottima interpretazione, sono riusciti a creare dei personaggi che nelle loro dinamiche appaiono sempre interessanti e divertenti da seguire. L’intero cast di doppiatori ha dimostrato un livello molto alto e professionale d’interpretazione che difficilmente si riesce a trovare in questo tipo di produzioni indipendenti.

Tristemente però non si può fare a meno di considerare che l’intero comparto del parlato è presente solo in lingua inglese; comprensibile visto il budget, un poco meno vista la provenienza del team, ma considerando il livello del lavoro proposto in lingua anglosassone, per una volta i soli sottotitoli in italiano sono sufficienti.

Pensiero finale

Si deve chiarire un punto, che forse farà storcere il naso a chi giungerà al colpo di scena finale; quello che si può acquistare oggi su Steam è solo la prima parte dell’avventura, la seconda parte verrà resa disponibile verso la fine del 2020 sotto forma di DLC gratuito, ritardi permettendo.

Ed è proprio con questo monito che si può fare una considerazione: The Hand of Glory è disomogeneo. A fronte delle buone intenzioni di rendere omaggio ad uno stile d’avventure grafiche, il titolo appare insicuro nei suoi bilanciamenti. La presentazione è solo sufficiente, mentre l’audio è di grande stampo, ma il punto dove più si presenta un’inconsistenza è proprio nel giocato.

La risoluzione della maggior parte degli enigmi è forse fin troppo semplice, mentre in alcuni frangenti diviene semplicemente illogica e risolvibile solo andando a tentativi.

La presenza di una mappa è resa poi quasi inutile laddove è impossibile muoversi liberamente tra le locazioni oltre quelle necessarie per risolvere gli obbiettivi, riducendo così la stessa sensazione di libertà che viene data nelle troppe sezioni di backtracking.

+ Personaggi ben caratterizzati e storia intrigante
+ Doppiaggio audio inglese di grande impatto
+ Parte 1 di 2
- Presentazione generale molto altalenante
- Fin troppe sezioni di backtracking
- Parte 1 di 2

6.5

The Hand of Glory non è la miglior avventura grafica su PC in commercio, non è la più innovativa, e neppure come omaggio centra esattamente il bersaglio. Ma c’è un grosso problema: l’avventura non è finita, la storia è stata raccontata solo a metà. Ed è proprio la storia ad essere un altro punto di forza del primo lavoro dei Madit Entertainment, per questo motivo si è cercato di non far trapelare nulla delle vicende in sede di recensione. Se si è alla ricerca di un’avventura grafica ricca di mistero, Lars ed Alice potrebbero fare al caso vostro, ma non aspettatevi troppo (per ora).




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