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The Forgotten City

Quando la mod si fa titolo stand-alone (e ne esce qualcosa di buono)

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Il mondo del gaming PC è un posto meraviglioso in grado di offrire enormi possibilità agli sviluppatori indipendenti e grandissima varietà di contenuti agli utenti. Da questo calderone di indie e prodotti low budget emergono le mod, vera e proprio “manna dal cielo” per i PC gamer.

Nel corso degli anni le mod sono passate dall’essere delle semplici aggiunte al gioco base, in alcuni casi anche fondamentali per correggere i disastri degli sviluppatori – coff coff From Software coff coff – , a diventare dei veri e propri contenuti stand-alone.

È in questa cornice che nasce The Forgotten City, gioco sviluppato da tre giovani developer australiani. Uscito in prima battuta nel 2016 come mod originale di The Elder Scrolls V: Skyrim, l’ormai quasi decennale RPG di casa Bethesda, il titolo d’esordio dei Modern Storyteller arriva su console e PC nel luglio del 2021 per poi giungere su Nintendo Switch in versione cloud nel settembre dello stesso anno.

La storia di The Forgotten City ha inizio in Italia, per la precisione sulle sponde del Tevere. Dopo essere quasi affogato per colpa delle acque impervie del fiume romano, il nostro protagonista senza nome si risveglia ai piedi di Karen, una misteriosa ragazza che dichiara di averci salvato. Dopo gli iniziali convenevoli di rito, la scelta del nome del protagonista e della “classe” del personaggio, Karen ci informa dell’esistenza di alcune antiche rovine romane presenti in zona e ci chiede di esplorarle per cercare una persona di cui si sono perse le tracce. Pare infatti che all’interno di queste rovine si sia perso un ragazzo di nome Al Worth, decidiamo allora di andare alla sua ricerca. Arrivati nelle rovine ci rendiamo subito conto della particolarità del luogo: decine e decine di statue dorate, poste nelle posizioni più disparate, sono disseminate per tutta la città.

La visione delle statue si rivela ben presto la cosa meno strana di quel luogo dimenticato: a seguito di una serie di eventi bizzarri veniamo catapultati, nostro malgrado, indietro di 2000 anni, all’epoca dell’antico Impero Romano. Qui entriamo in contatto con gli abitanti della Forgotten City, un gruppo di persone che vive sotto l’influenza di una legge divina, la temuta Golden Rule, secondo la quale il peccato del singolo porta alla morte della collettività. Ed è proprio nel momento in cui si attiva per la prima volta la maledizione della Golden Rule che un loop temporale ci riporta nell’esatto momento in cui siamo stati catapultati al tempo degli antichi Romani.

Nel titolo di Modern Storyteller viaggeremo di 2.000 anni indietro nel tempo per risolvere il mistero che avvolge la Forgotten City del titolo

Proprio come in “Ricomincio da capo”, film in cui il personaggio interpretato da Bill Murray è costretto a rivivere il Giorno della Marmotta in eterno, anche The Forgotten City è una di quelle opere in cui un loop temporale apparentemente senza fine costringe il protagonista a dover affrontare in continuazione le stesse situazioni in maniera differente. Il trigger per accedere ogni volta al loop temporale è proprio la Golden Rule: commettere (o far commettere) un peccato comporta sempre l’attivazione della maledizione, la morte dei cittadini e la comparsa del loop che ci porta al punto di partenza.

Rivivere costantemente lo stesso giorno ci dà la possibilità di conoscere meglio i cittadini della Forgotten City, approfondire le loro storie, apprendere i loro punti di forza e di debolezza, tutti elementi che con il passare dei loop risulteranno essere sempre più utili. I dialoghi sono infatti una delle componenti principali del titolo: ogni personaggio ha un suo background narrativo e una sua personalità che vengono a galla proseguendo nella campagna. Conoscerne le opinioni, le emozioni e i segreti di ogni personaggio sarà fondamentale per poter progredire con gli eventi, rompere una volta per tutte il loop temporale che ci tiene imprigionati e fuggire dalla città.

Oltre all’obiettivo principale, nel gioco sono presenti tutta una serie di missioni secondarie opzionali che se completate ci forniscono informazioni aggiuntive sul cittadino di turno. Il consiglio è quindi quello di portarne a termine il più possibile in modo da avere una panoramica completa dei personaggi e degli eventi che hanno preceduto il nostro arrivo.

Per poter arrivare a vedere i titoli di coda ci vogliono dalle 6 alle 8 ore in base al finale che riuscirete a sbloccare. Il gioco infatti prevede tre finali alternativi e il True Ending che chiude completamente il cerchio e le storyline dei vari personaggi.

Tecnicamente il titolo dei Modern Storyteller non è eccelso: nonostante degli scorci di paesaggi per niente malvagi e una versione Switch che tutto sommato si difende piuttosto bene, anche grazie al fatto di essere in cloud, il vero tallone d’Achille dell’opera risultano essere i volti dei personaggi. Questi sono infatti veramente poco espressivi e in alcuni casi fin troppo finti. Si tratta ovviamente di un dettaglio che non va minimamente a minare l’esperienza di gioco, ma un pelo di cura in più non sarebbe stato sgradito.

VOTO: 7,5

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
Se vi piacciono i titoli puramente narrativi e i misteri apparentemente irrisolvibili, date una possibilità a questo titolo, sono convinto che saprà stupirvi e vi regalerà qualche ora di intrattenimento senza troppo impegno.

Pro

  • Storia avvincente e ben raccontata
  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • I finali multipli consentono un minimo di rigiocabilità

Contro

  • Espressioni facciali decisamente sotto tono
  • Dialoghi in alcuni casi troppo prolissi
  • Manca l'italiano