The Elder Scrolls V: Skyrim

Fus ro dah!

A cura di Forum Spaziogames - 3 Settembre 2019 - 16:46

Autore della recensione: Vc3nZ_92

Maestoso. Se qualcuno mi chiedesse di scegliere un aggettivo per descrivere The Elder Scrolls V: Skyrim, sarebbe proprio questo. Benvenuto nella provincia di Skyrim, spero che il soggiorno sia di suo gradimento.

Skyrim è a tutti gli effetti un’esperienza. Non raggiunge la perfezione, in quanto possiede un gameplay abbozzato che raggiunge a malapena la sufficienza dopo svariate ore di gioco, un comparto tecnico semplicemente buono ma che non stupisce, una trama nella norma con un finale epico il tanto giusto ma è comunque uno dei giochi più immersivi che abbia mai provato. L’immersività tuttavia non è dovuta tanto ai personaggi che si possono incontrare o al protagonista interpretato ma per il mondo di gioco nel suo complesso. L’esplorazione fine a sé stessa come perdersi per i boschi o sulle montagne o ancora esplorare le rovine, non ha prezzo. E’ un viaggio vero e proprio in un nuovo mondo. Da questa piccola introduzione avrete capito che il gioco mi è piaciuto molto (a conferma di questo posso dire di aver speso 195 ore e 4 mesi di gioco).

In primis, dobbiamo segnalare un Battle System (in futuro BS) davvero superficiale. Con l’acquisizione dei vari Perk diventa un po’ più profondo e tattico in alcuni casi ma esegue giusto il suo compitino. Il gameplay è pertanto il tallone d’Achille del titolo Bethesda. Se avesse avuto un gameplay alla Dragon’s Dogma, sarebbe stato probabilmente un capolavoro. E’ l’aspetto peggiore del gioco, davvero poco appagante, poco profondo e quindi poco soddisfacente.

La trama, come accennato, non è nulla di che ma si lascia seguire e sul finale diventa anche abbastanza epica. Quindi è promossa.

Per quanto concerne il comparto audio, la colonna sonora è stupenda. Sottolinea sempre a dovere l’azione su schermo e risulta gradevole anche durante le azioni più semplici e quotidiane come una semplice bevuta in taverna. Doppiaggio italiano più che buono nonostante ci siano solamente una decina di doppiatori (e il gioco è enorme, con centinaia e centinaia di NPC).

Comparto grafico e tecnico promossi a piene mani nonostante, come già detto, non sia tutta questa dimostrazione di forza. La direzione artistica, la scelta dei colori, l’enormità del mondo e soprattutto (mi fa strano scriverlo, trattandosi di un gioco Bethesda) l’ottimizzazione ben eseguita non possono che farmi apprezzare il lavoro svolto dai ragazzi di Todd Howard. Seriamente, nessun bug/glitch se non qualche compenetrazione di poco conto e una manciata di freeze in, ripeto, quasi 200 ore di gioco. Ancora non ci credo.

La varietà delle attività di gioco è invidiabile. Non di per sé ma il gioco è talmente enorme che anche solo considerando le varie quest a ‘comparti stagni’ abbiamo un buon numero di possibilità. Per spiegarmi meglio, provo a fare un esempio. Sono disponibili delle missioni per conto della Gilda dei Ladri? Bene, pur essendo in buona sostanza tutte simili tra loro, nel complesso del ‘sottoinsieme’ di cui fanno parte, possiamo comunque ritrovarci in missioni per conto dei Daedra, missioni per il Collegio di Winterhold e così via (tutte che introducono qualcosa di diverso e nuovo). E non solo, oltre alle secondarie ‘di fazione’ con una trama dedicata vera e propria, abbiamo delle secondarie ‘uniche’ che rendono più ricche le interazioni con i personaggi secondari! Purtroppo, non mancano alcune fetch quest.

La varietà estetica tende a mancare invece in alcuni dungeon, soprattutto le tombe degli antichi Nord, anche se come accennato il mondo di gioco è talmente enorme che chiuderete senz’altro entrambi gli occhi.

In conclusione, come avrete capito dalla breve descrizione dei vari tipi di attività secondarie, la longevità è enorme. E’ il gioco che mi è durato di più in assoluto. E se il gioco base non vi bastasse, ci sono ben due espansioni da applausi (tre in realtà, anche se Heartfire è più un DLC per la costruzione di vere e proprie case piuttosto che un’espansione vera e propria) che introducono nuovi scenari (Apocrypha), nuovi poteri, nuovi nemici e nuove storie. Poi c’è Dragonborn che vi farà persino tornare a Morrowind (dove tra l’altro verrete accompagnati nelle vostre scorribande anche dalle OST del terzo capitolo della saga).

In definitiva, mi è piaciuto tantissimo, ma è comunque innegabile (per il sottoscritto) che non si possa parlare di capolavoro a causa del suo gameplay carente.

+ Longevità quasi infinita
+ Buona varietà delle situazioni di gioco
+ Enorme mondo di gioco...
- ...con poca varietà di ambientazioni, talvolta
- Trama che non tiene incollati al monitor

8.5

Riprendendo il paragone con Dragon’s Dogma, se quest’ultimo era molto gameplay e zero contorno, Skyrim ha tutto il resto e anche più, ma non possiede un gameplay, purtroppo, efficace. C’è da dire che io non sono un fan grandissimo dei giochi di ruolo e quindi ho apprezzato tantissimo la ‘commercializzazione’ e le semplificazioni di questo TES V ma è anche vero che, forse, un fan degli RPG duri e puri storcerà più volte il naso per svariati motivi (per dirne uno, non c’è un dungeon, che sia uno, che non sia lineare), ma se cercate un gioco immersivo o se volete ‘trasferirvi’ virtualmente per qualche tempo in un mondo enorme, maestoso e vivo, avete trovato il gioco che fa per voi.




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