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The Dungeon of Naheulbeuk – The Amulet of Chaos

Dungeon & Dragons & Chickens

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Nel corso della mia carriera video-ludica ho incontrato molti giochi tratti da film, alcuni ispirati da libri e altri fumetti, ma fino ad oggi non avevo mai sentito di un videogioco che trae la sua ispirazione da una serie di podcast. The Dungeon of Naheulbeuk – The Amulet of Chaos è un rpg tattico a turni degli Artefact Studio, già in passato produttori dall’avventura grafica Agatha Christie – The ABC Murders, che nasce proprio da un sito web francese che mira a parodiare una tipica partita di Dungeons & Dragons in una serie di episodi audio.

Alla scoperta del dungeon

La trama di The Dungeon of Naheulbeuk è piuttosto semplice. Un gruppo di avventurieri sprovveduti decide di addentrarsi nel sotterraneo che dà il nome al gioco per completare un’impresa che darà loro fama e gloria, ma per colpa di un amuleto maledetto gli eventi iniziano a precipitare. L’artefatto incantato ha difatti la capacità di corrompere la mente di chi ne prende possesso, e di conseguenza la maledizione che lo pervade deve essere rimossa il più presto possibile.

È così che iniziano le nostre peregrinazioni all’interno del dungeon, un viaggio che consisterà per lo più di un andirivieni lungo i suoi piani. Fortunatamente le mappe di gioco di ciascun piano tendono a variare quindi, almeno per le prime ore di gioco, non avvertiremo un senso di ripetitività. Per esempio, il primo piano del dungeon ha l’aspetto del tipico castello in rovina, ma se saliamo al secondo troveremo l’epitome di tutte le taverne dei giochi di ruolo, con tanto di oste pronto a venderci pozioni ed equipaggiamento di vario tipo e npc che ci assegneranno delle subquest. Nel corso delle nostre avventure incontreremo un ampio ventagli di ambientazioni, che includono una caverna ghiacciata, una bisca clandestina, una terrazza, una biblioteca misteriosa, e persino una fortezza di nani colma di warhammereschi Nani del Caos.

Più citazioni che nei Baci Perugina

Il gusto per il citazionismo è onnipresente all’interno del gioco, così come nella serie audio francese dalla quale è tratto, Le Donjon de Naheulbeuk, nella quale sono costanti i riferimenti ai topos del genere fantasy e alla cultura pop. Diversi npc e oggetti vi ricorderanno Il Signore degli Anelli, come ad esempio l’Arco Epico di Guladriel o il mago errante Midranthir il Magnifico. Per di più, vi sono un sacco di strizzatine d’occhio per i fan di Warhammer, come i già citati Nani del Caos o nomi storpiati della lore del gioco da tavolo americano, come Slaanesh e Tzeentch. Anche le descrizioni degli oggetti sono molto simpatiche, come il Perizoma della Chef Gordan Ramzi che indossa l’Orco del nostro party.

Le gag non si limitano alle descrizioni degli oggetti e delle abilità, ma nel corso del gioco ci troveremo in un sacco di situazioni imbarazzanti. Ad un certo punto della trama saremo invitati a partecipare ad una sorta di orgia in maschera in stile Eyes Wide Shut, mentre una presenza ricorrente sarà quella di uno scurrile conduttore di un gioco a premi che apparirà talvolta alla fine degli scontri. Battaglie che spesso vedranno coinvolte anche delle galline ostili, pennuti che attaccheranno indiscriminatamente sia il party che i vostri nemici.

Il gusto per il citazionismo è onnipresente all'interno del gioco

Party Hard

Il gruppo di avventurieri di The Dungeon of Naheulbeuk è composto da otto membri. Avrete la presenza costante di un Ranger, una Elfa, un Nano, un Ladro, un Barbaro e una Maga. L’ultimo slot sarà occupato a vostra scelta da una Paladina, una Chierica oppure da un Menestrello, che si uniranno a voi fino al termine delle vostre imprese. Ognuno dei personaggi del gruppo ha una personalità stravagante, che tende a portare all’eccesso gli stereotipi del genere fantasy: il Nano è ossessionato dal possedere sempre più oro e non perde mai l’occasione per mandare gli altri membri del party a quel paese. L’Elfa invece è ingenua e appiccicosa. Il Barbaro è del tutto rincitrullito, e ciò che gli piace più al mondo è “schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine”, così come insegna la scuola di Conan il Barbaro. Il Ranger di contro è costantemente distratto dalle presenze femminili, e si è autoproclamato leader degli avventurieri. La Chierica è una nobile che guarda agli altri membri del party con sufficienza, e non li considera nient’altro che dei contadini di bassa lega, mentre il Ladro si lamenta costantemente, sostenendo di essere ignorato dal gruppo.

Non servirebbe specificare che nei dialoghi di The Dungeon of Naheulbeuk a farla da padrone è l’umorismo becero e, volenti o nolenti, vi strapperanno una risata di tanto in tanto. Gli avventurieri si prenderanno in giro e si insulteranno, si dispereranno e rideranno di sé stessi, passeranno dal buon umore alla furia più spietata; tutte interazioni perfettamente in linea col tono del titolo, e che vi allieteranno durante le vostre partite.

Meccaniche classiche, ma con qualche novità

Come già detto in precedenza, The Dungeon of Naheulbeuk è un tipico rpg tattico a turni. Il movimento del gruppo durante le sessioni di esplorazione richiama i classici CRPG, e quindi basta selezionare col mouse (o con un controller, visto che è altrettanto supportato) la destinazione del party. Quando però si entra in battaglia si passa allo schema tipico dei tattici alla XCOM: si muoveranno le unità di casella in casella, si attaccheranno i nemici usando armi o skill, ma sempre tenendo d’occhio i punti azione disponibili. A prima vista niente di così difficile, soprattutto per chi ha già familiarità con il genere, ma ci sono alcuni elementi più complessi che saranno in grado di tenervi interessati, come ad esempio le statistiche e gli attributi di ciascun personaggio e le meccaniche del combattimento. Gli attributi comprendono l’agilità, che definisce l’accuratezza e la precisione degli eroi, la forza e l’intelligenza, che specificano gli attacchi fisici e magici, e il coraggio, che stabilisce la velocità di attacco di ciascun membro del party, e di conseguenza stabilisce l’ordine in cui questo attaccherà nel corso di uno scontro.

Inoltre i alcuni membri del gruppo acquisiranno dei buff specifici quando si troveranno adiacenti ad un eroe a loro affine: se ad esempio che il Ranger e l’Elfa si trovino in due caselle vicine, allora riceveranno un bonus all’iniziativa. Nel caso in cui invece siano l’Orco ed il Nano a trovarsi in prossimità, il primo potrà prendere il secondo in braccio e lanciarlo contro i nemici con un’abilità specifica, e potremo magari far seguire questa azione con una combo del nano, che potrà a quel punto attaccare tutti coloro che lo circondano col suo attacco a ciclone.

Come scontato che sia, nel gioco è presente il loot

Nel gioco poi rientrano altre meccaniche specifiche come le opportunità di attacco, ovvero dei colpi che potremo rifilare ai nemici ogni qual volta questi tenteranno di spostarsi da una casella adiacente ad uno dei nostri eroi. Attenzione però, anche i nostri avventurieri sono soggetti a questa meccanica! Inoltre dovremmo sempre tenere sotto controllo il campo di battaglia: oggetti distruttibili, trappole, attacchi elementali e status negativi sono all’ordine del giorno. Una meccanica particolarmente interessante è quella legata alle “Critical Failures”, ovvero ciò che avviene ogni qual volta un nostro personaggio mancherà di colpire un nemico nonostante una percentuale di riuscita estremamente vantaggiosa. Quando accadranno questi eventi sfortunati accumuleremo un buff particolare nella barra di Randomia, che potremo spendere in diversi modi, come punti azione aggiuntivi o la possibilità di teletrasportare un personaggio.

L’intelligenza artificiale dei nemici è abbastanza furba. Se i vostri avversari si troveranno ad avere pochi punti salute, questi tenteranno di fuggire dal campo di battaglia, e se ciò avverrà al termine dello scontro vi troverete con meno loot e punti esperienza. Inoltre i nemici punteranno con decisione i vostri membri del party con la barra dell’HP più bassa, o daranno la priorità a quelli che si trovano in stato di guardia.

Caotico buono

In conclusione, The Dungeon of Naheulbeuk – The Amulet of Chaos si rivela un buon rpg tattico nelle sue meccaniche, e bisogna senz’altro tessere le lodi anche del suo stile grafico, molto curato e definito. Di contro, le sue gag potrebbero risultare odiose per alcuni, che inevitabilmente finirebbero per odiarlo. La sua pecca più grave è la ripetitività, con un costante backtracking che la fa da padrone. Anzi, no. Forse il difetto più pesante è il suo titolo lunghissimo, che neanche la grande Lina Wertmüller avrebbe osato affibbiare ad un videogioco, e che mi ha causato innumerevoli controlli di spelling! Accidenti a voi, Artefact Studio!

VOTO: 7

Se The Dungeon of Naheulbeuk – The Amulet of Chaos vi catturerà sin dall'inizio col suo umorismo, i suoi dialoghi brillanti e i suoi personaggi fuori di testa allora non potrete non apprezzare questo indie d’oltralpe. Le sue meccaniche però non riescono a discostarsi a sufficienza dai classici del genere, e ciò purtroppo fa del lavoro degli Artefact Studio un prodotto non sufficientemente originale. Inoltre, con l’avanzare della trama, si paleseranno la linearità, ripetitività e tediosità del titolo.

Pro

  • Meccaniche solide e buona varietà di skill
  • Stile grafico molto gradevole
  • Personaggi ben differenziati

Contro

  • Ripetitività costante delle situazioni
  • Potreste odiarne le gag