The Almost Gone

Quella casa nel bosco

A cura di GamesForum - 29 Luglio 2020 - 19:17

Autore della recensione: Doc E.Brown

Negli anni 90, il genere delle avventure grafiche “punta e clicca” dominavano una buona fetta del mercato dell’intrattenimento da salotto, grazie a saghe intramontabili e titoli semplicemente memorabili. Col passare degli anni, tuttavia, tale genere è stato rapidamente ed inesorabilmente sorpassato da altre proposte ludiche, fino a diventare pressoché estinto. Solo grazie a coraggiosi sviluppatori indipendenti sopravvivono titoli che hanno il coraggio di continuare a proporre, anche con l’uso di spunti interessanti, nuove interpretazioni del genere per i fan di vecchia data. Proprio grazie al team di sviluppo indipendente Happy Volcano, arriva sugli scaffali digitali dello store Nintendo (nonché su Steam) questo The Almost Gone.

La trama del gioco, firmata da Joost Vandecasteele, tocca temi profondi e molto delicati, come la morte, la malattia mentale, la dipendenza da sostanze e la violenza. Parlare del punto di vista della narrazione rischierebbe di anticipare le sorprese di questa breve avventura grafica: lo storytelling richiederà infatti di prestare attenzione ad ogni singolo dettaglio, documento e dialogo, per poter ricostruire l’esatta cronologia degli eventi del gioco e comprendere il finale, solo a prima vista anti-climatico e frettoloso.

Sebbene siano sufficienti circa 3 ore per arrivare ai titoli di coda, il titolo offre una curva di difficoltà ben bilanciata all’interno della particolare declinazione del suo gameplay: contrariamente alle classiche avventure grafiche a schermata fissa, The Almost Gone adotta una visuale lievemente isometrica, con la caratteristica fondamentale data dalla possibilità di ruotare gli ambienti. Il giocatore dovrà dunque esplorare ogni angolo del setting manovrando la prospettiva dei diorama, per rivelare oggetti o indizi nascosti. Si tratta di una soluzione non inedita per il genere, che tuttavia funziona ed ha il merito di offrire una particolarità ad un titolo altrimenti sostanzialmente molto classico e lineare nel game design.

The Almost Gone

Gli enigmi presenti sono molto intuitivi e mai eccessivamente complessi, frutto anche del loro carattere sostanzialmente derivativo: il bilanciamento risulta pertanto perfettamente adeguato, anche in considerazione dell’assenza di qualsivoglia meccanismo di aiuto o tutorial. Sarà quindi compito del giocatore esplorare accuratamente ogni stanza ed ambientazione, ruotando accuratamente la telecamera ed ispezionando ogni oggetto ed indizio.

L’esplorazione assume un ruolo fondamentale in The Almost Gone, non solo per l’economia del gameplay, ma anche e soprattutto per la trama: come già accennato, lo storytelling richiede la massima attenzione ad ogni elemento per poter comprendere gli eventi del gioco. Il grande pregio del titolo degli Happy Volcano è proprio il perfetto sodalizio tra il game design e la volontà di raccontare una storia struggente e profonda, senza ricorrere ad una narrazione diretta, bensì poggiando le proprie basi quasi esclusivamente su una minuziosa esplorazione (e deduzione) ambientale. Proprio in quest’ottica, uno dei difetti peggiori del titolo è forse la mancata localizzazione in italiano, che potrà essere di ostacolo per tutti i colori non particolarmente ferrati con la lingua di Albione.

Impossibile non apprezzare la direzione artistica del titolo, con ambienti in tinte pastello realizzati con un design moderno volutamente essenziale ma al tempo stesso evocativo. L’accompagnamento musicale, sebbene non particolarmente ispirato e senza brani di grande impatto, contribuisce tuttavia a creare la giusta atmosfera.

+ Trama profonda
+ Bilanciamento perfetto
+ Esplorazione ambientale al servizio del gameplay e dello storytelling
+ Direzione artistica apprezzabile
- Enigmi derivativi
- Mancata localizzazione in italiano
- Forse fin troppo semplice
- Longevità molto bassa

7.0

The Almost Gone è un piccolo prodotto che reca in sé la grande tradizione di un genere pressoché estinto. Bilanciato perfettamente pur essendo sostanzialmente derivativo nella gestione e composizione degli enigmi, il titolo Happy Volcano trova le sue carte vincenti nell’esplorazione ambientale come chiave di volta tra l’economia del gameplay e lo storytelling della sua trama profonda. Dispiace per la mancata traduzione in italiano, che avrebbe sicuramente giovato nell’apprezzamento di questa interessante produzione indipendente.




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