Story of a Gladiator

Un gladiatore piccolo piccolo

A cura di GamesForum - 25 Febbraio 2020 - 19:45

Autore della recensione: Inuyasha1550

Se dal titolo vi state già immaginando una storia ai livelli del colossal “Il Gladiatore” con Russel Crowe, ricca di tradimenti, epicità e ricerca di vendetta, purtroppo fermate subito l’immaginazione. Il nostro protagonista in questione è tutt’altro che un novello Massimo Decimo Meridio, bensì un semplice uomo qualunque dei tempi della Roma Imperiale, reduce dell’ultima guerra che lo ha privato di tutto, finito per annegare la sua disperazione tra il vino e le donne delle peggiori taverne romane.

Dopo l’ennesima serata di sbronze ed eccessi, ecco che il nostro sciagurato si imbatte per le strade in un vero gladiatore di Roma e, desideroso di dare una svolta alla sua vita ormai distrutta, trova l’ispirazione per diventare un vero eroe dei combattimenti acclamato dalle folle, nonostante ogni combattimento delle 3 campagne di scontri in programma (Greci, Africani e Romani) che precludono la strada alla gloria potrebbe essere anche l’ultimo.

Questa è in breve tutta la storia del gioco e da questo momento in poi, fino alla fine dello stesso, non avremo più alcuna sorta di componente narrativa all’infuori di qualche brevissima scenetta animata, fino ad arrivare al brevissimo nonché prevedibilissimo finale.

Ai tempi dei Romani

Dopo questo preambolo, ecco iniziare il gioco vero e proprio. Il gioco è un classico “beat’em’up/Arena” in 2D seppur con una piccola componente ruolistica, per cui ci ritroveremo a muovere il nostro gladiatore in un mondo di gioco bidimensionale, composto da due ambienti.

Il primo è la città di Roma dove potremo spendere le monete guadagnate per acquistare nuove armi, armature e oggetti sempre più potenti oltre che imparare nuove mosse o migliorare abilità passive guadagnate con i classici  skill point da “level up” ottenuti con i punti esperienza dei vari combattimenti programmati. Il continuo “upgrade” degli equipaggiamenti e delle abilità oltre che la possibilità di comprare consumabili speciali, il favore di una divinità specifica o addirittura una bestia da combattimento personale si rivelerà una meccanica fondamentale oltre che obbligata man mano che proseguiremo durante i combattimenti delle 3 differenti campagne sempre più difficili e con nemici sempre più coriacei o esperti, tanto che spesso il giocatore potrebbe essere costretto a ripetere “farmando” i combattimenti più semplici per passare ad un equipaggiamento sempre superiore. Fortunatamente i prezzi dei mercanti non sono mai troppo elevati e questo processo si rivela spesso veloce e indolore.

“Panem et Circenses”

Il secondo ambiente è il fulcro del gioco, ovvero l’Arena. Una volta registrati al turno della campagna in atto dovremo vedercela contro una serie di ondate di nemici differenti e cercare di ottenere la vittoria con il minor numero di danni possibile, in quanto la paga in monete ed esperienza varierà in base al numero di stelle ottenute dalla prestazione: uscire vittoriosi con una percentuale di punti vita superiore al 60% ci porterà alla valutazione massima di 3 stelle e alle ricompense massime.

Il nostro armamentario consisterà nell’armatura, un’arma bianca e uno scudo per bloccare gli attacchi, ma potremo contare anche su delle armi consumabili come lance o asce da tiro o ad abilità di attacco speciali come la decapitazione, un calcio per respingere i nemici con scudo o un attacco col nostro stesso scudo. Inoltre se avremo acquistato in precedenza una bestia nella città, questa inizierà a spalleggiarci e ad attaccare i nostri avversari.

Ma l’arma più utile e micidiale a disposizione sarà l’approvazione del pubblico stessa: continuando ad accumulare uccisioni ed evitando di ricevere danni si andrà a caricare un’apposita barra di “approvazione” che, a una certa percentuale, potrà essere utilizzata per chiedere l’intervento di una delle divinità scelte con effetti devastanti: uno stun generale sui nemici, un periodo di invincibilità o addirittura far combattere tutti gli avversari tra di loro.

Per quanto riguarda i nemici e il livello di sfida, si può dire che la varietà non manchi e ne affronteremo di diversi tipi: dal semplice guerriero rozzo, al guerriero armato di lancia o scudo, fino alle unità da supporto che “buffano” le altre, alle immancabili bestie feroci fino ad arrivare a stregoni selvaggi in grado di farci perdere il controllo, con l’ulteriore possibilità di ritrovarci trappole ambientali come buche o spuntoni a scatto, in ogni caso sfruttabili anche a nostro vantaggio. Ogni campagna terminerà poi con il suo boss specifico, che si rivelerà sempre essere un campione coriaceo con abilità uniche o devastanti.

Story of a Gladiator

Solo gloria?

Per essere un prodotto acquistabile a 9,99€ di listino, è giusto fare delle dovute considerazioni. A livello tecnico il gioco presenta una buona fattura, nella sua semplicità, e l’esperienza di gameplay è risultata tanto curata quanto effettivamente divertente per non dire quasi assuefacente.

Per quanto concerne l’aspetto grafico, lo stile scelto, per quanto minimale, si è rivelato sicuramente adatto per il tipo di gioco, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione dell’ambiente bidimensionale. Anche la parte musicale e degli effetti sonori in generale si guadagna sicuramente la sufficienza.

L’unico difetto che merita davvero menzione, purtroppo, è probabilmente il fatto che il gioco duri poco e la rigiocabilità sia veramente ridotta all’osso: a seconda della difficoltà iniziale scelta basteranno tra le 2 e le 3 ore di gioco per completare tutte le 3 campagne dell’Arena e persino il raggiungimento del 100% che prevede l’acquisto di tutte le armi e  le armature o il raggiungimento del livello massimo è un’impresa da nulla che difficilmente arriverà a richiedere più di 1 ora. Completamente assenti ulteriori modalità New Game Plus o extra dopo il completamento del gioco, se non quella di ripetere la stessa campagna con una diversa difficoltà. Un vero peccato per un prodotto dal gameplay così accattivante.

+ Gameplay semplice, divertente e che crea assuefazione
+ Grande varietà di nemici e combattimenti
+ Comparto artistico minimale, ma perfettamente funzionale
+ Prezzo basso…
- … ma la longevità lo è ancora di più
- Rigiocabilità praticamente assente
- Il prologo al gioco poteva essere un po’ più ispirato

7.5

Story of a Gladiator, nei limiti di un prodotto a basso budget e a basso prezzo, ha saputo rivelarsi una gradita e piacevole sorpresa. Seppure la trama si limiti a un mero pretesto per farci entrare nell’Arena e il comparto grafico e sonoro si limitino a fare il minimo sindacale, il gameplay sa veramente regalare dei momenti di gioco puramente divertenti e attraenti. Un vero peccato che i nostri momenti di gloria all’interno dell’Arena vengano interrotti così in fretta, tanto da ridursi ad un’esperienza terminabile quasi in una sola unica sessione e da far consigliare l’acquisto solo a prezzo ulteriormente ridotto.




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