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Stilstand

C’è dell’indie in Danimarca

Quella che sta appena passando è una delle estati più calde degli ultimi anni, e una delle situazioni che mette più a dura prova il nostro umore quotidiano è il dover sopportare l’afa senza possibilità di ristoro. Magari può capitare di ricevere un invito ad uscire, coi nostri amici che ci propongono un aperitivo o la visione di un film al cinema, ma preferiamo declinare la proposta per la pura e semplice voglia di non rinunciare alla comodità dello status quo, e alla banalità dell’ordinario. E così, si passa da una sedia all’altra, guardiamo il consueto trash televisivo, passiamo in rassegna la vetrina dei social e ci mettiamo a discutere con la nostra ombra che sta in un angolo a risolvere un solitario. Ecco, magari proprio questo non è il nostro caso, o meglio, voglio sperare che non lo sia, ma è proprio l’incipit di Stilstand, una visual novel danese da poco sbarcata su Steam, Android e iOS.

Stilstand vede il debutto Ida Hartmann nel mondo dei videogiochi, una fumettista di Copenhagen che fino ad oggi aveva confinato il proprio orizzonte artistico all’interno delle sue graphic novel. Ad aiutare Ida nella realizzazione di questo suo cimento video-ludico vi sono i Niila Games, uno studio indipendente che ha base sempre nella capitale danese, e che fino ad oggi si era limitato a sviluppare unicamente videogiochi per smartphone.

Weekend con il mostro

Stilstand racconta la storia di una giovane donna che vive in un piccolo appartamento per single in quel di Copenhagen e che lotta tutti i giorni contro l’ansia e il senso di frustrazione. Il gioco è essenzialmente una visual novel, e solo in brevi e rarissimi momenti le vicende di Stilstand avranno bisogno del nostro intervento per poter proseguire. In questi frangenti il gameplay è costituito dal trascinamento della nostra protagonista da un punto all’altro della stanza o dall’accostare una sigaretta alle sue labbra per fumare.

Nel corso della sua brevissima avventura la nostra eroina sarà accompagnata da una presenza oscura, un mostro d’ombra che vive nel suo appartamento e che le serve da spirito guida o da voce della coscienza. Spesso sarà proprio questa creatura di tenebra a spronare la nostra depressa ragazza a reagire al mondo che la circonda, usando anche un gradevole senso dell’umorismo che contribuisce a smorzare un tono generale che altrimenti sarebbe troppo tetro. La stessa leggerezza la ritroviamo in alcuni piccoli mini-game e in certe simpatiche gag disseminate qua e là nella storia, che talvolta riescono a salvare il giocatore da una narrazione esageratamente deprimente.

Stilstand è un vero e proprio viaggio nella depressione, siete avvisati!

Ad eccellere in Stilstand è la sua capacità di riuscire ad essere sempre in equilibrio sulla sottile linea tra il grottesco e il folle. Nel suo surrealismo si trovano lampanti citazioni alla cinematografia di David Lynch e a Babadook di Jennifer Kent, ma le situazioni proposte nel corso della narrazione sono sempre plausibili anche nella stravaganza più spinta, permettendo quindi una connessione ed una relazione costante tra giocatore e videogioco.

Una nota di merito va ad Ida Hartmann, il cui stile grafico fatto di rigidi e duri bianchi e neri mi ha ricordato il lavoro di Eddie Campbell in From Hell. Gradevole anche la colonna sonora jazz, che ben si adatta al contesto narrativo.

Mi ha lasciato invece perplesso il prezzo di lancio di 7,99€ su Steam, a fronte di un’avventura completabile in poco più di mezz’ora di gioco. Francamente non mi sento di consigliarne l’acquisto a prezzo pieno, ma suggerisco di aspettare un cospicuo sconto prima dare sfogo alla vostra voglia di tristezza. E veniamo proprio a questo punto: in questo particolare momento storico fatto di isolamenti ed incertezza, avvertiamo davvero la necessità di leggere una visual novel che con le sue citazioni che sanno di già visto e già sentito, con il suo gameplay abbozzato, con le sue gag che non riescono a strappare più di un sorriso tirato non riesce ad elevarsi al di sopra della mediocrità? Per quanto si possa entrare in relazione con lo stato d’animo della protagonista di Stilstand, la storia narrata dal gioco danese non riesce a lasciare alcunché, se non un senso di sconforto e di incompiutezza.

VOTO: 5

Stilstand è una brevissima avventura grafica che non riesce ad eccellere sotto alcun punto di vista. La cifra della sua narrazione è la tristezza, e le sue brevi situazioni comiche non riescono a salvarlo dal deragliare nel patetico. Per fortuna questo viaggio nella depressione della protagonista dura solo mezz’ora, ma i quasi 8€ richiesti non valgono davvero il prezzo del biglietto.

Pro

  • Stile grafico ben riuscito
  • Buona colonna sonora

Contro

  • Un’esperienza insulsa
  • Prezzo eccessivo