Star Wars Jedi: Fallen Order

Fare. O non fare. Non c’è provare.

A cura di Gamesforum - 28 Febbraio 2020 - 16:15

Autore della recensione: Doc E.Brown

Non si può dire che la licenza di Star Wars abbia avuto particolare fortuna sotto l’egida di Electronic Arts. Abbandonato il progetto LucasArts di Star Wars 1313, EA ha proposto al pubblico il ritorno di Star Wars Battlefront nel 2015 con un capitolo purtroppo molto spoglio e deludente. Due anni dopo arrivò sugli scaffali Star Wars Battlefront II: un prodotto sicuramente migliore del predecessore sebbene funestato da scellerate scelte di game design e con un bilanciamento troppo accentuato verso le lootboxes ed il pay to win. Gli sviluppatori DICE si rimboccarono le maniche per sovvertire e rivoluzionare il titolo, consapevoli degli errori commessi e dell’atroce feedback ricevuto da critica e pubblico. Nel corso degli anni, il titolo è stato profondamente modificato e sostanzialmente migliorato, fino a renderlo una delle comeback stories più belle della generazione assieme ad altri illustri esempi come Rainbow Six Siege di Ubisoft e il No Man’s Sky di Sean Murray.

Tutti questi titoli sono accomunati da una medesima cosa ovvero la fretta dello sviluppo e gli errori derivanti da scelte sbagliate. Star Wars Jedi: Fallen Order arriva sugli scaffali grazie all’opera di Respawn Enterteinment, talentuoso studio noto per Titanfall ed Apex Legends, diretto da quello Stig Asmussen famoso per essere stato il director di God of War III. Fallen Order è dunque nuova incursione videoludica in salsa action adventure in quella galassia lontana lontana che tanto affascina quanto riserva pericoli. Ambientato dopo gli eventi di Episodio III, il gioco segue le vicende di Kal Kestis (le cui sembianze sono quelle dell’attore Cameron Monaghan, già visto nella serie tv “Gotham”), giovane apprendista Jedi scampato miracolosamente all’esecuzione dell’Ordine 66.

Star Wars Jedi: Fallen Order

Dopo essere stato scoperto dagli Inquisitori dell’Impero ed essere riuscito a fuggire grazie all’aiuto di nuovi alleati, troverà ben presto un nuovo scopo, la rifondazione dell’Ordine Jedi, seguendo gli indizi postumi lasciati dal Maestro Jedi Cordova su alcuni pianeti della galassia. La trama del titolo segue un iter molto lineare e senza stravolgimenti, rispettando i dettami dell’universo di Star Wars, pur non mancando sorprese e trovate intelligenti per espandere sapientemente la lore. Non si tratta di un pregio di poco conto, visto che il gioco viene considerato ufficialmente come canon e punta ad inscriversi in un periodo estremamente preciso della continuty della saga. Fallen Order è un action adventure di stampo metroidvania, nel quale confluiscono tuttavia contaminazioni da una pletora di altri titoli: avremo dunque wallrun prese da Prince of Persia, sessioni di scansione dell’ambiente viste in Metroid Prime, sessioni platform ed enigmi ambientali che echeggiano Tomb Raider e The Legend of Zelda. Tutto questo senza dimenticare il combat system.

Sebbene possa avere punti accostabili al design generale dei Soulslike (la presenza di punti di ristoro che ripristinano i mob e permettono il potenziamento, l’importanza di parata e schivata, una barra della stamina riservata ad alcuni specifici utilizzi, le ricariche per la vita che si ricaricano solo ai punti di ristoro, ecc.), il combat system è estremamente più permissivo: a difficoltà media, ci sono ampi margini per sfruttare parry (la parata con la spada laser all’ultimo momento, che sbilancia l’avversario e permette un letale contrattacco), per schivare e per gestire il comportamento offensivo della IA avversaria. Ma anche alla difficoltà più alta, non si raggiunge il livello delle punizioni alle disattenzioni viste in titoli come Sekiro e Bloodborne. Nonostante questo, i combattimenti risultano divertenti e ben strutturati: si passerà quindi dall’ebrezza di poter affrontare intere squadre di soldati imperiali rispedendo al mittente i colpi di blaster con la spada laser fino allo sconfiggere i terribili Inquisitori con serrati duelli. Il level design è sensazionale: i pianeti, presenti in buon numero, presentano aree vaste, varie ed articolate, piene di passaggi, scorciatoie e segreti, nonché con zone completamente interdette da poter visitare non appena ottenute particolari attività. E’ la struttura dei metroidvania in tutta la sua maestosità, resa ancora più gratificante dalla verticalità delle mappe, dall’intensivo uso del platforming nonché dall’uso della Forza per interagire con il mondo circostante.

Star Wars Jedi: Fallen Order

Proprio la Forza sarà la novità che rinfrescherà il gameplay andando avanti nel gioco: grazie ad un continuo incremento delle abilità disponibili, non solo il combat system sarà sempre più vario, ma la Forza verrà in soccorso anche per l’interazione ambientale e per permettere al player di esplorare ancor di più le aree di gioco. In questo senso, non mancheranno inoltre provvidenziali potenziamenti anche per il nostro piccolo droide BD-1. Sebbene il titolo abbia delle indiscutibili qualità, ci sono tuttavia un po’ di problemi che gli impediscono di raggiungere il rango dell’eccellenza. E, purtroppo, questi problemi sono ancora una volta da rintracciare in quella fretta nello sviluppo e negli errori derivanti da scelte sbagliate di cui si accennava nel preambolo. Jedi Fallen Order, complice la release cinematografica di “L’ascesa di Skywalker”, è stato sviluppato in maniera estremamente affrettata in modo da rispettare la data di release. Ciò ha comportato un numero imbarazzante di problemi tecnici: framerate, flickering, compenetrazioni, caricamenti in ritardo di texture e modelli poligonali, asincronicità audio, animazioni incerte e molto altro. Molto spesso tali problematiche si presentano per pochi secondi, altre volte occorre dar tempo al gioco di caricare l’intero livello per diversi minuti per mitigare il disagio.

E’ chiaro che, sebbene non rovinino completamente l’esperienza, quantomeno compromettono l’immersione. Questo stona particolarmente in un titolo così curato dal punto di vista del level design, della lore e della ricerca della fedeltà verso la licenza. La soundtrack risulta apprezzabile ed in linea con le sinfonie più classiche della saga, anche se manca quel carisma tipico di alcune delle tracce più note. Apprezzabile altresì il doppiaggio in italiano, di buona qualità e con un’ottima scelta dei doppiatori. La longevità è positiva: occorrono una ventina di ore (a difficoltà media) per completare la storia, ed un’altra decina per completare ogni attività opzionale. 

+ Coerente con l’universo di Star Wars Sta
+ Gameplay divertente e variegato
+ Struttura metroidvania che si sposa con un level design da applausi
- Tecnicamente pieno di problemi di ogni tipo
- Nessuna idea particolarmente originale
- Manca una modalità arena per sfruttare appieno il combat system

8.0

Sebbene non sprizzi di originalità e contenga evidenti rimandi nei confronti di altri mostri sacri del media, Respawn Entertainment fa dell’imitazione la più sincera forma di adulazione e con Star Wars Jedi: Fallen Order sforna un ottimo action/adventure con stampo metroidvaniano, con un combat system divertente e un level design stupendo. Non tutto ciò che luccica è oro, purtroppo: la fretta di rispettare la release date ha portato gli sviluppatori a presentare sugli scaffali un titolo funestato da un vasto numero di glitch e problemi, che non inficiano la godibilità del titolo quanto piuttosto l’immersione in questa riproduzione di quella galassia lontana lontana. La (nuova) speranza è che, per il futuro, Electronic Arts conceda finalmente il giusto tempo per lo sviluppo di un sequel, che migliorando laddove vi sono evidenti margini, potrebbe diventare ben più di un ottimo gioco.




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