Star Wars Jedi Fallen Order

Il risveglio della Forza

A cura di Gamesforum - 17 Gennaio 2020 - 22:46

Autore della recensione: Vc3nZ_92

Da quando Disney ed EA hanno firmato l’accordo con cui quest’ultima ha ottenuto la licenza esclusiva sullo sviluppo dei videogiochi di Star Wars, tutti i videogiocatori hanno richiesto a gran voce un bel titolo single player su uno dei più famosi brand al mondo, se non il più famoso. Abbiamo dovuto aspettare ben 6 anni, per di più movimentatissimi: tra i Battlefront che hanno attirato feroci critiche per i più disparati motivi e un progetto cancellato, le speranze ormai erano pochissime. Tutta questa attesa è stata ripagata? Sì, i ragazzi di Respawn, considerando quanto appena accennato, e altre situazioni molto pressanti, tra cui l’obbligo di uscita in concomitanza del nuovo film, hanno fatto un lavorone, ma mentirei se dicessi che non mi sia rimasto un po’ di amaro in bocca. Scopriamo insieme il perché.

Cominciamo subito rispondendo a una delle domande più gettonate. Star Wars Jedi Fallen Order è un Souls/Sekiro-like? No, per niente. Ci sono elementi ricorrenti tipici della formula resa famosa da From Software, ma nulla più: non bastano un sistema di checkpoint simil-falò, un ciclo di morte e rinascita (meccanica qui decontestualizzata, voglio precisare) e qualche imboscata nemica. Volendo etichettarlo, Star Wars Jedi Fallen Order è un action-adventure accessibile a tutti, anche grazie a ben 4 livelli di difficoltà ottimamente calibrati, inserito in un contesto da Metroidvania. Le mappe sono studiate divinamente e la progressione non è mai stancante, anche se un sistema di viaggio rapido avrebbe fatto comodo, soprattutto nell’end-game. Nonostante ciò, il world-building è davvero sublime. Passiamo ora alla parte ludica vera e propria: Combat System e platforming/puzzle solving.

Il Combat System non è molto vario. Avrei preferito avere qualche potere della Forza in più, ma funziona discretamente. Contro i nemici umani (o comunque bipedi) riesce ad essere molto soddisfacente mentre contro la fauna aliena perde tantissimo fascino perché si gioca un po’ a casaccio, perché questi attaccano in modo confusionario e le hitbox sono calcolate maluccio. Questo discorso vale anche per le boss fight, purtroppo. Quest’ultime non sono poche, ma qualcuna in più non avrebbe guastato. Il posizionamento dei nemici nelle mappe però, anche grazie al modo in cui sono piazzate le scorciatoie, è pressoché perfetto.

Quando non si menano le mani, Star Wars Jedi Fallen Order forse riesce ad essere ancora più appagante. La progressione ha un ritmo perfetto proprio grazie alla parte platforming e agli enigmi ambientali veramente ben fatti: stimolanti, ma mai eccessivamente difficili. Grazie all’ottima varietà di situazioni e all’alternanza tra combattimenti, platforming e risoluzione di enigmi, in una cornice esplorativa di tutto rispetto, il gioco non viene mai a noia.

Star Wars Jedi Fallen Order

Per ora sembrerebbe tutto rose e fiori, ma se ricordate, a inizio recensione, ho detto che un po’ di amaro in bocca mi è rimasto tuttora. Volete sapere perché? Per via del comparto tecnico. Star Wars Jedi Fallen Order è uno dei giochi meno puliti di sempre. Il comparto tecnico entra a gamba tesa sul prodotto e non gli permette di fare quel balzo di qualità che avrebbe meritato. Non ci sono solo problemi ‘visivi’, come compenetrazioni, animazioni mancanti, ritardi nel caricare le texture e addirittura i nemici, ma anche qualche problema di frame che a volte influenza negativamente i combattimenti e addirittura problemi di collisioni che rendono le fasi platform, sulla carta veramente stimolanti, tragicomiche. E’ un gioco che non riesce a restare pulito per più di 5 minuti. Prima Cal (il nostro protagonista) ti entra nel terreno, poi il frame ti fa innervosire nei combattimenti, poi una sezione platform ti fa fare quella risata alla Joker tra il divertito e il furioso… penso che abbiate capito insomma. Anche i set-pieces perdono di enfasi e pathos per questo contorno anti-immedesimazione. La cosa fa dispiacere ancora di più se pensate che il gioco ha una direzione artistica eccelsa, accompagnata da un comparto sonoro di prim’ordine. E’ un vero peccato, insomma, che gli sviluppatori non abbiano avuto qualche mese in più.

La parte narrativa è promossa. La storia è molto semplice, senza incongruenze di sorta e si fa seguire anche dai non fan. Se però siete fan, il contesto narrativo vi catturerà maggiormente e tutta la parte finale farà guadagnare punti all’opera. Fine che arriverà dopo una quindicina di ore se fate solo la storia, se invece volete esplorare tutto ve ne serviranno il doppio. C’è da dire però che, nonostante le mappe siano studiate divinamente e stimolino l’esplorazione collaterale, le ricompense sono veramente scarne e poco gratificanti.

+ Progressione e struttura ludica inattaccabili
+ Direzione artistica e comparto sonoro di prim'ordine
+ Fan-service dosato e sensato
- Comparto tecnico disastroso
- Poteva osare di più

8.0

In definitiva, Star Wars Jedi Fallen Order è un buonissimo gioco che avrebbe potuto raggiungere vette ancora più elevate, se non fosse stato per il suo comparto tecnico. Come il mostro di Frankenstein, anche l’ultima opera di Respawn è un collage dei migliori giochi degli ultimi anni: non osa mai, ma quello che fa, lo fa bene. E sempre come Frankenstein, purtroppo, è ‘brutto e sporco’, ma nonostante ciò ha un cuore ludico pulsante. Inizialmente, in questa sede, avevo intenzione di penalizzare il prodotto per via del suo comparto tecnico, ma in seguito alle dichiarazioni uscite qualche giorno fa sui retroscena riguardanti lo sviluppo del gioco, e tenendo conto della situazione in casa EA e delle pressioni accennate in apertura di recensione, ho deciso di essere magnanimo. Speriamo che EA lasci il giusto tempo ai ragazzi di Respawn per lo sviluppo del sequel, se lo meritano.




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