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Squad Killer

You are the Squad Killer!

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Squad Killer. Apro la scheda del gioco sul sito Nintendo. Leggo: classici a 8 bit, arcade, retro, pixel-art, bicromatico, diretto e avvincente, la vittoria è tutt’altro che certa. Bene, si tratta insomma di uno di quei giochi dei quali bisogna parlar bene. Perché se hai un’età, la devi far valere. Come di quelli che io c’ero quando gli arcade. Ma poi a me davvero mi piacciono i giochetti semplici e difficili, accessibili nelle meccaniche ma lunghi da padroneggiare, quei bei giochi equi, in cui le regole sono chiare e pian piano vengono dominate dal giocatore. Perché sì, lo sono: un perfetto quanto prevedibile vetero-arcadista.

Lancio il gioco. Ok. Con la grafica siamo magnificamente a casa: quattro pixel in 2D. Il sonoro, poi: musichine sbiruline da orologio Casio in bella mostra alla Fiera del Modernariato. Si parte. Opzioni, vediamo un po’: niente selezione della difficoltà. Giusto! La difficoltà è una e una sola se si sa programmare, se si sa dosare la curva di apprendimento. L’esperienza quella deve essere! Non come si fa oggi, con sette livelli di difficoltà. Che io li chiamerei livelli di facilità, fra l’altro. Ecco.

Partiamo col gioco vero e proprio. Uno, due, tre… sono morto. Aspetta, forse i comandi. Do uno sguardo alla tabella… Y per sparare, ZR per saltare… a posto. Possiamo ripartire. Uno, due, tre… morto di nuovo. Dopo due cicli, il loop è definito. Loop di morti reiterate, inesorabili. Che crudeltà! Sarò io che perdo colpi, forse. Controllo di nuovo i controlli. I tavolini, proviamo coi tavolini: nel ribaltarli deve nascondersi la chiave della sopravvivenza. Certo, frenano alcuni colpi avversari ma anche tutti i tuoi. Forse i tavolini vanno usati con più scienza. Allora le granate! Le granate potrebbero rappresentare la via d’uscita. Certo, se evitassero di appendersi qui e lì in punti inutili, o di caderti addosso e ferirti… in breve scopri che non esistono scorciatoie in Squad Killer: il gioco è difficilissimo, cinico, iniquo ma ha un non so che. Come una prosperosa che non te la dà ma che lo stesso si fa seguire, che lascia aperto uno spiraglio penoso ma indubitabilmente diverso da zero.

Squad Killer non sarà perfetto, ma ha un qualcosa di magnetico

Ora sei assalito da dubbi amletici: sono io che non vado o è lui, il gioco? Mi converto alla walking simulation o continuo a fingere di essere capace col pad in mano? Lo stronco senza pietà o lo gioco per altre trecentoventisette ore così da fissare meglio nella mente le mosse di quel Boss antipatico?

Mantieni la calma. Gesso, per favore. Prego. Grazie. Sei un vetero-arcadista ma hai equilibrio, hai padronanza di te. Ti metti alla giusta distanza. Svisceri, analizzi, valuti, consideri. E rivaluti, riconsideri. E muori. A loop, immancabilmente, anche se fai un po’ meno schifo, anche  se hai imparato a sparare a quel coso e a evitare quell’altro. Muori lo stesso. Squad Killer cinico e baro.

I nemici hanno pattern semplici: chi rimane su un ripiano, chi volteggia nell’aere; chi spara colpi in orizzontale, chi in tutte le direzioni. Però sono davvero tanti a inizio quadro e la diversità dei loro pattern obbliga il giocatore a un atteggiamento di continuo attacco e contemporanea fuga, nevrotico. Le aree dove i nemici si muovono, inoltre, sono spesso minuscole ed espongono a danno pressoché certo mentre si colpisce l’avversario, che muore solo dopo un discreto numero di colpi. Sebbene la struttura dei quadri sia predeterminata, è casuale la loro sequenza così come la distribuzione dei nemici: il primo quadro può dunque essere già letale o sottrarre tante risorse vitali da rendere vano il prosieguo. Dopo i primi tre quadri appare il primo Boss, uno a caso fra i diversi disponibili. Per battere il gioco bisogna affrontare 17 livelli: te lo dice la schermata di inizio. Ti avvisa. A rendere la vita possibile sono alcuni potenziamenti, anche questi offerti in modo casuale, ottenibili con le monete raccolte alla morte dei nemici. Alcuni potenziamenti sono molto efficaci anche in ottica anti-Boss. Progredendo si sbloccano due modalità supplementari: una Boss rush e una modalità con potenziamenti subito disponibili.

VOTO: 6

A conti fatti, Squad Killer è un gioco controverso. Degli arcade ha solo l’aspetto e l’aroma. La sostanza è altro. Non si vive un percorso onesto, a prescindere dalla difficoltà elevata, piuttosto si viene fiondati nel caos, nel cinismo che sa irritare e mai si ha la sensazione di un reale progresso fondato sulle ripetizioni, di una destrezza che cresce con il numero di morti, che sono cheap. Ciononostante il gioco lascia desiderare al giocatore un successo, per quanto evidentemente improbabile: rimane l’illusione data da un miglioramento lento e incostante che non motiva fino in fondo.

Pro

  • Meccaniche semplici

Contro

  • Iniquo, cinico