Spirit of the North

Vita, morte e miracoli di una volpe

A cura di Gamesforum - 30 Novembre 2019 - 12:00

Autore della recensione: Yang Xiao Long

Spirit of the North è un avventura in terza persona che ci mette nei panni di una soffice e fragile volpe rossa, e con lei dovremo affrontare un viaggio in mezzo alle intemperie che ci vedrà attraversare i paesaggi della gelida e desolata Islanda. Non saremo completamente soli però, spesso ci sarà uno spirito con le sembianze di una volpe nordica ad accompagnarci che ci guiderà nei momenti di necessità durante il nostro viaggio, in compagnia di una colonna sonora piacevole ma che difficilmente ci rimarrà impressa.

Il gioco comincia senza darci nessuna premessa su quello che andremo ad affrontare, siamo soli e non c’è nessuna indicazione, ci viene messo davanti un paesaggio innevato bellissimo degno di in quadro paesaggistico, però quel mondo è ostico e lo scopriremo di lì a breve. La nostra piccola volpe ce la metterà tutta per avanzare, ma ad un certo punto sarà troppo difficile anche per lei. Ed è qui che viene in aiuto lo spirito, ci donerà poteri che ci permetteranno di avanzare di zona in zona, in un ambiente piuttosto lineare, dove l’unico nostro indizio è una scia rossa in cielo, e lo scopo del gioco è raggiungere la fine di quella scia.

Durante la nostra avventura non avremo una voce narrante ad accompagnarci per spiegarci la trama, non ci saranno personaggi secondari a raccontarci cosa stia succedendo, avremo occasione di trovare degli steli da illuminare e qualche pittura sperduta in qualche caverna, tutto il resto va percepito attraverso i paesaggi, dove potremo scorgere vari indizi su cosa sia successo e su cosa spinga la nostra volpe ad avanzare. Difatti verremo presto a conoscenza di questa civiltà che un tempo venerava lo spirito della volpe nordica, poi una serie di eventi ha distrutto quasi interamente l’intera popolazione lasciando solo qualche struttura da esplorare sparsa per la mappa.

Spirit of the North

Il vero nemico è la Natura stessa

Il gameplay di Spirit of the North è molto intuitivo, è un platform-adventure dove all’inizio dovremo avanzare con tre azioni base: avremo il salto, la corsa e infine avremo il guaito che ci permetterà di far sbocciare dei fiori magici che ci consentiranno di poter utilizzare il potere dello spirito della volpe nordica. Nel gioco non ci sono nemici da affrontare, ma solo fasi platform e puzzle che man mano diventano sempre più complessi. Questi ultimi si possono suddividere in due categorie, quelli principali che ci servono per avanzare con la trama e quelli che invece ci permettono di raccogliere l’unico collezionabile nel gioco, dei bastoni magici da riportare ai corpi esanimi degli sciamani sparsi nei più sperduti angoli della mappa di gioco. Raccogliere tutti i bastoni in un capitolo di gioco ci permetterà di sbloccare una skin alternativa per la nostra volpe.

Procedendo nelle fasi avanzate di gioco la natura si farà sempre più ostica, e ci verranno donati dei nuovi poteri dallo spirito della volpe nordica: potremo correre più veloci, fare dei super salti e usare direttamente lo spirito per pochi istanti, il tutto per affrontare dei puzzle sempre più complessi che richiedono una certa abilità col pad e buon tempismo. Questi puzzle all’inizio saranno interessanti, ma essendo abbastanza ripetitivi e nelle fasi avanzate poco intuitivi, rischiano di annoiare in fretta. Purtroppo ci sono fasi di gioco che vengono rovinate dai comandi poco precisi della volpe, capiterà spesso di dover tentare più volte certi salti perché la volpe non è responsiva e non salta dove vorremo che saltasse facendoci incastrare chissà dove.

Il level design è molto bello e curato nelle grandi aree, purtroppo ha dei netti cali in un paio di capitoli di gioco quando ci vengono proposte location chiuse labirintiche e con scarsa visibilità, in quei casi non basteranno i nostri poteri magici per uscirne vivi, qualche volta dovremo procedere a tentativi correndo il rischio di annoiarci in fretta con del continuo backtracking per raccogliere fiori magici che ci servono per sbloccare porte in un certo ordine, perché ogni volta che usiamo i nostri poteri li perdiamo, e l’unico modo per riottenerli momentaneamente è di andare a guaire ai fiori magici, sono infatti solo loro a ricaricarci di potere magico, non è inoltre possibile accumulare più di uno slot magico alla volta.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il gioco visivamente è sopra la media per un titolo fatto da così poche persone, purtroppo non è esente da fastidiosi problemi, su PS4 standard i cali di frame saranno frequenti in certe aree, ci sarà qualche effetto popup, e in un paio di casi mi sono capitati gravi bug dove non venivano caricati pezzi interi di mappa costringendomi a ricaricare l’intero capitolo dall’inizio perdendo così i progressi.

+ Paesaggi affascinanti
+ Sarete sempre invogliati a scoprire cosa viene dopo
- Ripetitività dei puzzle
- Controlli poco precisi
- Cali di frame continui su PS4 standard
- Qualche bug di troppo che compromette l’esperienza

6.5

Spirit of the North non è un gioco per tutti non puntando né alla trama né al gameplay, e a tal proposito poteva essere decisamente più curato sotto quest’ultimo aspetto, ma nonostante ciò merita un occasione, perché è un gioco che ha qualcosa da dire e lo dice in un modo tutto suo. Mi sento solo di consigliarlo ai fan di titoli come Journey o Never Alone.




TAG: indie, infuse studio, spirit of the north