Corri scappa c'è il Nemesis citato... 10 e lode.
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Corri scappa c'è il Nemesis citato... 10 e lode.
Bingo!
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Comunque sono l'unico per cui quel tipo di gameplay legnoso e lento contribuiva al senso di disagio? Era frustrante, è vero, ma comunque mi faceva sentire 'male', come se sentissi perennemente il peso di scelte strane di game design chiedendomene il perché e allo stesso tempo subendone un inspiegabile fascino.

E purtroppo sì, l'Italia è un paese enormemente sterile, vecchio, dove vige l'unica regola dell'arraffa-arraffa finché puoi e poi scappatene in pensione.
Non c'è la cultura dell'appoggio creativo o della curiosità genuina verso forme d'arte che non siano le solite ormai calcificate e stantie da decenni.
Per me infatti chi sceglie di far carriera qui (ma carriera quella spinta dalla passione, non carriera intesa come collezionare soldi) e creare qualcosa di inedito è un autentico mito, penso tipo ai ragazzi di Little Sewing Machine.
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Bellissimo articolo!

Alle domande iniziali risponderei con Cicerone: “Historia magistra vitae”. Vi chiederete: perché?
Chi si ricorda di Mazinga e Goldrake? Chi si ricorda della protesta di Imola? Cito:

«Ai bambini sembrerà impossibile che Mazinga e Goldrake, invincibili eroi intergalattici, siano stati sconfitti irrimediabilmente dalla TV di Stato. [...] Da tempo madri e padri, allarmati, avevano denunciato la pericolosità che la nuova TV per ragazzi diffondeva in questo can-can quotidiano di maxi-robot ipnotizzanti. Dai primi di ottobre si cambia [...]. La lunga battaglia, fatta di violente polemiche e di documenti sottoscritti (come ad esempio quello dei 604 tra educatori e genitori di Imola), si è conclusa con la cacciata dei Goldrake e dei Mazinga dalla seconda e dalla prima rete, almeno fino al 1982: anche nelle "stanze dei bottoni" di Viale Mazzini i loro estimatori si sono convinti di aver esagerato, di avere in parte sbagliato, e la brusca sterzata non ha più trovato tenaci oppositori. [...] I robot che avevano calamitato totalmente i bambini se ne vanno, abbandonano il potere che avevano conquistato, lasciano a vicende più umane e più educative il compito di divertire e di interessare l’infanzia. [...] Ma intanto a Viale Mazzini si fanno i conti, si controllano i programmi alternativi, si cerca di uscire senza traumi dal lungo, intossicante ciclo dei robot...» (Oggi, n. 42, 15 ottobre 1980, pp. 75-81).

La storia è ciclica, si ripete, perché l'essere umano è un "pressappoco".

PS: Ho la mia copia di Rule of Rose sullo scaffale della mia collezione PS2, un po' impolverata; chissà, forse un giorno lo finirò...

Ad maiora!
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Presi la copia italiana al D1! Mi piacque già allora e ogni tanto lo rigioco.

..."da spingere diversi distributori europei a ritirare il gioco dal mercato prima ancora che qualcuno avesse avuto il tempo di capirlo davvero"...
Poche copie= oggetto da collezione :)
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Da appassionato di horror vecchia scuola purtroppo non l'ho mai provato. Sarebbe bello se lo mettessero tra i classici PS2 su PS5.
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Dopo questo esigo un articolo sul sequestro di Resident Evil.
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Dopo questo esigo un articolo sul sequestro di Resident Evil.
Soon.
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Io ricordo la vicenda, e ricordo che sorridevo. Perchè il problema non era la rivista o altro, il problema è che viviamo in un paese dove neanche i genitori prendono coscienza sul tipo di educazione che danno, sul come sta o cosa fa un figlio, ma appena succede qualcosa di anomalo...sono i videogiochi il problema, quindi, se un genitore non prende responsabilità su come passa il tempo un figlio, figurati tutto il resto....
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