Sony finisce in Tribunale in Australia per PlayStation Store

Le politiche di rimborso di PlayStation Store sono finite in Tribunale

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A cura di Stefania Tahva Sperandio - 29 Maggio 2019 - 14:11

Sony si è ritrovata in Tribunale in Australia, a causa delle politiche di rimborso di PlayStation Store, finite sotto accusa. Secondo quanto apprendiamo, Sony Europe sarebbe la responsabile dei termini di servizio di PlayStation Network, dove si leggerebbe che la compagnia non sarebbe obbligata a risarcire coloro che dovessero acquistare dei videogiochi “difettosi” da PlayStation Store – a meno che lo sviluppatore non abbia fatto sapere al consumatore che il suo videogioco sia irrimediabilmente difettoso, il che darebbe via alla procedura di rimborso.

Questo tipo di politica ha portato la Australian Competition and Consumer Commission a muoversi contro Sony, secondo la quale inoltre la compagnia giapponese sarebbe colpevole di risarcire in moneta virtuale spendibile sul suo Store, anziché in denaro reale.

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Secondo la ACCC, che si è espressa nella persona del dirigente Rod Sims:

La garanzia dei giocatori non scade dopo il download di un prodotto digitale come riteniamo che Sony Europe riferisca ai suoi consumatori. Inoltre, i risarcimenti devono essere forniti nella forma del pagamento originale, a meno che il consumatore non decida egli stesso di averli in forma di crediti in-store.

I consumatori che acquistano un prodotto online hanno esattamente gli stessi diritti di coloro che lo acquistano presso un rivenditore retail.

ACCC chiede una punizione pecuniaria per le politiche di Sony, oltre alla correzione delle politiche dello store e a delle ingiunzioni per i responsabili. Vedremo come procederà la diatriba legale e se la compagnia giapponese vorrà dira la sua su queste accuse.

Fonte: VGC




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