Sniper Ghost Warrior 3

Invisibili come spettri, letali come...

A cura di Forum Spaziogames - 25 Settembre 2019 - 13:00

Autore della recensione: LeRoi

Sniper Ghost Warrior 3 rappresenta il terzo capitolo dell’oramai nota saga proposta dallo sviluppatore nonché publisher CI Games. Se i primi due titoli dedicati al cecchino della storia contemporanea risultavano essere alquanto poveri sia per quanto concerneva reparto tecnico e background narrativo, questa nuova riproposizione dovrebbe rappresentare un vero e proprio salto di qualità da parte di CI Games.

Il problema, tuttavia, non è tanto il come sia stato strutturato il gioco in sé quanto piuttosto il come gli elementi che lo compongono risultino essere mal amalgamati tra loro. Vediamo le difficoltà che abbiamo incontrato.

Cara Georgia

La trama che fa da sfondo agli antefatti del titolo di casa CI Games vede la comparsa di due fratelli accomunati da un legame molto forte che condurrà il minore tra i due sulle orme del fratello maggiore. La missione introduttiva parrebbe far ben sperare in un’articolazione del background narrativo che vada ben oltre la classica sequela di uccisioni e riflessioni tanto care sul come essere un cecchino delle forze speciali rappresenti il plus ultra ottenibile dalla vita ma dobbiamo comunque ammettere che tale elemento del titolo, senza addentrarci in profondi spoiler, è sostanzialmente banale e privo di mordente.

Ciò è dovuto anche al fatto che i comprimari rispondono ai soliti stereotipi del genere. In particolare i due personaggi femminili, prive di alcuna caratterizzazione che vada oltre i legami che possiedono direttamente con il protagonista del gioco. Da questo punto di vista, i passi in avanti sono pressoché assenti sfociando in alcuni dei dialoghi più noiosi che si possano ascoltare tra una missione e l’altra.

Gameplay spezzatino

CI Games ha scelto, lato gameplay, di sviluppare un vero e proprio HUB dedicato alle missioni. Questa modalità, all’atto pratico, consiste nell’ottenimento di più rifugi ove il giocatore (man mano che procede nella campagna principale del gioco) potrà accettare determinate missioni, occuparsi del proprio equipaggiamento nonché dedicarsi all’oramai immancabile crafting di oggetti e mod per le proprie armi. Ciò che più colpisce il giocatore è come tali possibilità siano fin da subito disponibili senza alcun senso di progressione nel gioco. Già all’interno del primo rifugio, infatti, avremo già visto quanto è possibile organizzare per potersi avventurare tra le colline e le montagne della Georgia.

La principale novità, a questo punto, è dettata dalla presenza di un comodo drone (personalizzabile grazie a degli slot liberi per alcune mod acquistabili) che ci consentirà di segnare i nemici presenti nella mappa e di effettuare ulteriori operazioni tipiche di un operatore che, per forza di cose, agisce nell’ombra. A tal proposito è necessario sottolineare come il combattimento violento non sia vietato o sconsigliato ma complice un IA dei nemici non proprio varia e l’ampiezza medio-grande delle mappe (con una certa verticalità) è bene attenersi, anche per un maggior divertimento personale, al ruolo di cecchino.

Le missioni secondarie sono invece l’elemento più sottotono dell’intero titolo. Durante lo svolgimento della campagna principale saremo infatti contattati da un gruppo di resistenza che ci chiederà di affrontare determinati obbiettivi tra i quali annoveriamo missioni di salvataggio, di sabotaggio o di ricerca di documenti. Ora, non sarebbe di alcun fastidio, se ci fossero degli aggiornamenti interessanti sul come le differenti fazioni tendono ad agire sul territorio ma se dopo la terza chiamata ci viene nuovamente chiesto di salvare l’ennesimo personaggio di spicco della resistenza qualche domanda sull’efficacia di tale gruppo di guerriglieri è più che lecita.

L’unico interesse che può portarci avanti nel completare tali sfide è rappresentato dal fatto che per ogni obbiettivo bonus raggiunto sarà possibile sbloccare nuove armi primarie (fucili da cecchino), secondarie (fucili d’assalto) e pistole.

Ulteriori traguardi

La mappa di gioco è abbastanza grande, varia e ben ricostruita sullo sfondo di una Georgia rurale ed è bene armarsi di pazienza per il viaggio che si deve compiere per raggiungere il tanto agognato checkpoint di inizio missione. In aiuto del giocatore intervengono due tipici elementi del genere open-world applicato agli FPS: i veicoli e i viaggi rapidi. I primi sono pressoché ingombranti nonché ridicoli e mal governabili. Avremo a disposizione una sorta di fuoristrada bloccato sui sessanta km/h e una buggy della quale non siamo mai venuti in possesso (forse per negligenza del sottoscritto) ottenibile tramite contenuto scaricabile. I secondi sono invece resi disponibili tramite l’esplorazione e la scoperta degli innumerevoli crocevia stradali.

Per la mappa sono presenti anche avamposti nemici da liberare (anche se il respawn selvaggio nega ogni utilità di tale azione), zone di interesse per i collezionabili e missioni di ricerca in salvataggio dei civili georgiani catturati dai militari che si dedicano alle fucilazioni di massa. Gli indicatori di missione aiutano ulteriormente il giocatore qualora quest ultimo sia indeciso sul da farsi.

Non è tutto oro ciò che luccica

Il titolo di CI Games è ben realizzato dal punto di vista tecnico e non possiamo che apprezzare l’impegno e la sempre più profonda conoscenza e intimità che il team di sviluppo ha raggiunto con il CryEngine ma è anche vero che gli effetti particellari e l’illuminazione ben implementata non bastano da sole a giustificarne l’acquisto. La longevità si attesta su buoni livelli (anche grazie alla caccia per la mappa di particolari nonché sadici Signori della Guerra) ma per il resto ci si poteva e ci si deve aspettare di più da una saga che ha raggiunto il suo terzo capitolo.

Sniper Ghost Warrior 3 paga pegno di fronte ad una realizzazione mediocre della trama e ad alcuni piccoli bug che lasciano il fianco scoperto alle critiche di quanti si aspettavano una nuova maturità da parte del secondo cecchino più famoso dopo quello di casa Rebellion Developments. Siamo di fronte ad un gioco che può intrattenere senza alcuna difficoltà ma è bene tener conto del fatto che non va oltre il discreto compito necessario per portare a casa la tanto agognata promozione.

 

+ CryEngine usato a dovere
+ Ambientazione suggestiva
+ Gameplay sufficiente...
- Trama da B Movie
- ...ma afflitto da una certa ripetitività di fondo

7.3

Il titolo di CI Games presta il fianco ad alcune scelte mediocri inerenti principalmente il background narrativo. Ad una realizzazione tecnica abbastanza buona si affianca una serie di mancanze che è impossibile non notare. Peccato.




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