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Sir Lovelot

Thank you Sir, but our princess is in another castle

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Sviluppato dal team indie pixel.lu e pubblicato da Sometimes You, Sir Lovelot è un platform appartenente al genere dei “pixel perfect platformer” o “hardcore platformer”, come Super Meat Boy o Celeste, che fanno della precisione assoluta e del ciclo trial & error i loro tratti distintivi.

Ambientato in un reame di chiara ispirazione cavalleresca, la trama è un omaggio chiaro e dissacrante ai luoghi comuni del genere. Sir Lovelot è alle prese con la più classica delle missioni: superare le avversità sul proprio cammino per raggiungere la principessa in cima alle scale nella stanza più remota della torre più alta (cit.), arrampicandosi infine in pieno stile Rapunzel per consegnarle un dono floreale. L’amore però, si sa, è una faccenda complicata: dopo aver raggiunto la principessa ed aver trascorso con lei la notte… il nostro eroe verrà scacciato in malo modo. Il cavaliere non si dispererà ed inizierà la ricerca della prossima principessa nella prossima torre.

Una trama leggera e scanzonata fa da pretesto per affrontare i 40 variegati livelli di cui è composto il titolo. Ogni livello, costituito da una serie interconnessa di schermate, sarà colmo di ostacoli ambientali, trappole, nemici, passaggi segreti ed oggetti da collezionare. L’anima da hardcore platformer emerge con comandi essenziali e responsivi, adatti ad una velocità di gioco sempre sostenuta ed incoraggiata dalla presenza di un timer.

La pixel art caratterizza con personalità il titolo, arricchendolo di dettagli, colori e piccoli elementi interattivi

Il level design fa tesoro dell’immaginario medievale da cui attinge il titolo, offrendo soluzioni gradevoli, sebbene non brillanti per originalità, e mai eccessivamente difficili da affrontare. A differenza infatti di altri titoli del genere, Sir Lovelot è un’avventura alla portata di tutti, molto permissiva ed user friendly, anche grazie ad un rapido sistema di checkpoint ravvicinati in cui i progressi ambientali non vengono mai azzerati: gli interruttori rimarranno attivati e i collezionabili raccolti, senza esigenza di dover ripetere le relative sezioni in caso di morte prematura.

Artisticamente la pixel art, chiaramente ispirata alla quarta generazione di console, caratterizza con personalità il titolo, arricchendolo di dettagli, colori e piccoli elementi interattivi. Nonostante la proporzione dei personaggi sia una chiara esigenza di game design, quasi dispiace non poter ammirare con maggior attenzione alcuni avversari nonché il minuto ed agilissimo protagonista. Anche la colonna sonora propone sonorità adatte allo stile cavalleresco, a tratti con qualche ripetizione di troppo.

La longevità del titolo risulta piuttosto contenuta: sarà infatti possibile raggiungere i titoli di coda in una manciata di ore. La rigiocabilità è tuttavia incentivata dalla doppia anima del titolo: da un lato, gli amanti dei collectathon troveranno pane per i loro denti per la presenza di un buon numero di collezionabili nascosti in ogni livello, la cui raccolta contribuirà alla percentuale di completamento del 100% unitamente al rispetto di un numero massimo di morti, dall’altro lato, gli speedrunner potranno cimentarsi in risoluzioni sempre più rapide per migliore il proprio tempo.

VOTO: 7,5

Sir Lovelot è un piccolo pixel perfect platformer dall’anima scanzonata ed accessibile: le avventure del piccolo irriverente cavaliere si espandono attraverso un titolo che, pur non rinunciando alla precisione da parte del player, si allontana tuttavia dalla difficoltà estreme e dai profondi tecnicismi del genere in favore di una maggior permissivismo user friendly. Ne risulta un titolo estremamente godibile e leggero che, al netto di una originalità non particolarmente accentuata e di una longevità molto modesta, costituisce un piccolo gustoso aperitivo per ogni amante del genere.

Pro

  • Un hardcore platformer simpatico ed accessibile
  • Scanzonato ed irriverente
  • Curato ed artisticamente gradevole

Contro

  • La semplificazione del genere potrebbe far storcere il naso a qualcuno
  • Non particolarmente originale nel game design
  • Longevità estremamente contenuta