Shenmue III

Un nuovo (vecchio) Shenmue

A cura di GamesForum - 28 Maggio 2020 - 20:11

Autore della recensione: Meight

Valutare un titolo come Shenmue III non è facile, un titolo che è riuscito ad arrivare a noi grazie alla volontà di Yu Suzuki di voler credere ancora al progetto a 20 anni di distanza dall’uscita del secondo capitolo e alla grande risposta della community nel finanziarlo tramite la famosa campagna Kickstarter. Non è facile perché Shenmue III vive di una forte divisione, da una parte il fatto di non riuscire, probabilmente, a colpire i giocatori di oggi come fecero i predecessori in passato, e dall’altra il voler dare ai giocatori affezionati ciò che hanno finanziato, uno Shenmue in tutto e per tutto, un gioco di un altro tempo quindi, dare quel senso di progressione e immersione che solo pochi titoli sanno fare.

Le basi

Shenmue III si pone un obiettivo molto importante: ricreare le stesse emozioni che si ebbero vent’anni fa e questo lo riesce a fare per certi versi, partendo da un lato artistico molto suggestivo e che riesce a proporre certi scorci che lasciano senza fiato, passando poi per un comparto sonoro in linea con le varie ambientazioni ed infine una buona varietà di situazioni durante l’avventura che portano a “programmare/pianificare” letteralmente le giornate per riuscire a fare più cose possibili grazie al buon ciclo giorno-notte, pilastro assoluto di Shenmue.

Pianificazione

Poco prima abbiamo parlato di pianificazione, ebbene sì Shenmue fa un uso intelligente di questo termine, il perché è presto detto: il gioco fa in modo che certi eventi si verifichino solo in determinati orari, questo vale sia per elementi principali come le missioni relative ai personaggi principali ma anche a quelli secondari, grazie ad una routine che porta a dover gestire il tempo. Tempo che il gioco permette di sfruttare a proprio piacimento per colmare le attese, da un semplice allenamento al mattino per potenziare il kung fu di Ryo (protagonista), all’andare a giocare di azzardo nel pomeriggio e infine alla sera a spaccare legna per ottenere dei soldi, da magari poi investire nella sala giochi della prima cittadina. Esempi di routine che portano quasi a modulare le giornate, a capire cosa fare prima e cosa dopo, e magari il giorno dopo variare ancora. Shenmue III fa proprio questo, riesce nell’intento di riabbracciare la sua filosofia di gioco e riesce a farlo bene, dando un senso forte al concetto di orario, cosa che magari per molti potrà sembrare banale ma che è punto cardine del brand.

Questo elemento è riprodotto in una maniera tale che certe volte ci ritroveremo a perdere ore ed ore anche solo per svolgere attività di secondo piano, andando poi molto a rilento nella storia principale, segno questo che il gioco ci avrà preso e sarà riuscito a immergerci nel suo mondo.

La storia e la narrazione

La storia sostanzialmente riprenderà da dove l’avevamo lasciata nel secondo capitolo, con Shenhua e Ryo nella caverna ad ammirare le raffigurazioni legate ai medaglioni, modo perfetto per delineare una continuazione coesa con i capitoli per Dreamcast. Ovviamente non dovrete preoccuparvi nel caso in cui non aveste giocato i primi capitoli, in quanto nella schermata principale si avrà modo di poter avviare un video-riassunto dei primi capitoli, giusto per darci le basi per capire l’incipit di questo terzo capitolo (alla peggio recuperatevi la remastered uscita!).

Detto ciò, la narrazione è molto lenta e prolissa, portandovi certe volte ad accusare il colpo per via del ritmo con cui si verificano gli eventi. Se da un lato ciò enfatizza la sua “lentezza”, che è uno dei punti di forza (l’esplorare ciò che ci offre), dall’altro va a compromettere il tutto con una diluizione della trama principale eccessiva. Tutto ciò viene ricreato con un tipo di messa in scena forse un po’ distante da quello con cui siamo abituati oggi con certi giochi, con inquadrature e una regia non sempre sul pezzo, volontà forse di rimanere ancorati al passato e con la filosofia che percuote la serie (un esempio è il suo voler avere un tipo di inquadratura “cinematica” per ogni dialogo in gioco).

Certi momenti, certe dialoghi opzionali, certe scene che magari sembrano messe lì tanto per, nell’insieme fanno cogliere ogni sfumatura. Per farvi qualche esempio banale: Shenhua che viene a svegliarci al mattino, che ci saluta non appena usciamo di casa, i suoi dialoghi con lei alla sera che fanno non solo da riassunto della giornata ma che ci portano anche ad approfondire i personaggi, il mondo di gioco e in particolare la caratterizzazione di loro due (Ryo e Shenhua appunto), semplici cose come magari come può essere il loro libro preferito, o un luogo che vorrebbero visitare. Elementi che presi uno per uno e attaccati come se fossero un grande puzzle, ci portano a scoprire ogni sfumatura di ciò che rappresentano, fin nel loro più piccolo particolare.

Shenmue III

Il mondo di gioco

L’avventura di Shenmue III si dipanerà in più di una ambientazione e ognuna di esse ci offrirà parecchie ore di gioco. Per andare più nello specifico, già solo nel primo villaggio potrete sbizzarrirvi tra sfide di pesca, giochi di azzardo, parlare con gli npc per avere informazioni utili, la sala giochi e per ultimo, non per importanza, il cercare di affinare il proprio kung fu e le proprie mosse con gli altri combattimenti, senza scordarsi poi di mangiare ogni tanto (ebbene sì, con il passare del tempo diminuirete la vostra energia e dovrete mangiare, pena avere limitazioni nella corsa e il partire svantaggiati nei combattimenti).

Tutto ciò rende il mondo di gioco vivo, perché porta ad esplorare anche solo per il gusto di avere più informazioni possibili e facilitare la prosecuzione della missione: pensate solamente al fatto di dover mettere in atto diversi dialoghi per ogni personaggio a seconda di ciò che ci ritroveremo a svolgere, per noi uno degli elementi più affascinanti e stratificati di Shenmue.

Il bello del titolo è che tutto questo insieme è rappresentato in maniera coesa, senza dare mai la sensazione di trovare qualcosa fuori posto e senza un valido motivo per essere lì, annoiando raramente grazie alla sensazione di varietà che offre.

Il gameplay

Il gameplay vero e proprio è legato alle meccaniche del kung fu e buona parte del gioco ruota proprio intorno ad esso, slegandolo dal passato e cercando di offrire una variazione più semplice da mettere in atto, con ogni mossa da portare a schermo tramite una certa combinazioni di tasti e alla parata per evitare i colpi più difficili. Mosse le quali si potranno potenziare attraverso specifici allenamenti (saliranno fino al livello maestro) e con cui si potrà decidere di assegnarne alcune ad un pulsante per svolgerle in modo automatico. Un sistema tutto sommato che funziona, con buoni feedback dei colpi ma che chiaramente avrebbe necessitato di qualche miglioramento sulle animazioni.

Prima vi abbiamo parlato del potenziare le mosse, ma queste non saranno le uniche, infatti potrete potenziare anche parametri come la resistenza e l’attacco attraverso degli allenamenti particolari. Questo chiaramente vi sarà utile non solo per la main quest ma anche per levarvi delle soddisfazioni attraverso gli scontri opzionali che vi verranno offerti in gioco, un esempio: i monaci dei santuari. Un ottimo espediente per migliorarvi e affinare le vostre tecniche, cercando di padroneggiare le più utili contro certe tipologie di avversari.

I compromessi

Fino ad adesso abbiamo speso molti elogi per Shenmue seppur con qualche criticità, ma bisogna adesso fare anche una analisi su ciò che realmente non funge sempre benissimo, l’aspetto tecnico. Il titolo è molto bello da vedere, con una buona gestione dell’illuminazione ma che allo stesso tempo soffre di alcune criticità, in particolare il framerate presenta vistosi cali anche in momenti in cui a schermo vi è poco da gestire. Altro elemento non al top sono le animazioni e le espressioni facciali (alcune salvate grazie all’aspetto caricaturale dei personaggi), non sempre rese benissimo (un po’ meglio quelle relative al kung fu) e che certe volte riportano alla mente il fatto di star giocando ahimè un titolo finanziato un budget limitato.

+ Artisticamente splendido
+ Particolare cura in aspetti narrativi di contorni (ad es. nei dialoghi opzionali)
+ Mondo di gioco vario e coeso che vi catturerà per ore se entrerete nel giusto mood
+ Il kung fu e ciò che è legato ad esso (combattimenti, allenamento, etc.)
- Storia un po’ allungata in certi momenti
- Tecnicamente non perfetto (animazioni e frame rate)
- Regia e inquadrature non sempre ottimali

8.0

Shenmue III è una opera di amore del suo autore verso coloro i quali hanno voluto riportare in vita il progetto e questo lo dimostra in ogni singolo elemento che vedrete in gioco: dai dettagli nel tipo di narrazione portata, fino ad arrivare al mondo di gioco costituito da ambientazioni molto evocative e poetiche. Chiaramente non è perfetto e si porta dietro una certa arretratezza in alcuni aspetti (storia, aspetto tecnico su tutti) ma che nell’insieme non si può che apprezzare, sperando un giorno di poter vedere un altro capitolo della serie, stavolta magari sorretto da finanziamenti che diano il giusto lustro a ciò che meriterebbe Shenmue, capostipite di molte meccaniche (QTE per dirne una) che al giorno d’oggi vediamo essere presenti in molti giochi.




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