Sekiro: Shadows Die Twice

Un nuovo nonché doloroso soggiorno presso la terra del Sol Levante

A cura di Forum Spaziogames - 23 Settembre 2019 - 12:00

Autore della recensione: SANJI87

Dopo un periodo di pausa, a seguito degli ormai famosi Demon Souls, Dark Souls e Bloodborne, Miyazaki e i ragazzi di From Software ci riprovano nuovamente, tornando alla ribalta con una nuova e grande produzione nominata Sekiro: Shadows Die Twice, spostando il setting in una visione del Giappone feudale del ‘500, in terre dal sapore orientale, costituite da castelli, creature mitologiche e leggendarie, tanta lore e quel senso di viscerale e decadimento tipici delle precedenti produzioni sopracitate. Un’ambientazione misteriosa che nasconde segreti, misteri e tante chicche che sapranno sicuramente fare la felicità anche dei giocatori più esigenti.

Ai fan dei Souls iniziamo col dire che Sekiro, rispetto ai souls-like, non è un RPG/Action. Si presenta, infatti, con un gameplay prettamente action all’apparenza semplice quanto complesso nelle sue meccaniche di gioco.

Non fatevi spaventare, nonostante queste premesse Sekiro vuole rinnovarsi nel setting e nel gameplay mantenendo tuttavia l’anima delle precedenti produzione From Software.
In pieno stile From Software: Sekiro è un gioco difficile e talvolta ostico nonché punitivo. Scordatevi i vari tipi di armi, armature, statistiche, livelli e Anime dei Boss (qui sostituite dai Ricordi) nonché anelli e sopratutto Patti e online. Non verremo più rallentati da costanti invasioni di giocatori online così come non potremo evocarne in nostro aiuto.

Qui avremo a disposizione solamente la nostra fida Katana, le nostre abilità, i Bracci Prostetici da intercambiare per ogni esigenza di combattimento, oggetti e power up vari, nonché la nostra pura e semplice bravura.

Bravura che ci servirà e farà la differenza nel corso dell’apprendimento del combat system e tutto ciò che ruota attorno alle meccaniche di gioco di Sekiro. Nell’affrontare questa nuova avventura verranno richiesti al videogiocatore: riflessi, preparazione e costanza (tanta pazienza), apprendimento dei pattern d’attacco nemici ed ecco che quello che apparentemente poteva sembrare un avversario insormontabile, si rivela invece una sfida divertente ed eccezionale costituita da lunghi e determinanti combattimenti a colpi di spada (un buon feedback dei colpi e il sonoro non mancheranno di scandire ogni battaglia in stile Samurai).

Non avremo solo la vitalità da tenere sotto controllo in quanto la novità principale è rappresentata dalla Postura. La postura, cioè l’equilibrio, sarà un fattore determinante sia per i nemici che per noi. Il nostro obiettivo principale sarà quello di attaccare il nemico e deviare con tempismo i suoi colpi, attaccandolo nella postura (indicata da una barra), la quale, una volta destabilizzata lascerà l’avversario alla possibile mercé di un Deathblow (simili agli attacchi viscerali o front-stab). Trattasi di un colpo finale in grado di uccidere sul colpo o indebolire (dipende dal tipo di nemico) il nostro avversario.

Parata, salto, schivata, deviazione, sono i fondamentali del combat system di Sekiro. Contro alcuni attacchi speciali, ad esempio visivamente anticipati da una lettera Kanji, dovremo difenderci in determinati modi onde evitare di incassare danni pesanti. La spazzata bassa richiederà di essere evitata con un salto e un contrattacco in calcio, l’affondo con una schivata o una contromossa Mikiri e così via.

Più semplicemente, deviare e rispondere con i giusti riflessi agli attacchi nemici sarà fondamentale per riuscire a superare le ardue prove previste dal gioco.
Spesso nelle battaglie più esigenti vi renderete conto di come un errore di movimento o attacco sul campo di battaglia, dettato magari dalla mancata coordinazione nei tempi o il semplice nervosismo, possano risultare fatali.
Il mondo di gioco si presenta a “mondo aperto”, in maniera non dissimile da quanto visto nei Souls. Ci sono varie location da visitare ed esplorare, interconnesse tra loro, le quali nascondono varie insidie e nemici agguerriti senza pietà.

La novità rilevante è che oltre ai classici Boss a presiedere le aree di gioco principali dovremo vedercela anche con diversi Mid-Boss, ovvero nemici speciali, ognuno con una precisa caratterizzazione e con differenti pattern d’attacco. Trattandosi di nemici più forti del normale richiederanno, in genere, particolari strategie e abilità per poter essere affrontati. Spesso potremo aiutarci anche con un approccio stealth, quindi basso profilo, cosa che può permettere di avvicinarci silenziosamente dietro ai nemici (anche i Mid-Boss) o piombargli addosso dall’alto infliggendogli un colpo mortale. Questa via potrebbe ucciderli o indebolirli rivelandosi pertanto maggiormente utile rispetto ad un confronto diretto.

Sconfiggere i Mid-Boss si rivela soddisfacente non solo nel gameplay, infatti lo sforzo verrà premiato con Grani di Rosario, utili per aumentare la nostra vitalità e postura.

Come già riportato poco sopra, oltre alla Katana, in sostituzione al nostro braccio sinistro (amputato per motivi di trama) avremo a disposizione i Bracci Prostetici, strumenti di attacco/difesa secondari, ciascuno con una sua precisa specialità. Saranno utili per ampliare i nostri approcci e le nostre strategie a fronte dei nemici affrontati (per esempio l’Ascia tornerà utile contro gli scudi mentre gli Shuriken per attaccare da lontano o destabilizzarli in salto).

Il rampino migliora notevolmente le possibilità di movimento ed esplorazione nel gioco consentendoci approcci più veloci in combattimento, favorendo l’esplorazione verticale del level design o più semplicemente per permetterci di fuggire da situazioni sfavorevoli. Questo a ulteriore dimostrazione di un gameplay più dinamico rispetto alle produzione souls-like.
A voi il compito di scoprirne ogni utilizzo come più vi aggrada in base al nemico che avrete di fronte. Il miglior test è quello sul campo di battaglia.
Tuttavia tenete bene a mente che non potrete abusarne dato che l’utilizzo consuma Emblemi spiritici (che si possono trovare esplorando o acquistandoli in cambio di denaro).

Il nostro protagonista (Sekiro) potrà poi essere potenziato in Vitalità/Postura e Attacco presso i vari Idoli dello Scultore (i vecchi Falò soulsiani), donando loro Grani di Rosario e Ricordi dei Boss. Non pensate al sovra-livellamento tipico di molti giochi di ruolo in quanto, benché combattere e sconfiggere il nemico, potenziandosi gradualmente, sia necessario per proseguire nel gioco, la bravura del giocatore sarà sempre il fattore più importante richiesto dalla curva di apprendimento di Sekiro.

Questo discorso vale sopratutto nel New Game +, anche qui presente e costituito da un progressivo aumento della forza e vitalità dei nemici. In caso di morte, con conseguente ritorno all’ultimo Idolo dello Scultore, potremmo subire inoltre una penalità all’esperienza e al denaro guadagnati nel corso del gioco (combattendo o esplorando). Per l’esattezza il 50 % di entrambi. Cosa che nelle fasi avanzate può rivelarsi un po’ fastidioso. Inoltre, morire un certo numero di volte, può comportare il progressivo propagarsi tra gli NPC di una malattia denominata Dragonroot (Male del Drago); nulla di particolarmente grave. La malattia non comporta in alcun modo la loro morte, causandone tuttavia l’arresto temporaneo delle Side Quests ad essi dedicate (i mercanti continueranno a comprare o vendere gli oggetti). La Dragonroot tuttavia non è irreversibile e può essere guarita in un sol colpo consumando uno specifico item presso un qualunque Idolo dello Scultore. Dopodiché tutto tornerà alla normalità (questi oggetti specifici si possono comprare o trovare esplorando, non sono rari).

Alla luce di ciò, notiamo alcune penalità che influiscono più o meno sull’economia di gioco. Un’altra novità risiede nella possibilità (opzionale) di resuscitare con metà della vitalità sul posto a seguito di una morte. Caratteristica che può servirci per avere una seconda occasione per continuare a combattere o per una strategia basata su un nuovo attacco alle spalle dei nemici. E’ possibile resuscitare un numero limitato di volte in base alle possibilità visibili su schermo (mi riferisco ai Pallini colorati). Una si ricarica sempre riposando presso gli Idoli dello Scultore, l’altra combattendo. Non si può abusarne e dopo essere ritornati in vita anche una sola volta sarà necessario mettere a segno altri Deathblow sui nemici per poterla sfruttare nuovamente.

Questo è quanto Sekiro mi ha lasciato nel corso del mio giocato.

Purtroppo non è esente da difetti, tra i quali segnaliamo alcuni fastidiosi cali di frame rate, alcuni problemi con la telecamera e il lock on contro i boss e un NG + che non riesce ad offrire validi stimoli per continuare. Nelle successive run il divertimento non tende a scemare, a causa di una buona confidenza con il gioco, tuttavia appare ovvio di come qualche incentivo in più, come nuovi nemici o pattern d’attacco differenti, avrebbero senz’altro reso più interessante proseguire.

Nel NG + ci sarà solo un aumento della forza e vitalità dei nemici (qualcosa di opzionale). Al massimo si avrà motivo di rigiocarlo spinti dalla voglia di vedere gli altri finali della trama. Comunque anche per chi ha apprezzato il gioco una prima volta, non ci saranno difficoltà nel trovare stimoli anche nelle run successive grazie ad un combat system e a un gameplay in generale divertenti e rodati.

+ Mondo di gioco aperto da esplorare, vasto, intrisi di lore e personaggi da conoscere
+ Combat system galvanizzante, dinamico e divertente
+ Gameplay divertente e migliorato dall'uso del rampino...
- Qualche calo di frame rate, problemi con la telecamera e lock on in alcune Boss Fight
- ...però alcune Abilità e Bracci Prostetici non trovano particolari applicazioni utili in combattimento

8.5

Purtroppo Sekiro non è esente da difetti, tra i quali segnaliamo alcuni fastidiosi cali di frame rate, alcuni problemi con la telecamera e il lock on contro i boss e un NG + che non riesce ad offrire validi stimoli per continuare. Nelle successive run il divertimento non tende a scemare, a causa di una buona confidenza con il gioco, tuttavia appare ovvio di come qualche incentivo in più, come nuovi nemici o pattern d’attacco differenti, avrebbero senz’altro reso più interessante proseguire. Si tratta comunque di piccole sbavature all’interno di un ottimo titolo.




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