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ScourgeBringer

Il viaggio di Khyra

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Frenetico, brutale e rapido. Irrompe così, nel vasto mondo dei roguelite, il titolo del piccolo studio Flying Oak pronto a dire la sua in un genere in cui è sempre più difficile riuscire a distinguersi dalla concorrenza.

La trama, per quanto venga comunque approfondita in maniera quasi indiretta con informazioni sul mondo di gioco che vanno trovate partita dopo partita, non è certo il punto forte del gioco e non vuole assolutamente esserlo. Vi basti sapere che vestirete i panni di Khyra, una giovane ragazza con una folta chioma bianca e pronta a rendere orgoglioso il suo popolo, eliminando qualsiasi nemico pronto a ostacolarla mentre tenta di salvare il mondo da una presunta minaccia aliena.

Il vero e proprio focus di ScourgeBringer risiede invece nel gameplay nudo e crudo, una danza mortale dove basta poco per morire e vedersi concludere, senza pietà, la propria partita. Prendete gli scontri adrenalinici di DOOM Eternal, aggiungeteci un pizzico di Celeste e una grafica pixelart 2d tanto cara a molti indie diventati famosi e otterrete ScourgeBringer. Un titolo che non fa sconti a nessuno in quanto a difficoltà.

Le basi del gioco, infatti, sono abbastanza semplici ma vanno assimilate il prima possibile per sperare di avanzare fino ai titoli di coda. Il vostro scopo sarà superare cinque diverse aree, ognuna con il proprio boss come ultimo ostacolo da affrontare.

Tutte le aree saranno composte da una serie di stanze generate in maniera procedurale. Ad attendervi in quasi ogni stanza, ci sarà un comitato di benvenuto composto da nemici di vario tipo e sempre più aggressivi man mano che avanzerete verso la fine. Per difenderci e combattere, avremo una spada con due colpi base: il classico attacco rapido direzionabile e un attacco un po’ più lento ad area che, una volta sbloccata l’apposita abilità, permette persino di respingere i vari tipi di proiettili nemici che vi verranno lanciati contro. Come supporto potremo usare anche una pistola per colpire i nemici più distanti e infine, avremo a disposizione la furia, un potente attacco che, una volta riempita l’apposita barra, permette di eliminare all’istante tutti i nemici in una stanza oppure, infliggere gravi danni ai boss del gioco.

Ogni stanza è generata in maniera procedurale.

Ogni nemico sconfitto rilascerà una quantità di “sangue” che sarà la nostra personale moneta da utilizzare con alcuni particolari mercanti che incontreremo in alcune stanze. Da loro potremo quindi acquistare: cure, munizioni per la pistola e oppure alcuni potenziamenti temporanei (che quindi scompariranno in caso di game over) per aiutarci negli scontri imminenti. Saranno presenti anche altri mercanti con richieste un po’ più particolari (che ne dite di sacrificare qualcuno dei vostri punti vita?) più qualche altra piccola chicca nascosta nelle stanze più remote. Inoltre sconfiggendo i boss, guadagneremo anche un altro tipo di sangue più prezioso, il sangue del giudice, che potremo usare nell’hub iniziale del gioco. Ci servirà per ottenere un altro tipo di potenziamenti, stavolta fissi, che ci daranno una grossa mano nella nostra difficile impresa di salvare il mondo.

Insomma, il gameplay di ScourgeBringer rimane abbastanza sulle regole classiche dei roguelite senza apportare nulla di particolarmente innovativo. Riesce nello scopo di regalare una sfida impegnativa che può risultare, a tratti, punitiva ma senza mai essere troppo frustrante. È una continua battaglia con voi stessi, dove i riflessi saranno l’unica cosa che conta per portare a casa la pelle e il vero miglioramento più importante a cui dovrete puntare, saranno le vostre abilità nell’utilizzare l’intero parco mosse di Khyra.

Come scritto in precedenza, i ragazzi di Flying Oak hanno optato per uno stile grafico in pixel art 2D che riprende un po’ quel filone di indie come Celeste. Scelta completamente azzeccata e funzionale per il tipo di gioco e che permette al titolo di avere i 60 FPS sempre ben stabili senza il minimo calo. Un must per questo genere di titoli. Ad accompagnare le vostre gesta, ci penserà una colonna sonora fortemente improntata all’heavy metal proprio come il suo, ormai evidente, modello di riferimento DOOM. Niente da ridire anche qui dato che è perfettamente integrata con il gameplay senza mai risultare fuori posto.

VOTO: 8,8

Senza minimamente preoccuparsi di essere troppo difficile, ScourgeBringer è pronto per portare i vostri riflessi e la vostra bravura a nuovi livelli di follia. Se siete in cerca di una vera sfida ma che non risulti essere troppo frustrante, allora siete nel posto giusto. Non sarà magari nulla di particolarmente innovativo, ma riesce comunque a distinguersi dalla massa di indie sempre più fitta e lo fa con una forza inarrestabile.

Pro

  • Gameplay perfettamente rodato con una fluidità nei combattimenti ai massimi livelli
  • OST travolgente, sempre adatta in ogni situazione
  • Tanti nemici tutti diversi e boss ben studiati

Contro

  • Non particolarmente originale