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Rise of the Tomb Raider

La crescita di miss Croft

Autore della recensione: Vc3nZ_92

Con Rise of the Tomb Raider il nuovo corso del brand intrapreso nel 2013 acquisisce finalmente una sua personalità, andando ad evolvere la nuova formula alla grande, guardando proprio al passato del franchise. Certo, non è un Tomb Raider old school, ma fonde al meglio il nuovo e il vecchio andando ad occupare una fetta di mercato tutt’altro che satura di prodotti e riesce ad assumere una identità ben precisa e definita.

Pad alla mano è veramente molto piacevole, con un’alternanza di situazioni che non stancano mai. All’inizio il ritmo è abbastanza lento e compassato e le nuove aree molto estese incentivano un’esplorazione che nelle prime ore stanca solamente, non avendo nessun abilità per poter procedere. Ma superate le prime 3/4 ore il ritmo di gioco impenna e non crolla più. Nella parte finale dell’avventura forse l’esplorazione cede un po’ il passo ai combattimenti, ma tecnicamente ci sta. Le varie abilità sbloccabili danno al prodotto un tocco da metroidvania che non guasta mai, anzi, rende ricco e corposo l’end-game, anche grazie ai molti collezionabili, tombe opzionali davvero spettacolari e missioni secondarie.

Il gunplay è stato leggermente migliorato e anche la parte del crafting è più piacevole. C’è da dire però che ha ancora delle mancanze basilari, inspiegabili già nel primo, figuriamoci ora, come ad esempio lo sparo alla cieca. Per concludere la parte relativa al gameplay bisogna dire che anche lo stealth è stato leggermente migliorato e funziona bene, nonostante il giocatore non abbia poi molte opzioni, ed è un peccato perché in molte zone il level design è elaborato e si sviluppa in verticale.

Narrativamente è, come il primo, osceno, senza mezzi termini. La storia è orribile come nel primo e raccontata male. Anche i comprimari e nemici si dimenticano subito. Peccato perché inizialmente era partito veramente bene. Forse l’unica cosa che hanno migliorato è stato il personaggio di Lara, che nel primo era una pazza lunatica. Qui la sua gestione è migliore, ma era pure difficile riproporre lo stesso errore.

Artisticamente è spettacolare. Mi ha veramente stupito. Pensavo ci fosse solo neve e bianco dappertutto, invece la  invece ha delle ambientazioni veramente variegate e suggestive, con l’occhio che può gongolare ad ogni scorcio. E ricordiamoci che questo gioco è uscito pure su Xbox 360 eh, veramente applausi. Però anche qui c’è lo stesso problema del titolo del 2013: le animazioni di transizione che risultano scollegate o addirittura mancanti. Comparto sonoro solo buono, con doppiaggio altalenante e musiche solo discrete.

Longevità più che buona, 25 ore per completare il gioco al 100%, un’altra decina per il platino. E non dimentichiamoci che la versione PS4 ha anche tutti i DLC inclusi, che offrono un’altra ventina di ore di gameplay. Ma la cosa più bella è che sono attività tutte varie e mai stancanti e che ampliano ancora di più l’offerta di un pacchetto già molto ricco.

+ Molta varietà ludica
+ Mappe veramente ben costruite
+ Artisticamente spettacolare
+ Ritmo dell’avventura ottimo…
– … nonostante un inizio molto lento
– Parte narrativa oscena
– Piccole mancanze ludiche e tecniche

8.0

In definitiva, Rise of the Tomb Raider è un buonissimo prodotto, che evolve in maniera sensibile il concept del reboot del 2013, dando alla saga una sua identità, piacevolissimo da giocare grazie alla sua varietà e al suo ritmo che però pecca nuovamente per quanto riguarda la parte narrativa, veramente oscena. In rete ho letto molte brutte cose sul prodotto e sinceramente non mi spiego il perché di tutto ciò. Non sarà un capolavoro, ma è veramente un bellissimo titolo da giocare, per giunta esponente di un genere mai troppo rappresentato. Se ancora non lo avete provato, fatelo, merita sicuramente una chance.