Resident Evil 3

Un ritorno controverso

A cura di GamesForum - 20 Maggio 2020 - 18:00

Autore della recensione: Alucard

Era l’anno 2018 quando Capcom fece sobbalzare i suoi fans dalla sedia con l’annuncio del remake del pluripremiato Resident Evil 2, riuscendo a riscuotere al momento della release un successo unanime tale da garantire alla compagnia di Osaka la nomination per il suo titolo di punta al Game of the Year, senza tuttavia vincerlo.

Due anni dopo la software house, carica del successo e della fiducia maturata, decide di riprovarci pubblicando il remake di Resident Evil 3 ottenendo risultati controversi seppur non sufficienti a mettere in cattiva luce il lavoro del team grazie ad un ritmo pressoché perfetto, ma minato da tagli contenutistici e da una longevità non proprio esaltante.

Perseguitata

L’epopea di Jill Valentine, ex membro della Special Tactics And Rescue Service (S.T.A.R.S) ha inizio nel suo appartamento, dove in seguito ad una breve fase investigativa, questa viene aggredita da un’enorme e minacciosa creatura sguinzagliata dalla casa farmaceutica Umbrella Corporation con lo scopo di eliminare ogni superstite del corpo speciale rimasto all’interno del perimetro di una Raccoon City sull’orlo del baratro a causa dell’infezione di cui è responsabile e che pervade le strade della città.

Durante la fuga, Jill avrà l’occasione di entrare in contatto con alcuni superstiti che le forniranno supporto nella sua missione. Questi incontri porteranno anche a fasi di gameplay alternative: sarà infatti possibile impersonare l’agente Carlos Oliveira. Questo è in grado di sferrare pugni sufficienti ad atterrare gran parte dei nemici con cui ci si ritroverà a scontrarsi, laddove Jill dispone dell’abilità di attivare una schivata seguita da una breve fase di bullet time molto utile per uscire incolume da situazioni particolarmente concitate.

Resident Evil 3

Un taglio col passato

Partendo da questa premessa si può dedurre come il ritmo di Resident Evil 3 sia molto più votato all’action rispetto al suo predecessore. Le munizioni, giocando a difficoltà normale, sono disponibili in quantità ben più generose contribuendo ad un drastico calo della tensione anche in situazioni dove sarebbe stato lecito aspettarsi sequenze più vicine ad un’esperienza survival. Ma non tutto il male viene per nuocere, tale scelta è perfettamente compatibile con la filosofia del titolo che, essendo completabile in quattro-cinque ore, vuole essere un viaggio intenso e spettacolare prendendo coraggiosamente una svolta verso l’azione piuttosto che rimanere sul sentiero tracciato dai primi capitoli della saga.

Da sottolineare che questa caratteristica viene ulteriormente accentuata quando si parla di rigiocabilità: completato il primo walkthrough sarà infatti possibile rigiocare l’intera avventura a difficoltà che sarebbe lecito aspettarsi come molto meno permissive, ma che subiscono pesanti sbilanciamenti verso il basso qualora si decida di attivare i power-up acquistabili spendendo il credito di gioco (maturato in seguito al completamento di determinate sfide) in strumenti in grado di garantire l’accesso ad armi dalla elevata potenza di fuoco e dotate di munizioni infinite, o più semplicemente all’auto-rigenerazione della vita.

Caratteristica ben più amara da digerire sono i tagli apportati al titolo sotto il profilo dei contenuti: intere sezioni che erano presenti nel gioco originale già non molto famoso per la sua longevità sono state completamente asportate o riadattate pesantemente in modo da fungere da solo background per alcune ambientazioni, senza quindi tradursi in spunti interessanti per il giocatore che si trova a tutti gli effetti privato di esperienze che sarebbe stato interessante (ri)vivere sulle console di attuale generazione.

+ Ritmo perfetto
+ Il Nemesis è un nemico temibile e ben congegnato
+ Remake grafico sublime
+ Rigiocabile ma…
- ... troppo breve
- Tagli contenutistici inconcepibili
- I modificatori rendono il gioco eccessivamente sbilanciato verso il basso

7.0

Resident Evil 3, come anticipato in fase di apertura, è un remake controverso, ma non per questo non meritevole di essere giocato a prescindere dall’amore nutrito verso la saga. L’avventura di Jill ha il pregio di riuscire a mantenere costante l’attenzione del giocatore per tutta la durata della fuga grazie ad un ritmo pressoché perfetto, pagandone tuttavia il prezzo con una longevità molto al di sotto degli standard odierni anche per via di tagli contenutistici francamente inaccettabili. L’acquisto rimane sicuramente consigliato, tuttavia è essenziale sapere che ci si ritroverà tra le mani un titolo “solo” buono, nonché molto distante dalla cura che invece è stata riposta a quel mezzo capolavoro che è Resident Evil 2 Remake.




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